Giurisprudenza tributaria della Cassazione

Guida

al trust

 

Giurisprudenza della Commissione tributaria provinciale di Benevento

 

Giurisprudenza tributaria della Cassazione dalla stampa

Giurisprudenza tributaria dalla stampa ed on line

 

 

 

Sentenza n. 07268/09: La dichiarazione I.V.A. non sottoscritta, non essendo riferibile ad alcun dichiarante, in quanto priva di un elemento essenziale per la produzione degli effetti di legge, deve essere considerata inesistente sul piano giuridico e non sanabile.

Sentenza n. 07184/09: È legittimo l'accertamento che rettifica il valore delle rimanenze - con conseguente presunzione di acquisti non fatturati - sulla base di annotazioni operate dal contribuente su documenti non ufficiali. I dati sono comunque attendibili e veritieri in quanto connessi alla gestione aziendale.

Sentenza n. 06780/09: Causa inammissibilità dell'appello (o del ricorso) notificato per posta, non il difetto dell'attestazione di conformità, ma la effettiva difformità tra l'atto depositato e quello spedito alla controparte, anche nel caso in cui il soggetto intimato non si sia costituito in giudizio.

Sentenza n. 06548/09: Nello stesso giorno, in due occasioni, la Suprema corte riconosce la possibilità di utilizzare, nel giudizio tributario, le informazioni fornite da terzi al Fisco, quali elementi utili al recupero d'imposta, seppure in tale giudizio non ci si può avvalere della prova testimoniale.

Sentenza n. 06536/09: Nello stesso giorno, in due occasioni, la Suprema corte riconosce la possibilità di utilizzare, nel giudizio tributario, le informazioni fornite da terzi al Fisco, quali elementi utili al recupero d'imposta, seppure in tale giudizio non ci si può avvalere della prova testimoniale.

Sentenza n. 06118/09: Il furto della ventiquattrore contenente tutta la documentazione commerciale e fiscale non esime il contribuente dall’obbligo di ricostruire la contabilità e i registri asseritamente trafugati.

Sentenza n. 05947/09: È legittimo l'accertamento induttivo del reddito d'impresa basato sull'agenda delle prenotazioni dei tavoli, al di là del fatto che le stesse poi siano state confermate o meno. Dopo il tovagliometro, la Cassazione avalla un altro importante strumento di indagine a disposizione degli organi verificatori.

Sentenza n. 05511/09: Se il promissario acquirente richiede e ottiene una sentenza produttiva degli effetti del contratto, non concluso, di trasferimento della proprietà di un immobile, la sentenza, anche se non divenuta definitiva, va assoggettata a imposta proporzionale, senza che l'acquirente possa eccepire il mancato pagamento del prezzo.

Sentenza n. 04763/09: La registrazione con applicazione dell'imposta in misura fissa non trova applicazione nell'ipotesi di fusione fra soggetti giuridici che non abbiano quale oggetto, esclusivo o principale, della propria attività lo svolgimento di attività commerciali o agricole.

Sentenza n. 04594/09: L’ufficio può procedere ad accertamento induttivo pur in presenza di una contabilità regolare se risulta fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti desunte da fatti certi o di comune esperienza nonché da concreti e significativi elementi offerti dalle singole fattispecie.

Sentenza n. 04502/09: L'azienda, per dedurre i costi, deve conservare le fatture in originale, altrimenti il fisco può recuperarli a tassazione. Le fotocopie di documenti originali, che non risultino smarrite o distrutte per cause non imputabili al contribuente, non hanno lo stesso valore probatorio degli originali.

Sentenza n. 04170/09: Il riscontro di una significativa riduzione della redditività della società, rispetto agli anni precedenti, benché in presenza di aumento del volume d’affari e di radicale rinnovamento tecnologico, legittima la rettifica del reddito in quanto elementi gravi, precisi e concordanti.

Sentenza n. 04001/09: L'accertamento è valido anche se derivante da indagini bancarie non autorizzate. Questo perché le norme tributarie consentono al Fisco di ricostruire la posizione reddituale del contribuente sulla base di tutti gli elementi che, a qualsiasi titolo, siano entrati nella sua sfera di conoscenza.

Sentenza n. 03853/09: La ricostruzione del reddito può basarsi anche su pochi documenti rinvenuti in azienda qualora l’impossibilità di ulteriori raffronti dipenda dalla incompletezza della documentazione conservata nell’azienda stessa.

Sentenza n. 03692/09: L’impugnazione cumulativa è possibile qualora le decisioni impugnate debbano essere risolte attraverso una identica questione di diritto, la quale ben potrebbe costituire - se affrontata in separati giudizi - giudicato rilevabile d’ufficio.

Sentenza n. 03555/09: L’avviso di accertamento risultante dall’esercizio di un potere amministrativo frazionato - anche in poteri istruttori attribuiti ad altri uffici amministrativi - è legittimo, a condizione che sia adeguatamente motivato e faccia propri i risultati conseguiti nelle precedenti fasi procedimentali.

Sentenza n. 03316/09: La determinazione del reddito effettuata in base all'applicazione del redditometro dispensa l'Amministrazione finanziaria da ogni ulteriore prova, ponendo a carico del contribuente l'onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore.

Sentenza n. 02876/09: Le gravi incongruenze tra i ricavi dichiarati e quelli ragionevolmente attesi in base alle caratteristiche dell'attività svolta oppure in base agli studi di settore rappresentano presunzioni legali che legittimano da sole la rettifica da parte dell'Amministrazione finanziaria.

Sentenza n. 02870/09: È inammissibile il ricorso avverso il provvedimento di rifiuto, espresso o tacito, dell'istanza di autotutela promossa dal contribuente volta a ottenere l'annullamento di un atto impositivo divenuto definitivo.

Sentenza n. 02780/09: La mancata produzione in atti dell'avviso di ricevimento non determina l'inesistenza della notificazione né impone di concludere nel senso che la notifica sia stata irrituale, ma genera soltanto incertezza circa il suo perfezionamento.

Sentenza n. 02030/09: L'I.R.A.P. è dovuta anche quando il titolare dello studio dà l'apporto preminente all'attività tanto da essere insostituibile sia giuridicamente (per le firme), sia per la clientela, che si rivolgerebbe ad altro professionista se lui non ci fosse.

Sentenza n. 01702/09: Se la procura è congiunta, il ricorso va sottoscritto da ciascun difensore a pena di inammissibilità. Unica eccezione quando nell'incarico manca una espressa volontà di conferimento congiunto del mandato.

Sentenza n. 01462/09: In presenza di cause inscindibili o tra loro dipendenti, il ricorso in appello deve essere notificato a tutte le parti che hanno partecipato al giudizio tributario di primo grado. La mancata integrazione del contraddittorio comporta, dunque, la nullità dell'intero procedimento di secondo grado.

Sentenza n. 01456/09: La nozione tributaria di impresa non coincide con quella civilistica. Ai fini fiscali, infatti, per attività d'impresa si intende l'esercizio abituale, ancorché non esclusivo, delle attività commerciali indicate dall'articolo 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma d'impresa.

Sentenza n. 01280/09: La decadenza del contribuente dal diritto al rimborso per non aver presentato la relativa istanza entro il termine normativamente previsto è rilevabile d'ufficio e, per la prima volta, anche in Cassazione, purché dalla sentenza impugnata risultino la data del versamento e quella dell'istanza.

Sentenza n. 01247/09: La notificazione degli atti nell'ambito del processo tributario. In particolare, il contenzioso riguardava un giudizio in cui l'appello avverso la pronuncia di primo grado era stato notificato in luogo diverso dal domicilio eletto dalla controparte.

Sentenza n. 01134/09: Se l'Amministrazione finanziaria contesta l'indebita detrazione di costi per operazioni inesistenti, è onere del contribuente provare il contrario. La prova, peraltro, non può essere costituita dalla sola esibizione dei mezzi di pagamento, che rappresentano un mero elemento indiziario.

Sentenza n. 00874/09: L'atto di appello proposto dall'ufficio delle Entrate è ammissibile, anche se riporta la firma illeggibile di un funzionario che sottoscrive al posto del direttore titolare.

Sentenza n. 00869/09: La presenza in magazzino di prodotti difettosi non riduce il reddito imponibile dell’azienda, poiché non si tratta di beni in lavorazione. Il loro valore va calcolato per intero, in base al costo di produzione sostenuto o al minore tra costo di produzione e valore di vendita. Indetraibili le spese per ripristinarli.

Sentenza n. 00377/09: E' legittimo il ricorso da parte dell'ufficio, in ipotesi di smarrimento delle scritture contabili, a un controllo di tipo analitico, in luogo di quello sintetico o induttivo, basato su copie di atti acquisiti dalla Guardia di finanza durante un precedente accesso presso il contribuente.

Sentenza n. 00252/09: Il fallimento del contribuente, determinando seri rischi di insolvenza fiscale, realizza una situazione di fondato pericolo per la riscossione e costituisce fatto idoneo a giustificare l'iscrizione nei ruoli straordinari dell'imposta da lui dovuta.

Sentenza n. 00237/09: Ruolo delle circolari rispetto alla gerarchia delle fonti e portata che le stesse possono assumere tanto nei confronti dell'Amministrazione emanante, globalmente considerata, quanto nei riguardi dei contribuenti solo "impropriamente" destinatari.

Sentenza n. 00229/09: L’autorizzazione a proporre appello può essere depositata anche dopo la costituzione in giudizio e fino all’udienza di discussione in Commissione tributaria regionale. Pertanto, qualora l’Ufficio produca l’atto nel corso del processo non si può dichiarare inammissibile il ricorso.

 

Sentenza n. 44940/08: E' legittimo il sequestro dei conti bancari personali della moglie dell'imprenditore corrotto e accusato di evasione fiscale, anche se la donna non è implicata, direttamente o indirettamente, negli affari del marito.

Sentenza n. 39177/08: Il contribuente che emette fatture per operazioni inesistenti è tenuto al versamento dell'imposta indicata in fattura e a presentare la dichiarazione annuale I.V.A. Alla base della decisione, in linea con l'orientamento giurisprudenziale di legittimità, sia la normativa interna sia la disciplina comunitaria, con l'articolo 203 della direttiva del Consiglio 2006/112/Ce che prescrive la debenza dell'I.V.A. per chiunque indichi tale imposta in fattura.

Sentenza n. 39172/08: La confisca va qualificata in rapporto alla funzione concretamente svolta, potendo, di volta in volta, assumere il carattere di pena, di misura di sicurezza, di misura civile o amministrativa. Considerato ciò e riconosciuta la sua natura giuridica di pena, la confisca per equivalente, estesa dalla Finanziaria 2008 anche ad alcuni reati tributari specifici, non può trovare applicazione al di fuori dei casi tassativamente contemplati e, al contempo, non può estendersi a fatti commessi prima della sua entrata in vigore.

Sentenza n. 37592/08: Il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili si configura anche se la ricostruzione del reddito o del volume di affari sia possibile in via indiretta. Se così non fosse, la norma, finalizzata a tutelare l’interesse erariale alla trasparenza fiscale del contribuente, sarebbe sostanzialmente inutiliter data ove si attribuisse alla solerzia degli accertatori e alla loro capacità di reperire elementi di prova una sorta di efficacia sanante dell’illecita condotta dell’imprenditore.

Sentenza n. 36687/08: La falsificazione materiale del modello F24, quando l'autore del falso è un privato, integra l'ipotesi delittuosa prevista dagli articoli 478 e 482 del codice penale. L'F24, infatti, non costituisce né atto pubblico né certificazione amministrativa, ma attestato sul contenuto di atti, in quanto documento a carattere derivativo del modulo di versamento di cui riporta gli estremi essenziali, elemento che lo differenzia dal certificato.

Sentenza n. 30499/08: Il diritto al rimborso dell'I.V.A. versata dalla filiale italiana di una società avente sede in un altro Stato membro U.E. sul corrispettivo di servizi resi in suo favore dalla casa madre è soggetto al termine di decadenza biennale, anziché decennale di prescrizione.

Sentenza n. 30055/08: I principi costituzionali della capacità contributiva e della progressività dell'imposizione ostano all'ottenimento di vantaggi fiscali ottenuti attraverso strumenti giuridici utilizzati soltanto, in assenza di ragioni economicamente apprezzabili, per conseguire un risparmio d'imposta.

Sentenza n. 29745/08: La stipula del contratto con il quale vengono trasferite quote di una società dietro pagamento di un prezzo costituisce da sola il presupposto per assoggettare la plusvalenza a imposta sostitutiva, a nulla rilevando l'eventuale mancato pagamento del corrispettivo pattuito.

Sentenza n. 29437/08: L’indagine sulla sussistenza dei presupposti per l’imposizione va rivolta agli elementi di cui all’articolo 2247 del codice civile: l’intenzionale esercizio in comune tra i soci di un’attività commerciale, anche occasionale, a scopo di lucro e il conferimento a tal fine dei necessari beni o servizi.

Sentenza n. 29230/08: No all'impugnazione tardiva delle sentenze delle Commissioni tributarie, anche se non c'è comunicazione del dispositivo da parte della segreteria e senza che assuma rilievo la mancata conoscenza, per omissione del relativo avviso, della data fissata dell'udienza.

Sentenza n. 29227/08: E' deducibile per la prima volta in appello la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso per tardività della relativa istanza rispetto al termine fissato dall'articolo 38, D.P.R. numero 602 del 1973, salvo il caso in cui sul punto si sia formato un giudicato interno contrario.

Sentenza n. 28892/08: È regolare la notificazione di un avviso di accertamento a una società di capitali, eseguita mediante consegna nelle mani del suo rappresentante legale, benché nella relata di notifica non sia stato indicato il luogo della consegna, dovendosi presumere che questo coincida con quello indicato nell'atto.

Sentenza n. 28880/08: In caso di vendita dell'abitazione acquistata con i benefici prima casa anteriormente al compimento del quinquennio, il termine triennale per l'accertamento dell'intervenuta decadenza dall'agevolazione decorre dall'anno successivo alla data di registrazione dell'atto di cessione.

Sentenza n. 28698/08: In tema di notifica di atti tributari, le modalità indicate, rispettivamente, agli articoli 140 del codice di procedura civile e 60, primo comma, lettera e), D.P.R. numero 600 del 1973, hanno ciascuna un proprio preciso, ed esclusivo, ambito applicativo. Sono, quindi, alternative e si escludono a vicenda.

Sentenza n. 28676/08: Costituisce causa di inammissibilità non la mancanza di attestazione, da parte del ricorrente, della conformità tra il documento depositato e quello notificato, ma solo la loro effettiva difformità, conseguentemente accertata d'ufficio dal giudice.

Sentenza n. 28574/08: I redditi derivanti da attività illecite o frutto della commissione di reati sono imponibili se ricompresi in una delle categorie contemplate dall'articolo 6 del T.U.I.R. e non sono intervenuti il sequestro o la confisca dei medesimi nel periodo d'imposta al quale sono imputabili.

Sentenza n. 28160/08: Sono soggetti al pagamento dell'I.C.I. anche gli Istituti autonomi case popolari (ora ATER) per gli alloggi utilizzati dai cittadini meno abbienti o bisognosi, non essendo previsto per detti enti regionali nessuna forma di esenzione dal pagamento del tributo.

Sentenza n. 27637/08: Legittima la rettifica del reddito di una società fondata sugli esiti dell’accertamento effettuato a carico dei fornitori (nel caso in esame, due società emittenti fatture per operazioni inesistenti).

Sentenza n. 27574/08: Il dubbio sul soggetto che ha effettuato la prestazione, anche quando si ha la certezza che la prestazione stessa sia stata effettuata, non esclude la possibilità di recuperare il relativo costo e l'I.V.A. apparentemente assolta.

Sentenza n. 27448/08: La circostanza che una società sia rimasta vittima del furto delle scritture contabili non esonera il contribuente dall'obbligo di procedere alla loro ricostruzione. In difetto, risulta legittimo l'utilizzo, da parte dell'ufficio, del metodo induttivo per ricostruire il reddito d'impresa.

Sentenza n. 27353/08: La presentazione dell'istanza di rimborso a un ufficio incompetente non produce alcun effetto e, pertanto, impedisce la formazione del silenzio - rifiuto quale condizione indispensabile per proporre ricorso.

Sentenza n. 27349/08: L'assegnazione di un immobile al socio superstite, in sede di liquidazione conseguente allo scioglimento di una società in accomandita semplice per mancata ricostituzione della pluralità dei soci nel termine prescritto, è atto che rientra perfettamente, quanto a effetti prodotti, nel paradigma del trasferimento.

Sentenza n. 27083/08: La motivazione di una sentenza per relationem ad altra pronuncia è legittima quando il giudice, riportando il contenuto della decisione evocata, non si limiti a richiamarla genericamente ma la faccia propria con autonoma e critica valutazione.

Sentenza n. 27051/08: E' legittimo l'atto impositivo da controllo formale, pur successivo al perfezionamento, per lo stesso periodo d'imposta, di un accertamento con adesione del contribuente. La sentenza in questione, che si fonda su una norma ormai abrogata, è l'occasione per esaminare le disposizioni attualmente in vigore.

Sentenza n. 26541/08: Non è ravvisabile la nullità della sentenza allorché il giudice abbia aggiunto a penna una integrazione al dispositivo senza controfirmare. La sottoscrizione del giudice è richiesta, infatti, come sigillo conclusivo del testo in cui è documentata la decisione, a verificare analiticamente la corrispondenza del testo scritto, in ogni sua parte, a quello steso dal relatore e approvato dal presidente.

Sentenza n. 26466/08: Nel processo tributario, il documento di autorizzazione del responsabile del servizio del contenzioso della Direzione regionale delle Entrate alla proposizione dell'appello da parte dell'ufficio locale è valido, anche se la firma dell'atto è illeggibile.

Sentenza n. 26118/08: Il Comune deve risarcire il danno per la mancata o intempestiva consegna di un atto tributario in scadenza.

Sentenza n. 25676/08: L'I.C.I. va pagata anche sulle aree per le quali è decaduto il vincolo di esproprio a scopo edificatorio per fini pubblici. Il decorso del termine non determina, infatti, la regressione dell'area interessata da edificabile ad agricola. A tali conclusioni sono pervenuti i giudici di legittimità con la sentenza in questione. La controversia trae origine dall'impugnazione di un avviso di accertamento notificato da un Comune a un contribuente per omessa dichiarazione di area fabbricabile e omesso versamento dell'I.C.I.

Sentenza n. 25472/08: La cancellazione di una società dal Registro delle imprese non determina la sua estinzione, qualora siano ancora pendenti rapporti giuridici o contestazioni giudiziali. E' pertanto legittima la notificazione di un avviso di accertamento, riguardante la società medesima, al soggetto che la rappresentava prima della formale cancellazione, poiché in capo a quest'ultimo permane, per i rapporti non definiti o rimasti sospesi, la relativa rappresentanza sostanziale e processuale.

Sentenza n. 25463/08: Il circolo che distribuisce bevande a pagamento e che rilascia immediatamente le tessere a chi si presenta all’ingresso è di fatto aperto al pubblico e, pertanto, esercita un’attività commerciale. E’ quanto stabilito, in tema di I.V.A, dalla Cassazione che ha riproposto all’attenzione una tematica ricorrente, anche nell’imposizione diretta, fondata sull’interrogativo se la gestione di un bar posto all’interno di entità con finalità non lucrative possa dar luogo ad attività commerciale, pertanto soggetta a tutti gli obblighi fiscali.

Sentenza n. 25374/08: Se da un lato la libertà di scegliere le forme contrattuali o i modelli organizzativi meno onerosi dal lato fiscale trova pieno riconoscimento e tutela nell'ordinamento comunitario, dall'altro non può essere in alcun modo consentito o garantito l'esercizio abusivo di tali libertà e diritti. Seppur spetti al giudice nazionale valutare se si è in presenza di una pratica irregolare, incombe sull'Amministrazione finanziaria l'onere di individuare l'impiego abusivo di una certa forma giuridica.

Sentenza n. 25097/08: La sentenza della Commissione di secondo grado, che si pronuncia oltre la domanda esaminando un motivo di nullità dell'avviso di accertamento non dedotto dalla parte interessata, presenta un vizio di extrapetizione. I motivi di impugnazione, infatti, si configurano come causae petendi: al giudice non è concesso fondare la propria decisione su ragioni o questioni non eccepite nel processo.

Sentenza n. 24911/08: E’ legittimo l'accertamento basato sui parametri per un avvocato che ha dichiarato il reddito prodotto nel quadro E della dichiarazione dei redditi, in quanto dalla compilazione di detto quadro si deduce la natura professionale e non di impresa del reddito prodotto. E’ il contenuto della sentenza della Cassazione, chiamata a pronunciarsi in merito ad un avviso di accertamento per il mancato adeguamento del reddito di lavoro dichiarato a quello determinato sulla base dei parametri di cui al D.P.C.M. 29 gennaio 1996.

Sentenza n. 24883/08: L'erogazione di servizi di natura socio - assistenziale da parte di un'organizzazione senza scopo di luco, dietro il pagamento di una retta da parte del fruitore, non è incompatibile con lo status di Onlus, sempre che il profitto conseguito non sia distribuito in forma di utile o avanzo di gestione e che permanga il fine solidaristico.

Sentenza n. 24622/08: La notificazione nei confronti di persone giuridiche è valida anche se eseguita presso una sede effettiva che sia diversa da quella legale. Nel luogo di consegna, è abilitato a ricevere l’atto qualunque soggetto legato da un particolare rapporto con l’ente, salva la dimostrazione, da parte del destinatario, che il consegnatario non era idoneo a ricevere l’atto notificato.

Sentenza n. 24610/08: L’omessa indicazione degli elementi dai quali il giudice abbia desunto il proprio convincimento e che sono posti a fondamento del dispositivo determina la nullità della sentenza, in quanto ciò rende impossibile ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del ragionamento seguito. È, infatti, la consequenzialità storica e giuridica delle azioni ad assumere rilevanza ai fini della decisione e a dare la possibilità di una corretta ricostruzione dei termini della controversia.

Sentenza n. 24607/08: La norma per la quale l'appello va proposto nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado non fa venir meno la distinzione tra cause inscindibili e scindibili. Nel caso in cui la controversia abbia ad oggetto l'esistenza dell'obbligazione tributaria, la mancata proposizione dell'appello anche nei confronti del Concessionario della riscossione, convenuto in primo grado, non comporta l'obbligo di notificare il ricorso in suo favore, essendo quest'ultimo estraneo al rapporto sostanziale dedotto in giudizio.

Sentenza n. 24455/08: Anche per gli anni antecedenti al 2000, il reddito di lavoro dipendente di un residente in Italia, ricevuto da un datore di lavoro residente in Italia in corrispettivo di una attività dipendente svolta all'estero, è imponibile in Italia.

Sentenza n. 24433/08: Qualora l’inesattezza, l’incompletezza o l’infedeltà dei dati esposti nella dichiarazione risultino in modo certo o diretto dagli accertamenti compiuti a carico di terzi soggetti, tali risultanze ben possono essere utilizzate nei confronti del contribuente, anche prescindendo da ispezione e verifiche presso il medesimo.

Sentenza n. 23988/08: I proventi illeciti conseguenti a operazioni commerciali fittizie, poste in essere dall'ex amministratore di una società di persone nell'ambito dei poteri di rappresentanza conferitigli, costituiscono, in mancanza di prova contraria, reddito per i singoli soci. Questi sono, infatti, illimitatamente responsabili delle conseguenze dell'illecito, anche se subentrati dopo i fatti contestati.

Sentenza n. 23987/08: Le regole sull’imputazione temporale dei componenti di reddito sono tassative e inderogabili, non essendo consentita al contribuente la scelta del periodo d’imposta in cui sarebbe più vantaggioso operare la deducibilità del costo. Se così non fosse, si snaturerebbe la regola espressa dal principio di competenza, che rappresenta, invece, criterio inderogabile e oggettivo per determinare il reddito d’impresa.

Sentenza n. 23635/08: Le spese deducibili ingiustificate sono indizio di un intento elusivo e non vale appellarsi al principio di libertà di iniziativa economica. Per la Corte, il contribuente - imprenditore o lavoratore autonomo che sia - è libero di organizzare e svolgere la propria attività in maniera antieconomica, ma se da ciò deriva un’attenuazione dell’obbligo di contribuire alla spesa pubblica, egli è tenuto a dare conto alla collettività di tale anomala scelta.

Sentenza n. 23608/08: L’avviso di classamento di un immobile è sufficientemente motivato anche mediante la semplice indicazione della consistenza, della categoria e della classe, posto che siffatti dati sono sufficienti a porre il contribuente nella condizione di difendersi. Per la Suprema corte è, inoltre, del tutto irrilevante la connotazione pubblicistica di un immobile ai fini di una sua classificazione nella categoria E9, con conseguente esenzione dello stesso dall’I.C.I.

Sentenza n. 23305/08: Nel caso il contribuente abbia impugnato il silenzio - rifiuto sull’istanza di rimborso I.R.A.P. deducendo l’illegittimità costituzionale dell’imposta, costituisce domanda nuova, improponibile nel giudizio d’appello, la deduzione secondo cui il tributo non era dovuto per avere il professionista operato in difetto di autonoma organizzazione.

Sentenza n. 23074/08: Il termine di decadenza, previsto dall’articolo 38 del D.P.R. numero 602 del 1973 per la presentazione dell’istanza di rimborso delle imposte sui redditi in caso di versamenti diretti, decorre dal giorno dei versamenti in acconto nel caso in cui questi, già al momento della loro effettuazione, risultino parzialmente o totalmente non dovuti, poiché in questa ipotesi l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso già sussistono.

Sentenza n. 22756/08: La formulazione limitativa contenuta nell’articolo 39 del decreto legislativo numero 546 del 1992 non è di ostacolo all’applicazione, nel processo tributario, dell’articolo 295 del codice di procedura civile e, quindi, a una estensione delle ipotesi di sospensione. Tale evenienza si verifica, ad esempio, quando due cause in rapporto di continenza siano pendenti in gradi diversi di giudizio, non essendo consentita in questi casi la riunione dei procedimenti. In sostanza, la Cassazione ha riconosciuto la possibilità di ampliare le fattispecie di sospensione del processo tributario.

Sentenza n. 22739/08: L'attività consistente in cessione di beni o prestazioni di servizi nei confronti dei propri associati, effettuata verso pagamento di corrispettivi specifici, rientra nell'ambito dell'attività commerciale sebbene esercitata da associazioni o enti sportivi, culturali o ricreativi, con relativa applicazione dell'imposizione fiscale, quando le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non siano conformi ai fini istituzionali dell'ente.

Sentenza n. 22698/08: E’ legittimo l’accertamento induttivo, pur in presenza di contabilità regolarmente tenuta, qualora la stessa debba ritenersi, nel complesso, essenzialmente inattendibile perché in contrasto con le regole basilari della ragionevolezza, non essendo in tal caso necessario che la rettifica del reddito sia stata preceduta dal riscontro analitico della congruenza e della verosimiglianza dei singoli cespiti di reddito dichiararti dal contribuente.

Sentenza n. 22695/08: E’ legittimo l’accertamento induttivo, pur in presenza di contabilità regolarmente tenuta, qualora la stessa debba ritenersi, nel complesso, essenzialmente inattendibile perché in contrasto con le regole basilari della ragionevolezza, non essendo in tal caso necessario che la rettifica del reddito sia stata preceduta dal riscontro analitico della congruenza e della verosimiglianza dei singoli cespiti di reddito dichiararti dal contribuente.

Sentenza n. 22689/08: La potestà dell’Amministrazione finanziaria di iscrivere direttamente nei ruoli l’I.V.A. non versata dal contribuente, risultante dalla dichiarazione annuale dei redditi, non trova ostacolo nella mancata emissione e notificazione dell’invito, previsto dall’articolo 60, comma 6, del D.P.R. numero 633 del 1972, a versare le somme dovute entro trenta giorni dal ricevimento dell’apposito avviso, con applicazione di una soprattassa pari al 60 per cento.

Sentenza n. 22680/08: La fatturazione fittizia ingenera una presunzione di corrispondente vantaggio economico, che è onere del contribuente superare.

Sentenza n. 22572/08: La targa di uno studio professionale ha funzione prettamente pubblicitaria, rendendo manifesto lo svolgimento di una determinata attività in quel luogo. La stessa va assoggettata alla specifica imposta comunale in quanto, avvenendo la sollecitazione pubblicitaria in luoghi pubblici o aperti al pubblico, il messaggio ha l'astratta possibilità di raggiungere un numero indeterminato di destinatari.

Sentenza n. 22548/08: La sentenza di patteggiamento emessa ai sensi dell’articolo 444 del Codice di procedura penale, costituisce indiscutibile elemento di prova per il giudice di merito tributario, il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l’imputato avrebbe ammesso una sua responsabilità insussistente e il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione.

Sentenza n. 22468/08: Gli accertamenti I.V.A. compiuti presso terzi non devono essere avvalorati da controlli diretti presso il contribuente. E’ uno dei principi enunciati, con la sentenza in questione, dalla Cassazione, i cui giudici hanno anche stigmatizzato il comportamento della C.T.R. che, anziché affrontare la questione sottoposta al suo esame, si era limitata a liquidare gli interessi oppositivi (alla conservazione della pretesa) dell’Amministrazione fiscale con un’affermazione assolutamente tautologica e di mero principio.

Sentenza n. 22459/08: Nessuno sconto per i commercianti che non emettono scontrini e/o ricevute fiscali: la definizione agevolata della sanzione pecuniaria non salva dalla chiusura dell'esercizio.

Sentenza n. 22453/08: Il processo tributario non rientra tra i processi d’impugnazione - annullamento, bensì tra quelli d’impugnazione - merito, in quanto non diretto alla mera eliminazione giuridica dell’atto impugnato, ma preordinato alla pronunzia di una decisione di merito. E’ uno dei punti su cui si è soffermata la Suprema corte con la sentenza in questione del 5 settembre 2008. Pronuncia con cui è stato anche affrontato il tema dei presupposti necessari per la legittimità degli accertamenti induttivi, in materia di I.V.A. e di imposte sui redditi.

Sentenza n. 22234/08: In tema di imposte sui redditi, i buoni postali fruttiferi e i relativi interessi, compresi quelli emessi dopo il 20 settembre 1986, assoggettati alla ritenuta alla fonte a titolo d'imposta sugli interessi, corrisposti al dipendente al termine del rapporto di lavoro a titolo di trattamento di fine rapporto, sono assoggettati alla tassazione stabilita dagli articoli 16 e 17 (ora 17 e 19) del T.U.I.R, normativa che trova applicazione anche nel caso il cui il T.F.R. non venga corrisposto interamente in denaro ma attraverso la consegna di buoni postali fruttiferi.

Sentenza n. 22201/08: L’esenzione dall’I.C.I. compete alle società di mutuo soccorso esclusivamente a condizione che gli immobili siano effettivamente destinati al soddisfacimento degli scopi istituzionali dell’ente. Così ha deciso la Suprema corte  accogliendo il ricorso presentato da un’Amministrazione comunale. I giudici hanno puntualizzato che il beneficio è escluso per i fabbricati il cui utilizzo è ceduto ad altri, indipendentemente dalla natura, gratuita od onerosa, della cessione.

Sentenza n. 22179/08: L’Amministrazione, oltre all’utilizzo delle risultanze di natura finanziaria, potrà legittimamente inviare ai clienti di uno studio professionale (nel caso di specie un dottore commercialista) questionari, sollecitando informazioni circa i rapporti economici intrattenuti con il professionista stesso, utilizzando poi le risposte per un accertamento induttivo ovvero fondato sulla base di elementi extracontabili.

Sentenza n. 22173/08: La trasmissione non autorizzata di atti coperti dal segreto istruttorio rileva solo nell'ambito del giudizio penale e - se può giustificare provvedimenti a carico del trasgressore - non inficia la valenza probatoria dei dati trasmessi, né implica l'invalidità dell'atto impositivo adottato sulla scorta di essi. L'autorizzazione del procuratore della Repubblica è infatti rivolta alla tutela della segretezza delle indagini penali e la sua mancanza non comporta una limitazione o un condizionamento della capacità di difesa della parte privata.

Sentenza n. 21313/08: L’incorporazione di una società il cui capitale è interamente detenuto dall’incorporante non determina alcun trasferimento di capitali, e quindi non può beneficiare dell’agevolazione fiscale prevista dalla normativa.

Sentenza n. 21303/08: Se l’Amministrazione finanziaria contesta al contribuente la deduzione indebita di costi per operazioni inesistenti, la prova della legittimità e della correttezza delle detrazioni deve essere fornita dal contribuente. Tale prova non può, però, essere costituita dalla sola esibizione dei mezzi di pagamento, che normalmente vengono utilizzati fittiziamente e che rappresentano un mero elemento indiziario, la cui presenza (o assenza) deve essere valutata nel contesto di tutte le altre risultanze processuali.

Sentenza n. 21270/08: Le spese sostenute da una azienda farmaceutica per ospitare, a pranzo o a cena, presso ristoranti i medici intervenuti alle riunioni informativo - scientifiche, volte a diffondere e illustrare caratteristiche, qualità e applicazioni terapeutiche dei farmaci commercializzati, devono considerarsi spese di rappresentanza, soggette ai prescritti limiti di deducibilità, e non spese di pubblicità.

Sentenza n. 21214/08: Per l'I.V.A. pagata in misura maggiore rispetto al dovuto, è il cedente (o il prestatore del servizio) e non l'acquirente (o il committente) a essere legittimato ad agire nei confronti dell'Amministrazione finanziaria per chiedere il rimborso dell'imposta. La Cassazione è così tornata su un tema che, ancorché pacificamente risolto da costante giurisprudenza, ancora non sembra totalmente chiaro alla platea di contribuenti che si trovano costretti ad affrontarlo.

Sentenza n. 21188/08: Il processo di Cassazione, caratterizzato dall'impulso di ufficio, non è soggetto a interruzione in presenza degli eventi previsti dagli articoli 299 e seguenti del codice di procedura civile, ivi compresa la dichiarazione di fallimento di una delle parti, poiché tali norme si riferiscono esclusivamente al giudizio di merito e non sono suscettibili di applicazione analogica nell'ambito di quello di legittimità.

Sentenza n. 21184/08: Il processo tributario non rientra tra quelli di impugnazione - annullamento, in quanto non è diretto alla sola eliminazione dell'atto impositivo. Va inquadrato invece tra i processi di impugnazione - merito, con la pronuncia che investe anche l'aspetto sostanziale dell'avviso di accertamento. Pertanto, il giudice non può limitarsi a un mero e semplice annullamento dell'atto, ma deve esaminare il procedimento seguito dall'ente impositore e rimodularne in concreto la pretesa nei limiti da lui ritenuti più aderenti ai fatti dedotti dalle parti in giudizio.

Sentenza n. 21170/08: Il contratto simulato tra società, pur valido sul piano civilistico, non preclude all’Amministrazione finanziaria, che si faccia carico di motivare adeguatamente il rilievo, la possibilità di procedere alla sua riqualificazione, assoggettandolo al trattamento fiscale corretto.

Sentenza n. 21161/08: Se una società, costituita in primo grado a mezzo di procuratore, viene meno per effetto di una fusione prima dell'udienza collegiale e il suo procuratore non dichiara in udienza l'avvenuta fusione oppure non provvede a notificarla all'altra parte, è valido l'appello proposto da quest'ultima nei confronti della società fusa e notificato al suo procuratore costituito, non revocato dalla società risultante dalla fusione.

Sentenza n. 21154/08: Il riscontro di differenze di magazzino, in sede di verifica, è di per sé idoneo a far presumere l'esistenza di ricavi corrispondenti alle merci non giacenti. Non ha rilevo che la differenza sia modesta, posto che nessuna norma di legge pone una soglia minima per l'esercizio del potere dell'ufficio di accertare una pretesa fiscale maggiore di quella dichiarata né, comunque, per non considerare ricavi i corrispettivi derivanti dalla cessione dei beni prodotti, desumibile dall'inesistenza in magazzino di quei beni.

Sentenza n. 20968/08: Il destinatario di fatturazioni soggettivamente inesistenti non può detrarre l'imposta indebitamente indicata in fattura. E' quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza in questione. La controversia sulla quale è stata chiamata a pronunciarsi la Suprema corte trae origine dall'impugnazione di un avviso di accertamento, con il quale l'ufficio aveva recuperato a tassazione l'I.V.A. indicata in fatture emesse da un soggetto diverso dall'effettivo fornitore. I giudici di legittimità hanno così ribaltato le conclusioni della C.T.R.

Sentenza n. 20280/08: Ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, il valore dell’avviamento di un’azienda non può essere - presuntivamente - minore di quello determinato in base al criterio della media dei ricavi del triennio antecedente, dettato dal D.P.R. numero 460 del 1996, decreto che contiene il regolamento per l’attuazione delle disposizioni previste in materia di accertamento con adesione delle imposte indirette diverse dall’I.V.A.

Sentenza n. 20268/08: L'attività dell'agenzia delle Entrate, in materia di accertamento delle imposte, non è retta dal principio del contraddittorio. La convocazione del soggetto che esercita l'impresa con l'invito al medesimo a fornire dati, notizie e chiarimenti in ordine alle operazioni annotate nei conti bancari costituisce per l'Amministrazione una facoltà discrezionale e non un obbligo. Il mancato esercizio di tale potere non trasforma in presunzione semplice la presunzione legale che riferisce i movimenti bancari all'attività svolta dal contribuente.

Sentenza n. 20264/08: In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la contabilità in nero, costituita da appunti personali e informazioni dell’imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. Secondo la Cassazione, tutti i documenti che registrino i singoli atti d’impresa ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell’imprenditore e il risultato economico dell’attività, sono da ricomprendere tra le scritture contabili, e sul contribuente incombe l’onere di fornire la prova contraria.

Sentenza n. 19871/08: È imponibile, ai fini I.R.PE.F. la plusvalenza prodotta dalla cessione di un terreno potenzialmente edificabile. La semplice previsione in uno strumento urbanistico generale (piano regolatore), ancorché non perfezionato dal punto di vista amministrativo, è sufficiente a far perdere la qualifica agricola di un suolo. In buona sostanza, la legge non prevede che l’utilizzabilità a scopo edificatorio debba essere effettiva al momento dell’imposizione fiscale, ma quello che rileva è la potenzialità di edificazione.

Sentenza n. 19830/08: L'Amministrazione finanziaria può procedere in via induttiva all'accertamento della plusvalenza patrimoniale, relativa al valore di avviamento, realizzata a seguito di cessione di azienda, sulla base dell'accertamento di valore effettuato in sede di applicazione dell'imposta di registro. E' onere del contribuente, in tali casi, superare la presunzione di corrispondenza del prezzo incassato con il valore di mercato, dimostrando di avere in concreto venduto a un prezzo inferiore.

Sentenza n. 19820/08: In caso di omissione dell'indicazione del numero di targa del veicolo nella scheda carburante, i soggetti I.V.A. che acquistano carburante non possono esercitare il diritto alla detrazione, in quanto verrebbe a mancare ogni garanzia circa l'identità del veicolo effettivamente rifornito e l'effettiva riferibilità del relativo costo all'attività d'impresa. In sostanza, il possesso di un automezzo aziendale non è da solo sufficiente a provare che le spese sostenute per i "rifornimenti" sono in concreto inerenti.

Sentenza n. 19367/08: La disciplina della equa riparazione accordata all’esito dell’accertamento dell’irragionevole durata dei processi in materia civile e penale non è suscettibile di applicazione alle controversie in materia tributaria. Queste ultime devono ritenersi contemplate nella autonoma nozione di materia penale soltanto qualora le sanzioni irrogabili siano commutabili in pene detentive ovvero siano qualificate sotto il profilo della particolare afflittività.

Sentenza n. 19362/08: E' legittimo l'avviso di accertamento emesso nei confronti di una società quando l'Amministrazione provi, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell'intestazione dei conti correnti formalmente riferibili ai soci, agli amministratori o ai procuratori generali. La Suprema corte fornisce, così, un contributo di chiarezza in merito alla possibilità da parte del Fisco di richiedere e utilizzare i dati bancari relativi a soggetti diversi dal contribuente, nell'ambito delle indagini eseguite nei confronti di quest'ultimo.

Sentenza n. 19138/08: In ordine all'individuazione della sussistenza del presupposto impositivo I.R.A.P, è onere del professionista, che sia inserito in uno studio associato, di dimostrare positivamente di non fruire dei benefici organizzativi recati dalla adesione alla associazione. Per la Corte, infatti, l'associazione professionale proprio in ragione della sua forma collettiva, normalmente fa conseguire ai suoi aderenti utilità altre e aggiuntive, che non si esauriscono in quelle della separata attività collettiva.

Sentenza n. 18663/08: La notifica di un atto di impugnazione al domicilio eletto presso il difensore di più parti, tramite la consegna di una sola copia, è viziata da nullità e non da inesistenza giuridica. La circostanza fa sì che il vizio possa essere sanato per il raggiungimento dello scopo qualora vi sia la costituzione in giudizio di tutti i destinatari. Tale effetto, tra l’altro, retroagisce al momento del compimento della notifica viziata.

Sentenza n. 18649/08: Il socio di società di persone è responsabile in via solidale e illimitata per le obbligazioni sociali e, dunque, anche per quelle tributarie. Conseguentemente, esaurito il beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale, egli può essere chiamato al soddisfacimento della residua pretesa fiscale previa notifica del solo avviso di mora, non essendo necessaria la notifica dell’avviso di accertamento o della cartella di pagamento, avendo, peraltro, il socio ampia facoltà d’impugnazione anche avverso gli atti presupposti.

Ordinanza n. 16888/08: Gli agenti di commercio possono essere considerati soggetti passivi all’imposta regionale sulle attività produttive per il solo fatto di essere titolari di reddito d’impresa oppure è necessario, a tal fine, l'impiego di capitali, beni strumentali e lavoro altrui, tali da integrare il requisito dell’autonoma organizzazione? Saranno le sezioni unite a dipanare la matassa dopo che la Cassazione, in attesa del chiarimento, ha rinviato a nuovo ruolo una controversia riguardante l’assoggettabilità a I.R.A.P. di un agente di commercio.

Sentenza n. 16854/08: Nell'ambito della disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, le norme di esenzione devono essere interpretate restrittivamente. Ne consegue che eventuali contrasti fra normativa interna e comunitaria (segnatamente con la direttiva 77/388/CEE, sostituita dalla direttiva 2006/112/CE) devono essere risolti assicurando efficacia al principio generale di imposizione a I.V.A. di tutte le prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso dai soggetti passivi.

Sentenza n. 16840/08: Se una condotta illecita viene assoggettata a sanzione solo quando la stessa venga reiterata nel tempo, l'illecito si realizza quando viene commessa l'ultima infrazione; di conseguenza, si deve applicare la sanzione prevista dalla legge vigente in tale momento, ancorché più grave.

Sentenza n. 16819/08: Qualora tra cedente e cessionario sussista un chiaro accordo volto a emettere e utilizzare dichiarazioni di intento ideologicamente false, allo scopo di evadere l'I.V.A. sulle cessioni e di far maturare al cedente indebiti crediti d'imposta da chiedere a rimborso, il tributo non applicato deve essere recuperato in capo al cedente, a cui vanno irrogate anche le sanzioni perché l'accordo fraudolento con il cessionario rende la violazione a lui soggettivamente imputabile.

Sentenza n. 16818/08: I caratteri di organicità e unicità dell'insieme dei beni che costituiscono un'azienda non cessano di esistere all'atto di apertura di una procedura concorsuale nei confronti del contribuente, né l'inattività giustifica il venir meno dell'elemento dell'organizzazione.

Sentenza n. 16445/08: L’associazione in partecipazione non è assimilabile a una società. Perciò, gli utili dell’attività commerciale dalla stessa prodotti vanno, interamente ed esclusivamente, imputati all’associante, non essendo applicabili i principi di imputazione del reddito propri delle società di persone. Per giungere a tale conclusione, la Corte di cassazione è partita, innanzitutto, dall’individuazione del quadro normativo, civilistico e fiscale del contratto di associazione in partecipazione.

Sentenza n. 16438/08: La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, così come l’autocertificazione in genere, ha attitudine certificativa e probatoria esclusivamente in alcune procedure amministrative, essendo, viceversa, priva di qualsiasi efficacia in sede giurisdizionale. Inoltre, nel contenzioso tributario, l’attribuzione di efficacia probatoria alle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà trova ostacolo invalicabile nel divieto di giuramento e prova testimoniale.

Sentenza n. 16430/08: E’ consentita la rettifica delle dichiarazioni annuali I.V.A. presentate dal contribuente anche in presenza di scritture regolarmente tenute e formalmente corrette, in quanto, in materia di imposta sul valore aggiunto, l’infedeltà dei dati dichiarati può essere indirettamente desunta anche sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti. Lo ha ribadito la Corte di cassazione, confermando la piena validità degli elementi indiziari ai fini della legittimazione del potere di accertamento dell’ufficio.

Sentenza n. 16423/08: Qualora vi sia prova certa di origine presuntiva dell'inesistenza delle operazioni fatturate dal fornitore e tale prova non sia stata smentita da altra, idonea e contraria, della venditrice o dell'acquirente, è sufficiente constatare l'uso delle relative fatture per ritenere indebita la deduzione operata. Conseguentemente, è legittimo l'avviso di accertamento con cui l'ufficio ha recuperato il costo a tassazione.

Sentenza n. 16410/08: L’inesistenza di un costo riaddebitato dalla società consortile riflette i suoi effetti sulla quota addebitata a ciascuna impresa socia, rendendo l’onere inesistente per ognuna di esse, posto che quelli della consortile costituiscono costi propri delle consorziate, quali spese dalle stesse affrontate per mezzo del consorzio. La Cassazione ha in sostanza affermato che la sopportazione da parte della società consortile di un costo diverso da quello riaddebitato alle consorziate, non ne consente a quest'ultime la deducibilità.

Sentenza n. 16379/08: In caso di mancata presentazione della dichiarazione dei redditi da parte di una società, è legittimo l’accertamento I.LO.R. fondato sull’ammontare delle rimanenze finali risultanti dalla contabilità del precedente periodo d’imposta. I giudici hanno, in sostanza, approvato l’operato dell’ufficio che aveva agito sulla base di presunzioni supersemplici, vale a dire prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

Sentenza n. 16375/08: Qualora il contribuente impugni una cartella di pagamento (atto consequenziale) denunciandone la nullità per la mancata notifica dell’avviso di accertamento (atto presupposto), il giudice di merito, prima di dichiarare la nullità dell’atto consequenziale, dovrà verificare se la pretesa impositiva sia fondata nel caso il contribuente abbia contestato, sin dal ricorso introduttivo, oltre alla legittimità della cartella esattoriale, anche il merito dell’avviso di accertamento.

Sentenza n. 15438/08: L'emissione di fatture da parte di un soggetto diverso da quello che ha effettuato la cessione o la prestazione è da qualificarsi come fatturazione di un'operazione soggettivamente inesistente, per la quale deve essere versata la relativa imposta, non essendo riconducibile né alla fattispecie dell'emissione di fattura recante indicazioni incomplete o inesatte, né a quella di omissione dell'indicazione dei soggetti tra cui è effettuata l'operazione.

Sentenza n. 15397/08: Sono validamente utilizzabili ai fini dell'attività di accertamento dell'ufficio gli elementi raccolti in sede di verifica nell'azienda del contribuente, anche quando questi non sia stato informato della facoltà di farsi assistere dal professionista di fiducia, abilitato alla difesa dinnanzi agli organi di giustizia tributaria.

Sentenza n. 15395/08: Qualora l'Amministrazione finanziaria fornisca validi elementi di prova, assistiti dai requisiti di gravità, precisione e concordanza, per contestare l’emissione di fatture false, grava sul contribuente l'onere di dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni. La vicenda trae origine da un contratto di nolo a freddo per l’effettuazione di lavori movimento terra, appaltato alla ditta ricorrente e da questa subappaltato ad altra impresa edile.

Sentenza n. 14879/08: In tema di accertamento analitico - induttivo, è legittimo l’operato dell’ufficio che, verificando il consumo dei guanti monouso utilizzati dal contribuente per la sua attività di odontoiatra, determina di conseguenza il reddito presunto realizzato. Per la Cassazione la validità e la non contestabilità del dato utilizzato dall’ufficio risiedono nella pacifica correlazione riscontrabile tra il materiale di consumo utilizzato (nel caso di specie, i guanti monouso) e gli interventi effettuati sui pazienti.

Sentenza n. 14847/08: Il contribuente che utilizza il conto corrente a lui intestato anche per versare somme affidatagli da terzi in amministrazione deve fornire la prova specifica della riferibilità di ogni movimentazione bancaria alla sua attività di maneggio di danaro altrui. In caso contrario, la movimentazione, in assenza di altra idonea giustificazione, è configurabile quale corrispettivo non dichiarato, senza necessità per l’Amministrazione di instaurare un contraddittorio precontenzioso.

Sentenza n. 14831/08: La giurisdizione sulle controversie relative al fermo di beni mobili registrati (articolo 86 del D.P.R. numero 602 del 1973) appartiene al giudice tributario solo quando il provvedimento impugnato concerne la riscossione di tributi. E’ uno dei rilevanti principi di diritto affermati dalle sezioni unite della Cassazione con la sentenza n. 14831, depositata il 5 giugno 2008, pronuncia con la quale il giudice di legittimità è tornato a occuparsi, risolvendole definitivamente, di alcune problematiche afferenti le cosiddette ganasce fiscali.

Sentenza n. 14528/08: L'intervento dell'Amministrazione finanziaria ai limitati fini sospensivi dell'esecutività dell'atto impositivo (nel caso di specie, un avviso di mora) non esclude l'onere in capo al contribuente di attivarsi presso la competente Commissione provinciale per ottenerne l'annullamento con impugnazione nel prescritto termine di 60 giorni dalla notifica dell'atto.

Sentenza n. 14815/08: E’ presunzione legale assoluta l’imputazione ai soci del maggior reddito accertato in capo alla società di persone, con conseguente litisconsorzio necessario, pena la nullità del giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti gli interessati. Questo quanto asserito dalle sezioni unite della Cassazione con la sentenza in questione. La pronuncia ribadisce, in buona sostanza, l’esistenza di un rapporto di pregiudizialità sostanziale tra le cause della società e quelle dei soci.

Sentenza n. 13952/08: È legittimo l'accertamento emesso nei confronti di un esercente l'attività di parrucchiere, effettuato sulla base del consumo di energia elettrica e sulla mancata giacenza di shampoo, nonostante la presenza di regolari scritture contabili. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, confermando l'importante principio, secondo cui la tenuta di una contabilità formalmente regolare, da parte del contribuente, non impedisce una ricostruzione indiretta dei ricavi e del volume d'affari sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti.

Sentenza n. 13891/08: E' legittimo un secondo avviso di accertamento notificato al contribuente alla luce di nuovi elementi emersi sull'entità dell'evasione anche se nel secondo atto l'Amministrazione finanziaria non indica le nuove prove emerse nel corso dell'istruttoria effettuata. In particolare, la sentenza chiarisce quale siano, nell'ambito del procedimento di accertamento, il contenuto e gli effetti sostanziali di un atto modificativo che faccia seguito a un altro precedente.

Sentenza n. 13888/08: Qualora nel testo della procura speciale rilasciata in primo grado non vi sia alcun cenno alla facoltà concessa al difensore di rappresentare, assistere e difendere il contribuente nell'eventuale giudizio di appello, il mandato al difensore medesimo non può estendersi ipso iure al grado di giudizio successivo e, dunque, questi non è abilitato alla proposizione dell'appello.

Sentenza n. 13525/08: Nel caso di presentazione della dichiarazione dei redditi in forma congiunta, gli accertamenti in rettifica sono effettuati a nome di entrambi i coniugi seppure notificati nei confronti del marito. La moglie è, dunque, solidalmente responsabile per il pagamento dell'imposta, soprattasse, pene pecuniarie e interessi iscritti a ruolo a nome del marito, così come è legittimata a proporre autonoma impugnazione per contestare gli accertamenti notificati al marito anche a suo nome.

Sentenza n. 13008/08: La concessionaria di un'area pubblica su cui è gestito un parcheggio non è esonerata dal pagamento della T.O.S.A.P. La Corte di cassazione, con la sentenza 13008 del 21 maggio 2008, ha accolto il ricorso presentato da un ente locale, affermando che, ai fini del pagamento della tassa, è del tutto irrilevante il rapporto sottostante intercorrente tra la cooperativa concessionaria e il Comune e, quindi, la gestione di un'area ottenuta mediante una concessione non esonera dall'imposizione fiscale.

Sentenza n. 12901/08: E' valido l'accertamento induttivo anche se si fonda esclusivamente sulle scritture contabili del fornitore dell'impresa che si presume abbia pagato meno imposte. La sentenza in questione afferma che l'esistenza di attività non dichiarate deve ritenersi desumibile anche sulla base di presunzioni semplici fermo restando che il contribuente - nel rispetto del principio dell'inversione dell'onere della prova - ha facoltà di dimostrare l'infondatezza della pretesa fiscale.

Sentenza n. 12202/08: Il ritrovamento di una contabilità parallela a quella ufficiale legittima, di per sé, il ricorso all'accertamento induttivo e costituisce elemento idoneo a integrare prova presuntiva del maggior reddito accertato. L'incolpevole smarrimento della documentazione utile a provare le proprie posizioni di credito fiscale non preclude ogni via di difesa, ma consente di ammettere l'interessato a offrire con altri mezzi la dimostrazione delle proprie ragioni.

Sentenza n. 12185/08: Il termine di 30 giorni dalla proposizione del ricorso per la costituzione in giudizio del ricorrente (o dell'appellante) e per il deposito del ricorso decorre, anche in caso di notifica a mezzo posta, dalla data in cui esso è ricevuto e non dalla data in cui è spedito, dovendosi ritenere, sulla base di una interpretazione sistematica delle norme, che la notificazione a mezzo del servizio postale si considera effettuata al momento della spedizione solo con riguardo ai termini entro i quali il perfezionamento della notificazione stessa deve intervenire.

Sentenza n. 12072/08: La normativa attuale non richiede l'allegazione alla dichiarazione dei redditi della certificazione relativa alle ritenute alla fonte che, all'epoca dei fatti oggetto del ricorso, era costituita unicamente dai certificati rilasciati dal sostituto d'imposta, non ammettendo equipollenti, neppure con riferimento al conto individuale tenuto dallo stesso sostituto. Persiste l'obbligo di conservare la documentazione relativa alle ritenute d'acconto per tutto il periodo di decadenza del potere di accertamento da parte dell'ufficio.

Sentenza n. 12041/08: La tassazione dei proventi da attività illecite può avvenire anche quando dalla sentenza penale di condanna non sia emerso in modo certo che le somme siano entrate nella disponibilità dell'interessato; il giudice tributario può accertare tale disponibilità anche su elementi presuntivi. Infatti, la valutazione della prova operata dal giudice penale non vincola necessariamente e automaticamente il giudice tributario, che può utilizzare valide presunzioni anche in materia di disponibilità e conseguente tassabilità di proventi illeciti.

Sentenza n. 11750/08: L'ufficio accertatore non è tenuto a esporre ulteriori indizi presuntivi di reddito se dispone di dati relativi a movimenti di denaro sui conti correnti di cui il contribuente non offra prova contraria, in termini di giustificazione dei prelevamenti, di avvenuta contabilizzazione dei versamenti o d'irrilevanza degli stessi ai fini della determinazione dell'imponibile.

Sentenza n. 10867/08: Contro le sentenze di mera legittimità della Cassazione non è ammissibile l'impugnazione per revocazione per contrasto di giudicati (articolo 395, n. 5, del Codice di procedura civile), in quanto il rimedio è logicamente e giuridicamente incompatibile con la natura di tali pronunce.

Sentenza n. 10826/08: Non rientra nella giurisdizione esclusiva delle Commissioni tributarie la controversia con la quale il contribuente - adempiuto il debito d'imposta relativo all'I.C.I. - domandi il risarcimento per il danno, subito in sede di riscossione coattiva, per aver dovuto corrispondere anche le spese pretese dal Comune per l'assistenza legale allo stesso prestata da avvocati di cui l'ente pubblico si è avvalso. Il contribuente, pertanto, potrà rivolgersi al giudice ordinario e non più alle commissioni tributarie.

Sentenza n. 10447/08: Sarebbe stato giusto pensare che con la pronuncia a sezioni unite 19854/2004 la Cassazione avesse messo un punto definitivo alla questione dell’applicazione dell’articolo 156 C.P.C. ai vizi di notificazione degli atti tributari. In quella occasione, i giudici, ricomponendo un lungo conflitto originatosi all’interno delle sezioni semplici, concludevano nel senso che la proposizione del ricorso da parte del contribuente sana il vizio di notificazione dell’atto. Con la pronuncia in questione, invece, la Corte ha fatto un passo indietro.

Sentenza n. 10277/08: In tema di rettifica delle dichiarazioni dei redditi d'impresa in presenza di irregolarità della contabilità meno gravi, l'Amministrazione può procedere a rettifica analitica, utilizzando gli stessi dati forniti dal contribuente, ovvero dimostrando, anche per presunzioni, l'inesattezza o incompletezza delle scritture medesime. Viceversa, se constata un'inattendibilità globale delle scritture, l'ufficio è autorizzato a procedere in via induttiva, avvalendosi anche di semplici indizi sforniti dei requisiti necessari per costituire prova presuntiva.

Sentenza n. 10267/08: Via libera all'avviso di mora notificato al solo socio di una società in nome collettivo e non anche alla società. Il principio è stato ribadito ancora una volta dalla Cassazione con la sentenza in questione. L'Amministrazione finanziaria può legittimamente, quando ogni tentativo di escutere il patrimonio della società non sia andato a buon fine, chiamare a risponderne il socio solidalmente e illimitatamente responsabile di una società in nome collettivo, senza che vi sia la necessità di notificare a questi né l'avviso di accertamento né la cartella di pagamento.

Sentenza n. 09961/08: Il credito I.V.A. dichiarato da un contribuente non può concorrere alla determinazione delle detrazioni spettanti, per l'anno successivo, a un contribuente diverso, anche se questi è il cessionario dell'azienda alla quale il credito d'imposta si riferisce.

Sentenza n. 09950/08: Fermo restando che il prezzo della cessione di azienda o di ramo di azienda è frutto della libera contrattazione delle parti, la successiva ripartizione contabile, tra le singole componenti aziendali, del corrispettivo complessivamente versato non è insindacabilmente rimessa all'imprenditore cessionario. La Cassazione individua nell'accertamento analitico - induttivo il percorso giuridico che consente all'Amministrazione finanziaria di disconoscere la ripartizione contabile del prezzo di acquisto.

Sentenza n. 09949/08: Il tenore letterale della disposizione in tema di agevolazioni per l'acquisto della prima casa (contenuta nell'articolo 2 del decreto legge numero 12 del 1985) induce a ritenere insufficiente la circostanza che l'acquirente abbia trasferito la propria residenza nell'immobile acquistato laddove detta modificazione non sia recepita presso l'ufficio dell'anagrafe. Conseguentemente, è irrilevante alla data dell'acquisto la residenza di fatto che sia difforme da quella risultante dall'esame delle iscrizioni all'anagrafe della popolazione residente.

Sentenza n. 09931/08: Colui il quale sia debitore, in base a un contratto di finanziamento, ha facoltà di adempiere anticipatamente l'obbligazione risarcitoria assunta senza limiti di tempo. L'esercizio di tale facoltà non produce l'esclusione dei benefici fiscali ed è esente dal pagamento delle imposte sostitutive dell'imposta di registro, ipotecaria e bollo, anche se viene esercitata prima della durata minima contrattuale considerata dalla norma fiscale agevolativa.

Sentenza n. 09919/08: E' legittimo il ricorso all'accertamento induttivo da parte dell'Amministrazione finanziaria anche nel caso in cui le scritture contabili obbligatorie siano state oggetto di furto (debitamente denunciato dal contribuente) da parte di ignoti. Ai fini della deducibilità dal reddito d'impresa tale evento non esonera, infatti, il contribuente medesimo dall'onere probatorio circa gli elementi di fatto e di diritto relativi alla sussistenza dei componenti negativi.

Sentenza n. 09856/08: I cittadini italiani con residenza all'estero, che mantengono in Italia il centro dei rapporti affettivi e personali, hanno l'obbligo di versare i tributi nelle casse dell'Erario. La fattispecie riguarda un cittadino residente nel Principato di Monaco che aveva mantenuto il domicilio in Italia, dove risiedeva con la famiglia e dove aveva interessi, oltre che affettivi, anche economici e sociali, quali l'amministrazione di società e la frequentazione di un golf club.

Sentenza n. 09610/08: L'onere della prova dell'esistenza del diritto alla detrazione ricade sul contribuente (e non si sposta sulla controparte), il quale deve dimostrare le circostanze addotte a sua difesa circa l'esistenza degli acquisti di beni, cui fanno riferimento le fatture non reperite. Pertanto, il contribuente (qualora non possa acquisire presso i fornitori copia delle fatture sottratte), potrà dimostrare le operazioni economiche autodichiarate mediante conferma testimoniale o presuntiva.

Sentenza n. 09511/08: L'Amministrazione che in primo grado si costituisca tardivamente, ossia a meno di venti giorni liberi prima della data di trattazione del ricorso, non può produrre in giudizio nuove prove documentali. Viceversa, la normativa sul contenzioso tributario (articolo 58 del decreto legislativo numero 546 del 1992) consente la esibizione di tali elementi probatori in sede di appello purché essi posseggano natura di supporto delle pretese già svolte.

Sentenza n. 09496/08: E' legittimo l'avviso di rettifica, emesso nei confronti di una società, al fine di recuperare la maggiore imposta sul valore aggiunto, dovuta per omessa registrazione di fatture per operazioni inesistenti, poste in essere dall'amministratore di fatto. Ciò, in quanto non può escludersi la responsabilità della S.R.L. per le violazioni fiscali commesse dall'amministratore di fatto con il tacito consenso del rappresentante legale e dei soci.

Sentenza n. 08852/08: Se al momento della cessazione dell'attività d'impresa non viene depositata alcuna documentazione in ordine alla destinazione dei beni risultanti nella disponibilità dell'impresa, può presumersi che i beni siano stati ceduti. E' questo, in sintesi, l'importante principio affermato dalla Cassazione che - decidendo nel merito - ha confermato la correttezza dell'operato dell'Amministrazione, chiarendo la portata della presunzione legale di cessioni di beni senza fattura, prevista in materia di I.V.A.

Sentenza n. 08785/08: L'appello incidentale può essere proposto sia con le controdeduzioni all'appello principale (e in questo caso non deve essere notificato alla controparte) sia con la forma di un appello principale (che deve essere notificato alla controparte). In entrambi i casi, è però necessario che venga rispettato il termine prescritto per l'impugnazione incidentale (sessanta giorni decorrenti dalla notifica dell'appello principale).

Sentenza n. 08772/08: Non hanno efficacia nei confronti dell'Amministrazione finanziaria gli atti posti in essere dal contribuente che costituiscono abuso di diritto, ossia operazioni effettuate essenzialmente per ottenere un vantaggio fiscale: incombe sul contribuente l'onere di dimostrare l'esistenza di ragioni economiche alternative o concorrenti di carattere non meramente marginale o teorico a quella del risparmio d'imposta (...).

Sentenza n. 08747/08: La società deve operare la ritenuta alla fonte sugli interessi passivi maturati sui finanziamenti a essa erogati da parte dei soci, indipendentemente dal loro effettivo pagamento. Il giudice di legittimità si uniforma, così, a precedenti interventi della stessa Suprema corte, in cui era stato, tra l'altro, evidenziato come, una volta dimostrato che le somme conferite alla società non sono apportate a incremento del capitale, scatti la presunzione, salvo prova contraria a carico del contribuente, che i finanziamenti sono produttivi di interessi.

Sentenza n. 08210/08: La notifica degli atti tributari ai cittadini residenti all'estero e iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero deve avvenire presso il loro effettivo domicilio all'estero, ma solo ove la consegna dell'atto all'ufficiale notificatore avvenga dopo che sia decorso il termine di 60 giorni dall'iscrizione all'A.I.R.E. medesima. La Cassazione ha interpretato la disciplina in materia di notificazione di atti tributari all'estero, anche alla luce di alcuni recenti interventi in materia della Corte costituzionale.

Sentenza n. 08045/08: E' valida la notifica di un avviso di accertamento effettuata presso il domicilio del legale rappresentante della società qualora il messo notificatore si sia trovato nell'impossibilità di consegnare l'atto presso la sede sociale, sulla base della "falsa informazione", resa dal portiere, concernente il trasferimento della società presso un'altra altra sede.

Sentenza n. 07778/08: È da presumersi legittima, anche in relazione alla competenza a provvedere e fino a prova del contrario, l'autorizzazione alla proposizione dell'appello, quand'anche questa sia stata sottoscritta in via vicaria dal direttore reggente e non assume rilievo preclusivo l'avvenuto ricorso all'apposizione della barra di solito usata per firmare gli atti in via vicaria. Irrilevante è anche la circostanza che l'atto rechi un mero graffio di penna, neppure assimilabile ad una sigla.

Sentenza n. 07729/08: Il contribuente, che abbia scelto di avvalersi del condono ex articolo 7 della legge numero 289 del 2002, rinuncia implicitamente al ricorso avverso il silenzio rifiuto formatosi sulla propria istanza di rimborso I.R.A.P. E' quanto affermato dalla Cassazione, i cui giudici hanno ribadito il principio per cui una volta che il rapporto tributario risulti definito, il contribuente non può rimetterlo in discussione presentando istanza di rimborso per le imposte condonate che non ritiene dovute.

Sentenza n. 07342/08: Nell’ambito del procedimento originato dall’istanza dell’agenzia delle Entrate di sequestro conservativo di beni di proprietà del debitore (articolo 22 del decreto legislativo numero 472 del 1997), la mancata audizione delle parti in primo grado costituisce un error in procedendo che inficia la validità del provvedimento adottato. Tuttavia, il giudice di appello non deve rinviare gli atti in primo grado, ma trattenere la causa e deciderla nel merito.

Sentenza n. 07087/08: Anche nel giudizio tributario, se una causa è pregiudiziale alla decisione di un'altra, si applica la sospensione di quella dipendente, prevista dall'articolo 295 del codice di procedura civile. Questo il principio di diritto adottato dalla Suprema corte, che ha cassato con rinvio l'impugnata pronuncia della C.T.R. Il collegio ha, inoltre, ritenuto opportuno specificare che la sospensione in questione opera anche in caso di continenza di cause, pendenti in gradi diversi, in quanto non è possibile operare la riunione delle stesse.

Sentenza n. 06957/08: E' onere del contribuente fornire la prova dell'esistenza di passività deducibili dalla massa ereditaria, anche mediante la produzione delle scritture contabili obbligatorie dell'impresa caduta in successione. Conseguentemente, lo stato patrimoniale allegato all'atto di regolarizzazione dell'impresa familiare, contenente l'esposizione di passività, non può essere qualificato come bilancio, ai sensi dell'articolo 2437 del codice civile e, quindi, non può costituire prova idonea della sussistenza di debiti nel patrimonio del de cuius.

Sentenza n. 06603/08: La notificazione di più avvisi di accertamento tributari che sia avvenuta attraverso l'utilizzo di un'unica busta raccomandata non va considerata nulla. Ciò in quanto non si configura la mancanza di requisiti indispensabili al raggiungimento dello scopo dell'atto. Così ha deciso la sezione tributaria della Corte di cassazione, con la sentenza in questione ove è stato anche ribadito che l'impugnazione dell'atto è idonea a sanare eventuali vizi di nullità della notifica.

Sentenza n. 06551/08: Il provvedimento con cui l'organo collegiale d'appello dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere ha natura sostanziale di sentenza ed è, perciò, ricorribile in Cassazione. Le considerazioni dei giudici si incardinano all'interno di un dibattito, avente a oggetto proprio la natura giuridica dell'istituto, nell'ambito del quale né la dottrina né la giurisprudenza sono ancora pervenute a soluzione univoca.

Sentenza n. 06351/08: La firma del processo verbale di constatazione da parte di una persona non autorizzata non comporta l'inutilizzabilità degli elementi e dei documenti acquisiti dai verbalizzanti. In particolare, gli estratti conto, in mancanza di contestazione circa la loro conformità agli originali, hanno lo stesso valore probatorio dei correlativi documenti detenuti dall'istituto di credito e sono prove certe, utilizzabili ai fini della ricostruzione della movimentazione bancaria del contribuente.

Sentenza n. 06349/08: La buona fede non è un elemento giustificativo di cui può avvalersi il contribuente per superare la presunzione di cessione di beni non trovati nei locali di esercizio dell'attività (articolo 53 del D.P.R. numero 633 del 1972). Si tratta di una presunzione legale relativa che consente la prova contraria da parte del contribuente, ma solo entro i limiti di oggetto e di mezzi di prova indicati dalla norma. Tra i quali non rientra la circostanza di aver agito in buona fede.

Sentenza n. 06335/08: Le somme elargite dal datore di lavoro ai propri dipendenti, in assenza di prova contraria, assumono natura retributiva. La pronuncia della Suprema corte ribalta, su tale punto, le posizioni assunte dai giudici di merito della C.T.P. di Ancona e della Commissione tributaria regionale delle Marche, in relazione a un accertamento induttivo effettuato nei confronti di una ditta individuale esercente attività edilizia.

Ordinanza n. 06332/08: Non si ravvisano profili di negligenza da parte del notificante per l'esito negativo della notificazione tutte le volte in cui egli ha correttamente comunicato all'ufficiale giudiziario il luogo in cui effettuarla, quale risultante dall'ultimo atto processuale. Si pone, pertanto, il problema di stabilire quando il mancato completamento della procedura nel termine prescritto sia o meno addebitabile al notificante.

Sentenza n. 06331/08: I costi sono deducibili dal reddito d'impresa esclusivamente nell'esercizio di competenza. Tuttavia, in relazione a tale periodo, il contribuente può chiedere il rimborso della maggiore imposta versata. La Corte di cassazione se da un lato ha, quindi, ribadito il principio della competenza fiscale, dall'altro ha evidenziato come il contribuente che abbia erroneamente imputato un costo deducibile in un esercizio, anziché in un altro, non rimanga privo di tutela.

Sentenza n. 06311/08: Hanno rilevanza i fatti di prova emersi dall'attività ispettiva condotta presso soggetti diversi dal contribuente nei confronti del quale viene emesso l'accertamento, purché idonei a fondare il giudizio di inattendibilità della documentazione fornita dal contribuente. Con la sentenza in questione, la Corte suprema ha stabilito i principi di diritto ai quali devono attenersi i giudici tributari nel valutare accertamenti fondati su elementi rinvenuti presso terzi e utilizzati dall'ufficio per determinare il maggior reddito in base al metodo induttivo.

Sentenza n. 05902/08: Le controversie sul rifiuto al rimborso di tributi sono devolute alla giurisdizione delle Commissioni tributarie, eccezion fatta per il caso in cui l'ente impositore abbia formalmente riconosciuto (integralmente e senza riserve) il diritto del contribuente. In tal caso, difatti, la controversia non riguarda più la risoluzione di una questione tributaria, bensì un mero indebito oggettivo da sottoporre alla giurisdizione del giudice ordinario.

Sentenza n. 04751/08: Se il contribuente ha parzialmente inserito nella dichiarazione di successione denaro, gioielli e mobilia, il 10 per cento del valore globale netto imponibile dell'asse ereditario, in mancanza di inventario, va calcolato sui beni dell'attivo ereditario al netto di quelli già dichiarati. Una differente interpretazione porterebbe a una disparità di trattamento dei soggetti che dichiarano parte del denaro, gioielli e mobilia, rispetto a chi non dichiara affatto tali beni, accettando passivamente l'applicazione della presunzione del 10 per cento.

Sentenza n. 03903/08: La notificazione degli avvisi e degli atti tributari impositivi deve essere effettuata secondo il rito previsto dall'articolo 140 del codice di procedura civile solo quando siano conosciuti la residenza e l'indirizzo del destinatario, ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi non è stato rinvenuto in detto indirizzo; deve invece essere effettuata applicando la disciplina ex articolo 60, comma 1, lettera c), D.P.R. numero 600 del 1973, quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all'atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto.

Sentenza n. 03435/08:  Si presumono cedute le merci collocate in depositi di proprietà del contribuente, anche se l’inerenza di questi ultimi all’esercizio imprenditoriale non sia stata formalmente dichiarata all’Amministrazione finanziaria, dal contribuente stesso, nei modi e nei tempi prestabiliti dalla legge. Tale presunzione, non può essere affatto impedita dalla sopravvenuta ufficializzazione del deposito non dichiarato, successiva all’immissione in esso della merce acquistata.

Sentenza n. 03052/08: È manifestamente infondata, ai fini del condono tombale, la questione di legittimità in merito all’equiparazione del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti al reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo delle fatture stesse. La componente soggettiva dolosa, peculiare a ciascuna delle due tipologie di illecito, esclude che la sanabilità amministrativa possa produrre, per entrambe le fattispecie criminose, effetti analoghi in ambito penale.

Sentenza n. 03042/08: Il diritto inviolabile alla difesa per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi, sancito dall’articolo 24 della Costituzione, può essere vanificato attraverso una pronuncia di inammissibilità solo in relazione a vizi di natura non formale, che a loro volta pregiudichino interessi del pari costituzionalmente protetti quali l’effettività del contraddittorio.

Sentenza n. 02847/08: L’estraneità all’accordo simulatorio tra terzi, ovvero l’inconsapevolezza della frode altrui non può essere invocata dal contribuente che sfrutti gli effetti favorevoli di operazioni economiche inesistenti. In buona sostanza, in presenza di fatture non solo soggettivamente ma anche oggettivamente fittizie, la mancata conoscenza dell’illegalità degli accordi e la correttezza formale della propria contabilità non possono costituire un comodo alibi per giustificare una violazione fiscale.

Sentenza n. 02821/08: In tema di indagini finanziarie, l'utilizzazione dei movimenti dei conti correnti bancari non è condizionata alla previa instaurazione del contraddittorio con il contribuente sin dalla fase dell'accertamento, in quanto l'articolo 32 del D.P.R. numero 600 del 1973 prevede che l'esperibilità di tale argomento probatorio non costituisce un obbligo per l'Amministrazione bensì una mera facoltà.

Sentenza n. 02809/08: Lo scopo di lucro, che costituisce requisito essenziale della nozione di impresa, è individuabile non solo quando l’attività d’impresa sia rivolta al diretto incremento patrimoniale, bensì in qualsiasi utilità economica, consista questa in un risparmio di spesa o in un altro vantaggio patrimoniale. Conseguentemente, l’attività d’impresa non è esclusa per il fatto che il profitto (o “lucro”) conseguito dal contribuente venga capitalizzato in beni anziché in denaro.

Sentenza n. 02483/08: Se il contribuente utilizza il conto corrente a lui personalmente intestato anche per maneggio di danaro altrui, deve fornire la prova specifica - rectius analitica - della riferibilità di ogni movimentazione bancaria alla sua attività di maneggio di danaro altrui: diversamente la rispettiva movimentazione, in assenza di altra idonea giustificazione, è configurabile quale corrispettivo non dichiarato.

Sentenza n. 02082/08: I fondi strutturali europei fanno parte dell’imponibile e, se percepiti da soggetti che producono reddito d’impresa, costituiscono - insieme ad altre fonti di reddito e a prescindere dalla natura del soggetto pubblico erogatore - sopravvenienze attive, tassabili secondo le disposizioni del T.U.I.R (articolo 88, comma 3, lettera b). Per la Cassazione, il prelievo tributario non viola la normativa UE, in base alla quale i pagamenti dei fondi comunitari non devono essere gravati da trattenute o altre detrazioni tali da ridurre l’importo finanziario riconosciuto.

Sentenza n. 01996/08: Qualora nella contabilità siano rinvenute fatture o altri documenti che riportino operazioni solo parzialmente veritiere, in quanto indicanti un valore superiore a quello con cui si è effettivamente conclusa la transazione, si configura ugualmente il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di operazioni inesistenti.

Sentenza n. 01927/08: Il raggio di applicazione del condono non può estendersi fino a ricomprendere irregolarità o inadempienze contenute in altri atti, quali appunto quelli relativi a precedenti condoni. Tradotto, le sanzioni e gli interessi dovuti per il ritardato pagamento della rata di un precedente condono (articolo 38 della legge 413/1991) non possono essere sanati con un condono successivo (articolo 18 bis della legge numero 85 del 1995).

Sentenza n. 01915/08: In tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora il contribuente tenga un comportamento assolutamente contrario ai canoni dell’economia, che si non giustifichi in alcun modo, è legittimo l’accertamento induttivo del reddito, in base al quale l’esistenza di ricavi non dichiarati viene desunta sulla base di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti.

Sentenza n. 01607/08: L’operazione erroneamente considerata imponibile, anziché esente, non conferisce il diritto alla detrazione dell’I.V.A. sulle fatture passive. Ai sensi dell'articolo 19 del D.P.R. numero 633 del 1972 e in conformità della normativa comunitaria, è escluso che sussista una piena simmetria tra obbligo del pagamento dell'imposta, per il fatto che la stessa sia stata addebitata in fattura, e diritto alla detrazione, in quanto l'esercizio del diritto alla detrazione è limitato alle sole imposte dovute.

Sentenza n. 01421/08: Ai fini della detraibilità dell’I.V.A, l'inerenza delle operazioni passive non può essere ritenuta in virtù della mera qualità di imprenditore societario dell'acquirente, ma occorre accertare che le operazioni medesime siano inerenti all'esercizio d'impresa, cioè in stretta connessione con le finalità imprenditoriali, con onere della prova a carico di chi invochi la detrazione. Richiamando il dettato normativo e la logica dell’imposta, la sentenza della Cassazione chiarisce quali siano le condizioni per detrarre l’I.V.A. relativa a un contratto di leasing.

Sentenza n. 01409/08: Pur in presenza di una contabilità regolarmente tenuta, l’accertamento dei maggiori ricavi d’impresa può essere affidato alla considerazione della difformità della percentuale di ricarico applicata dal contribuente, rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza, allorquando i dati in comparazione raggiungano livelli di abnormità ed irragionevolezza tali da privare la documentazione contabile di attendibilità.

Sentenza n. 01058/08: L'avvenuta ricezione, non dipendente da motivi leciti, di somme di denaro da versare a un partito politico, secondo un accordo preordinato di acquisizione e spartizione (tangenti), costituiva provento illecito classificabile fra i redditi diversi. La pronuncia della Cassazione contiene, tuttavia, profili di interesse giuridico che vanno oltre il semplice convenire per la tassabilità dei proventi illeciti, a partire dall'elaborazione dei concetti di disponibilità di somme e possesso di redditi.

Sentenza n. 001053/08: E' applicabile, anche al processo tributario, nel periodo feriale che decorre dall'1 agosto al 15 settembre di ogni anno, la sospensione dei termini prevista dalla legge numero 742 del 1969. Per cui, nel verificare la tempestività o non della presentazione del ricorso, occorre tenere conto del suddetto periodo e il computo deve essere effettuato secondo gli articoli 2963 e 2964 del codice civile, tenendo presente la sospensione di 46 giorni.

Sentenza n. 00457/08: Nel contenzioso tributario, la comunicazione della discussione della causa, effettuata direttamente al contribuente presso la sua residenza, anziché al procuratore costituito e nel domicilio eletto presso il suo studio, è rituale. Così, in sintesi, si è espressa la sezione tributaria della Corte di cassazione con la quale è stato affermato un principio valevole per tutte le comunicazioni e notificazioni del processo davanti alle Commissioni tributarie.

Sentenza n. 00450/08: Il valore probatorio delle dichiarazioni di terzi è rimesso esclusivamente al giudice di merito fermo restando che anche un solo indizio può fondare una valida presunzione specie allorché si tratti, come nel caso concreto, dell’acquisizione di un elemento non specificatamente smentito da puntuali e credibili contestazioni.

Sentenza n. 00418/08: L'accertamento analitico - induttivo è legittimo qualora, pur in presenza di scritture contabili formalmente corrette, si riscontri un comportamento antieconomico del contribuente (manifesta irrisorietà della percentuale di ricarico), da questi non giustificato in maniera razionale, tale da consentire all'Amministrazione finanziaria di ritenere inattendibile la contabilità aziendale.

Sentenza n. 00417/08: L'accertamento analitico - induttivo è legittimo qualora, pur in presenza di scritture contabili formalmente corrette, si riscontri un comportamento antieconomico del contribuente (manifesta irrisorietà della percentuale di ricarico), da questi non giustificato in maniera razionale, tale da consentire all'Amministrazione finanziaria di ritenere inattendibile la contabilità aziendale.

 

Sentenza n. 27058/07: I coeredi, destinatari di un unico avviso rettificativo del valore dei beni caduti in successione, anche se tra loro vincolati solidalmente al pagamento delle imposte, sono titolari di rapporti giuridici tributari distinti e autonomi. I giudici hanno, in particolare, chiarito che l’estensione del giudicato riflesso può essere concessa esclusivamente in presenza di rapporti tributari che non risultino definiti con pronuncia passata in giudicato.

Sentenza n. 27057/07: L'imprenditore è tenuto al pagamento della TA.R.S.U. per aver prodotto nel territorio comunale rifiuti speciali (materiale d'imballaggio), assimilati a quelli urbani con un'apposita delibera comunale, a meno che non provi e documenti le condizioni per ottenere l'esenzione dall'imposizione. Ciò anche nell'ipotesi in cui abbia provveduto a smaltire gli stessi rifiuti tramite ditte private esterne, invece che deporli nei contenitori pubblici.

Sentenza n. 27007/07: L'inosservanza dell'obbligo di comunicazione alle parti dell'avviso di trattazione dell'udienza comporta la nullità del procedimento, senza che tale vizio possa considerasi sanato attraverso l'esibizione di un atto che non reca alcuna sottoscrizione o esaustiva descrizione - da parte dell'ufficiale postale - dell'attività dallo stesso svolta, limitandosi alla mera dicitura di compiuta giacenza, senza possibilità di sindacato o controllo al riguardo.

Ordinanza n. 26996/07: Il giudicato esterno, estendibile anche nell’ambito del processo tributario, deve essere compresso qualora una sua possibile applicazione contrasti con le disposizioni di diritto comunitario concernente il settore dell’imposta sul valore aggiunto? E’ quanto la Cassazione ha chiesto alla Corte di giustizia C.E, con l’ordinanza in questione. Punto di partenza dei giudici di legittimità, i principi del primato e degli effetti diretti del diritto comunitario sull’ordinamento degli Stati membri.

Sentenza n. 26854/07: Nel caso di conferimenti in società, la base imponibile delle imposte ipotecaria e catastale va determinata tenendo conto del valore degli immobili in sé considerati, restando preclusa la possibilità di detrarre dallo stesso l'importo del mutuo garantito da ipoteca gravante sull'immobile conferito e accollato alla conferitaria.

Sentenza n. 26848/07: Il contribuente truffato dal consulente fiscale non è punibile per il mancato pagamento delle imposte. Lo ha stabilito la Cassazione in relazione all'omessa dichiarazione dei redditi (e il mancato versamento dei relativi tributi) derivante da condotte addebitabili esclusivamente a terzi e denunciate all'autorità giudiziaria. Si chiude così una vicenda in cui le ragioni del contribuente erano già state riconosciute valide, sia in primo che in secondo grado di giudizio.

Sentenza n. 26844/07: E' valido l'avviso di accertamento notificato a mezzo posta nell'ultimo domicilio del de cuius e a lui intestato, se il coniuge, persona legittimata a riceverlo in ragione dei suoi rapporti con il destinatario, firmi la ricevuta di ritorno senza rappresentare al portalettere l'avvenuto decesso. In questo caso, non è necessaria la notifica impersonale e collettiva a tutti gli eredi, dal momento che l'ufficio non è stato messo a conoscenza del decesso.

Sentenza n. 26839/07: Il contribuente che ritenga non dovuta l'imposta indicata in dichiarazione non può riportarla a credito in un periodo successivo. Con la sentenza in questione, la sezione tributaria della Corte di cassazione si è pronunciata a proposito degli strumenti che il contribuente può utilizzare per recuperare la maggior imposta indebitamente assolta a seguito di errori. La controversia all'origine della pronuncia era relativa a una cartella di pagamento emessa a seguito di liquidazione della dichiarazione.

Sentenza n. 26116/07: L'erronea indicazione, nell'atto tributario, dei termini per ricorrere, nonché dell'autorità giudiziaria da adire ai fini della relativa impugnazione, può determinare un errore scusabile, utile a rimettere in termini il destinatario dell'atto stesso. Peraltro, tale principio non è assoluto ma va temperato con il correlato onere di autodiligenza che incombe sul contribuente.

Sentenza n. 25753/07: Ai fini della tempestività dell’impugnazione, rileva la data in cui l’ufficio dell’Agenzia delle entrate ha ricevuto la notificazione della sentenza di appello, non quella di protocollazione della stessa, che ha valore interno all’Amministrazione o, più in generale, all’organizzazione interna dell’ente impositore, senza rivestire alcun valore ai fini dell’attività, terza e neutrale, propria dell’Ufficiale giudiziario.

Sentenza n. 25729/07: È legittimo l’operato dell’ufficio che, pur avendo contestato l’esistenza di omissioni e falsità della contabilità e, quindi, l’inattendibilità delle scritture, procede alla ricostruzione dell’imponibile anche in virtù dei dati contabili. Con la sentenza in epigrafe, la Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di persone, secondo cui l’ufficio finanziario era caduto in contraddizione dal momento che, nonostante avesse ritenuto la contabilità inattendibile, l'aveva poi utilizzata, sia pur parzialmente, nell’esercizio del suo potere accertativo.

Sentenza n. 25708/07: La separazione personale dei coniugi non libera gli stessi dalla responsabilità solidale nei confronti del Fisco. Dal libero esercizio della facoltà di presentare la dichiarazione dei redditi congiunta derivano tutte le conseguenze (vantaggiose ed, eventualmente, svantaggiose) previste dalla legge, a prescindere dalle successive vicende del matrimonio. Persiste, pertanto, la responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta e degli accessori iscritti a ruolo a nome del coniuge a seguito di accertamento.

Sentenza n. 25685/07: Nell'ipotesi di presentazione dell'istanza di classamento (articolo 12 del D.L. numero 70 del 1988), il termine di dieci mesi, relativo alla certificazione da trasmettersi a cura del competente Ufficio tecnico erariale (oggi ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio), è ininfluente ai fini del compimento della decadenza dal potere impositivo, stabilita, dall'articolo 76 del Testo unico dell'imposta di registro, decorsi tre anni.

Sentenza n. 25551/07: E' del giudice ordinario la giurisdizione sulle liti sorte in ordine all'obbligo dell'Erario di tenere una parte indenne dalle spese di notificazione degli atti giudiziari, in ragione della natura della controversia (ad esempio, in caso di assistenza obbligatoria, ai sensi della legge 319/1958).

Sentenza n. 25356/07: In caso di omessa notifica della sentenza a istanza di parte, il termine lungo per impugnarla decorre dalla sua pubblicazione che avviene mediante deposito in segreteria, attestato dalla firma e dalla data apposti sulla sentenza dal medesimo pubblico ufficiale. Quando invece la notificazione avviene a mezzo posta, il dato del dies a quo per la decorrenza del termine breve si evince dal timbro apposto sul plico dall’ufficio postale di destinazione e non da quello apposto, in sede di protocollazione, dall’ufficio locale delle Entrate.

Sentenza n. 25240/07: La presentazione dell’istanza di definizione, prevista dall’articolo 7 della legge numero 289 del 2002, il cosiddetto concordato, così come avviene in caso di adesione al condono tombale, preclude al contribuente il conseguimento del rimborso I.R.A.P, considerata come non dovuta per mancanza del presupposto impositivo. Tale eccezione preclusiva ha natura processuale, oltre che sostanziale e, dunque, deve essere rilevata anche d’ufficio dal giudice, senza che occorra una specifica proposizione a opera della parte interessata a farle valere.

Sentenza n. 24547/07: Per poter dedurre le passività del de cuius, la sussistenza di debiti va dimostrata attenendosi scrupolosamente alle modalità previste dalla normativa, senza poter avvalersi di forme equipollenti. Quando non attestati da atto scritto di data certa anteriore all’apertura della successione o da titolo giudiziario definitivo, i debiti inerenti all'esercizio di imprese sono ammessi in deduzione allegando alla dichiarazione di successione le scritture contabili del defunto in estratto notarile, corredate, in caso di debiti verso banche, dal certificato dell’ente creditore.

Sentenza n. 24539/07: La falsa percezione della realtà da parte del giudice che ritenga inesistente un fatto (nella specie, la sottoscrizione dell’autorizzazione), la cui esistenza risulti, invece, obiettivamente attestata negli atti in causa, implica denunzia di vizio revocatorio deducibile esclusivamente con l’impugnazione ex articolo 395, n. 4, del codice di procedura civile. La Suprema corte ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia, affermando che la sentenza di appello non va impugnata per Cassazione per errori di fatto, i quali, invece, sono riparabili attraverso il rimedio della revocazione.

Sentenza n. 24531/07: Se i soci non dispongono di redditi significativi, è legittimo per l'ufficio ritenere che i conferimenti fatti alla società siano derivanti da utili extracontabili sottratti all'imposizione fiscale.

Sentenza n. 24398/07: La competenza sulle sanzioni amministrative irrogate da uffici finanziari è dei giudici tributari. In altri termini, la giurisdizione delle Commissioni tributarie si determina non con riferimento alla materia della controversia, ma in relazione all’organo competente a irrogare la sanzione. L'applicazione di questa da parte di un ufficio finanziario vale quindi a radicare la giurisdizione delle Commissioni tributarie anche nel caso in cui si tratti d’infrazione a norme non attinenti a tributi.

Sentenza n. 24011/07: Il principio per cui in materia tributaria non è ammessa l'azione di accertamento negativo, trova applicazione anche nelle controversie (nel caso di specie, doganali) introdotte ratione temporis davanti al giudice ordinario. Per tale ragione, qualora il giudice accerti (con efficacia di giudicato per difetto di impugnazione) che l'atto dell'Amministrazione contestato in giudizio è privo dei requisiti necessari per esprimere la pretesa tributaria, non può procedere all'accertamento negativo avente per oggetto la sussistenza del debito.

Sentenza n. 24010/07: La competenza sulle controversie che attengono al canone Rai è delle Commissioni tributarie. I giudici hanno affermato che il pagamento non trova la sua ragione nell’esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente ... e ... la Rai ... - che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, ma si tratta di una prestazione tributaria ... non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio de quo.

Sentenza n. 23887/07: Il difetto di leggibilità della sigla apposta in calce all’autorizzazione rilasciata dalla direzione regionale agli uffici delle Entrate, ai fini della proposizione dell’appello avverso le sentenze delle Commissioni provinciali, non comporta la nullità dell'atto, purché la sottoscrizione sia riconducibile all’organo competente. Lo afferma la Cassazione accogliendo il ricorso dell'Agenzia contro la sentenza di secondo grado che aveva giudicato inammissibile l’appello dell’ufficio per l'illeggibilità della firma apposta sulla relativa autorizzazione a proporre l’appello.

Sentenza n. 23886/07: La richiesta di rimborso in materia di versamenti diretti, avente a oggetto ritenute versate dal sostituto non dovute, compete esclusivamente al sostituito. Per la Suprema corte, la domanda di rimborso proposta, invece, dal sostituto è priva di effetti e, pertanto, non può essere idonea ad attivare la procedura. Conseguentemente, sul piano processuale la legittimazione ad agire innanzi alle Commissioni tributarie spetta al sostituito in via esclusiva.

Sentenza n. 23884/07: Chi dichiara di aver rinunciato all’eredità difetta dell’interesse a impugnare la sentenza relativa all’I.LO.R. dovuta da una società in accomandita semplice in cui il defunto rivestiva la qualifica di socio accomandante. L’interesse in questione potrebbe astrattamente configurarsi solo se il ricorrente avesse affermato la propria qualità di erede, proponendo eccezioni concernenti il quantum della pretesa tributaria nei confronti della società, nell’eventualità che la rettifica del reddito societario potesse, in via sussidiaria, incidere sul conferimento del proprio dante causa.

Sentenza n. 23877/07: L'istanza di classamento per gli immobili non iscritti in catasto o sprovvisti di rendita - articolo 12 del D.L. 70/1988 - permette all'Amministrazione finanziaria di riscuotere, previa attribuzione della rendita catastale da parte dell'U.T.E, a mezzo della semplice attività di liquidazione, l'eventuale maggiore imposta principale di registro dovuta dal contribuente, senza essere tenuta all'emissione di un avviso di accertamento.

Sentenza n. 23859/07: In tema di accertamento dei redditi d'impresa, è legittima la condotta dell'Amministrazione finanziaria che si limita a recuperare soltanto i costi fittizi, senza abbattere i maggiori ricavi falsamente dichiarati. Questo in virtù del principio di tipicità degli atti di accertamento, nel cui ambito, fatta eccezione per i provvedimenti adottati in via discrezionale in autotutela o su richiesta di rimborso, non sono previsti provvedimenti finalizzati alla riduzione del debito d'imposta dichiarato dal contribuente.

Sentenza n. 23694/07: La mancata esibizione delle distinte inventariali legittima l’Agenzia delle entrate a ricorrere all’accertamento induttivo per la ricostruzione dei ricavi del contribuente. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza in questione, pronuncia che si pone perfettamente in linea con l’orientamento prevalente nella giurisprudenza di legittimità, molto rigoroso sugli effetti della mancata tenuta della contabilità di magazzino, già espresso, tra le altre, con le sentenze 2250 e 8273 del 2003.

Sentenza n. 23690/07: Ai fini dell'accertamento sintetico, fondato sull'analisi dei conti bancari, è irrilevante la circostanza, fatta valere dal contribuente nel corso del giudizio di merito, che non sia stato previamente dimostrato l'esercizio di attività d'impresa da parte del soggetto accertato ovvero che il conto avesse saldo negativo. La Corte di cassazione ha stabilito, in pratica, dei criteri generali per quanto concerne l'utilizzo dei movimenti bancari ai fini dell'accertamento previsto dall'articolo 38, quarto comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Sentenza n. 23682/07: Ai fini dell’imposta comunale sugli immobili, per poter beneficiare della tassazione su base catastale, prevista per i terreni agricoli, non conta solo la certificazione catastale, ma va verificato che il suolo non abbia una vocazione edificatoria formalizzata in uno strumento urbanistico generale adottato da Comune. L’inizio della procedura di trasformazione urbanistica di un suolo implica, infatti, di per sé, una sua trasformazione economica.

Sentenza n. 23471/07: L'impugnazione del testamento in sede civile è priva d'influenza sulla debenza dell'imposta di successione e sulla relativa procedura di liquidazione. Così si è espressa la Corte di cassazione che ha giudicato legittimo l'operato dell'ufficio che aveva dato inizio alla procedura esecutiva per il recupero del tributo, liquidato, appunto, in base a disposizioni testamentarie, relativamente alle quali pendeva un ricorso presentato da uno dei coeredi.

Sentenza n. 23468/07: E’ legittimo applicare il Registro su una sentenza non definitiva. L'eventuale annullamento del provvedimento giudiziario dà diritto esclusivamente all'eventuale rimborso dell'imposta versata. Il contribuente, tra i motivi del ricorso, aveva anche sollevato questione di legittimità costituzionale delle disposizioni di riferimento, in relazione al principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

Sentenza n. 23434/07: La determinazione forfetaria del reddito non impedisce agli uffici finanziari di procedere ad accertamento induttivo, introducendo elementi extracontabili in presenza di una contabilità più elementare di quella ordinaria. Allo scopo, non è necessario dimostrare in essa la sussistenza di specifiche infedeltà o inesattezze, fondandosi l’accertamento sulla ricostruzione induttiva dei ricavi, deducendo da questi costi inerenti.

Sentenza n. 23031/07: La circolare, con la quale l'Agenzia delle entrate effettua l'interpretazione di una norma tributaria, esprime esclusivamente un parere dell'Amministrazione, non vincolante né per il contribuente, che resta pienamente libero di non adottare un comportamento a essa uniforme, né per gli uffici gerarchicamente subordinati, non essendo loro vietato disattenderla, né per la medesima autorità, che l'ha emanata, la quale resta libera di modificare, correggere e anche disattendere l'interpretazione adottata (...).

Sentenza n. 23019/07: Nel nuovo giudizio in sede di legittimità, la mancata indicazione specifica degli atti e dei documenti posti a fondamento del ricorso comporta la inammissibilità dell’impugnazione, senza che a tale carenza possa sopperirsi con il richiamo alla menzione, diretta o indiretta, di essi nella narrativa che precede la formulazione dei motivi di ricorso. Lo scopo è di evitare una interpretazione sostanzialmente abrogante della normativa in materia, innovata a tutela del contraddittorio nel processo per Cassazione.

Sentenza n. 22938/07: Per la rettifica del reddito, non è sufficiente il calcolo basato soltanto sulle percentuali di ricarico delle merci vendute, determinate in base alle medie del settore. Con la sentenza in questione, la sezione tributaria della Cassazione è nuovamente intervenuta sulla controversa questione della quantità (e qualità) degli elementi indiziari adducibili dall’ufficio come prove, ai fini della determinazione del maggior reddito secondo il metodo analitico - induttivo, mutando l’orientamento espresso solo pochi mesi or sono.

Sentenza n. 22918/07: Il diritto al rimborso, in materia di imposta di registro, è limitato al solo contribuente. Il notaio rogante, in qualità di responsabile d'imposta, obbligato comunque al pagamento, può vantare, esclusivamente verso il proprio cliente, e non già nei confronti del Fisco, un diritto di rivalsa. Per ottenere quanto indebitamente versato, il professionista potrà agire innanzi al giudice ordinario contro il proprio cliente, chiedendo l'emanazione di un decreto ingiuntivo di pagamento, fondato sul certificato rilasciato dall'ufficio finanziario.

Sentenza n. 22692/07: La moglie che ha optato per la dichiarazione congiunta dei redditi, essendo responsabile in solido dei debiti tributari del marito anche se afferenti proventi illeciti, può proporre autonoma impugnazione per contestare gli accertamenti a carico del coniuge, altrimenti sarebbe violato il suo diritto di difesa. La stessa, inoltre, se l’avviso di accertamento è stato notificato al solo marito e da questo impugnato, ha la facoltà di opporsi in proprio all'avviso di mora, unitamente all'accertamento, non definitivo poiché impugnato dal marito.

Sentenza n. 22641/07: La notifica della sentenza di una C.T.R. eseguita nei confronti dell'Agenzia delle entrate presso l'Avvocatura dello Stato (che non abbia assunto la difesa dell'ente nel processo di merito) non fa decorrere il termine breve di sessanta giorni per la proposizione del ricorso per Cassazione.

Sentenza n. 22574/07: L’accertamento sintetico effettuato dall’ufficio è legittimo quando il contribuente non abbia dimostrato che la sua maggiore capacità contributiva, presunta sulla base del redditometro, non esisteva o esisteva in misura inferiore. In buona sostanza, non è, per lui, sufficiente la mera allegazione di qualsivoglia circostanza di fatto, ma è necessario produrre una convincente prova contraria documentale.

Sentenza n. 22555/07: Il pagamento effettuato dal secondo cessionario nei confronti della cartiera non può ritenersi imposta sul valore aggiunto pagata a titolo di rivalsa, con conseguente impossibilità di fruire della relativa detrazione. I documenti provenienti dal soggetto inesistente, non costituiscono, inoltre, documenti contabili legittimanti e, pertanto, sono assolutamente irrilevanti ai fini della prova della legittimità e della correttezza delle detrazioni.

Sentenza n. 22266/07: La controversia promossa dal sostituito d'imposta nei confronti del sostituto, ai fini delle imposte dirette, per pretendere il pagamento (anche) di quella parte del suo credito che il convenuto abbia trattenuto e versato a titolo di ritenuta d'imposta è devoluta alla giurisdizione del giudice tributario. Così hanno deciso le sezioni unite della Cassazione, confermando l'affidamento in esclusiva della tutela giurisdizionale dei contribuenti per ogni questione afferente l'esistenza e la consistenza dell'obbligazione tributaria.

Sentenza n. 22126/07: L'applicazione dell'I.V.A. al 4 per cento per le prestazioni di servizi relativi alle costruzioni rurali è limitata agli edifici destinati all'abitazione dei soggetti coinvolti nell'attività agricola, anche di allevamento del bestiame. A poter giovarsi dell'aliquota ridotta sono, cioè, solo gli immobili a uso abitativo, con esclusione di tutti gli altri manufatti, inclusi quelli da destinare al ricovero del bestiame.

Sentenza n. 22119/07: La documentazione acquisita a seguito di perquisizione nel domicilio del marito soggetto a indagini penali può essere legittimamente recepita dal Fisco, ai propri fini, per emettere atti accertativi nei confronti della moglie.

Sentenza n. 21946/07: Perché l’operazione si consideri cessione all’esportazione, la spedizione dei beni all’acquirente finale extra U.E. deve avvenire a cura o a nome del cedente anche se su incarico del cessionario, senza possibilità, per quest’ultimo, di inserimento in tale fase. La pronuncia è l’ennesimo intervento dei giudici di legittimità in tema di operazioni triangolari, materia in cui non sempre l’orientamento della Suprema corte è stato univoco.

Sentenza n. 21944/07: L’emendabilità della dichiarazione fiscale, da parte del contribuente, deve essere consentita entro un tempo ragionevole che deve necessariamente essere fissato, altrimenti resterebbe gravemente violato il principio della certezza dei rapporti giuridici. Con riferimento al caso oggetto della pronuncia, circa la normativa applicabile all'epoca dei fatti, non sussistendo alcun termine alla ritrattabilità degli errori a danno del contribuente, andava applicato quello quadriennale stabilito per la rettifica della dichiarazione da parte dell’ufficio.

Sentenza n. 21941/07: In tema di accertamento I.V.A, così come delle imposte sui redditi, l'utilizzazione dello strumento dell'accertamento parziale è nella piena disponibilità degli uffici quando a questi ultimi pervenga una segnalazione della Guardia di finanza, che fornisca elementi per ritenere la sussistenza di un reddito non dichiarato, senza che tale strumento debba essere necessariamente subordinato a una particolare semplicità della segnalazione pervenuta.

Sentenza n. 21482/07: La questione dell'accertamento della quota di debito tributario, gravante a carico di ciascuno dei singoli coobbligati solidali, si pone soltanto qualora uno di loro abbia pagato l'intero debito. Infatti, solo in tale ipotesi egli potrà agire in via di regresso verso gli altri debitori per ottenere le parti dell'intero debito di loro rispettiva spettanza; parti che, se non risulta diversamente, si presumono uguali, ai sensi dell'articolo 1298, secondo comma del codice civile.

Sentenza n. 21415/07: Nel caso di una società di capitali a ristretta base sociale, è legittima la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili; attesa la mancanza - trattandosi di utili occulti - di una deliberazione ufficiale di approvazione del bilancio (dopo la quale soltanto può essere effettuata la distribuzione degli utili dichiarati), la distribuzione si presume avvenuta nello stesso periodo d'imposta in cui gli utili sono stati conseguiti.

Sentenza n. 21409/07: L'applicazione della sanatoria per raggiungimento dello scopo, nel caso di impugnazione dell'atto la cui notificazione sia affetta da nullità, comporta che, se il contribuente mostra di avere avuto piena conoscenza del contenuto dell'atto e ha potuto adeguatamente esercitare il proprio diritto di difesa, non potrà poi, in via di principio, dedurre i vizi relativi alla notificazione a sostegno di una domanda di annullamento. A diverse conclusioni deve pervenirsi se il ricorso sia proposto quando il termine per l'accertamento è scaduto.

Sentenza n. 21059/07: La costituzione della parte resistente oltre i 60 giorni dalla data di notifica del ricorso introduttivo non determina perdita del diritto a ricevere la comunicazione dell'udienza di trattazione, salvo quando la costituzione avviene dopo che l'avviso di trattazione è già stato inoltrato. Pertanto, l'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza alla parte che si è costituita tardivamente, ma prima che dell’inoltro dell’avviso, comporta nullità del procedimento e della sentenza per violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.

Sentenza n. 21041/07: La decisione del giudice penale non è vincolante in sede tributaria. Allo stesso modo, il procedimento amministrativo di accertamento e il giudizio tributario non possono essere sospesi per la contemporanea pendenza di un contenzioso penale, pur avendo quest’ultimo a oggetto gli stessi fatti dal cui accertamento dipende la definizione del giudizio tributario medesimo.

Sentenza n. 20865/07: In sede di accertamento dell’I.R.PE.F - I LO.R, l’ufficio, in assenza di altri riscontri, può avvalersi degli esiti di quello compiuto ai fini dell’imposta di registro, divenuto nel frattempo definitivo. Resta ferma, per il contribuente, la possibilità , con onere a proprio carico, di superare la presunzione che il prezzo incassato corrisponda al valore di mercato accertato, tramite la produzione di elementi che possano dimostrare che la vendita sia stata realizzata a un prezzo inferiore.

Sentenza n. 20716/07: L'attività di locazione di immobili svolta a favore di una società composta dagli stessi soci della società locatrice non configura attività d'impresa, bensì mera attività di godimento di beni; di conseguenza, è legittimo il diniego opposto dall'ufficio al rimborso I.V.A. Lo ha affermato la Corte di Cassazione, chiamata in causa da una società a responsabilità limitata, che già si era vista respingere le proprie tesi sia in Commissione tributaria provinciale che in C.T.R.

Sentenza n. 20708/07: E’ legittimo l’accertamento sintetico - induttivo, emesso nei confronti del contribuente che ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi anche se ha cessato la propria attività commerciale. Ciò in quanto, avendo l’accertamento sintetico a oggetto il reddito complessivo del contribuente, la comprovata cessazione dell’attività commerciale, con il conseguente venir meno del relativo reddito, non è di per sé sufficiente a superare il coefficiente presuntivo di reddito, costituito dal possesso di autoveicoli.

Sentenza n. 20426/07: L’interpretazione della relata di notifica spetta al giudice di merito, che deve anche valutare la sufficienza o meno delle ricerche effettuate dal messo notificatore prima di procedere alla notifica ai sensi dell’articolo 60, lettera e), del D.P.R. numero 600 del 1973, in base al quale, quando nel Comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito si affigge nell’albo comunale. Questa valutazione, che costituisce giudizio di fatto, è insindacabile in sede di legittimità.

Sentenza n. 20392/07: Violazione e falsa applicazione di norme di diritto. Omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio. La Corte di cassazione è intervenuta con questa sentenza a chiarirne la portata interpretativa. Intervento quanto mai opportuno e inevitabile, alla luce delle modifiche apportate al capo terzo del Codice di procedura civile, finalizzate a rendere più agevole proprio la funzione della Suprema corte, quale organo supremo della giustizia.

Sentenza n. 19212/07: Per le organizzazioni di volontariato che perseguono fini di solidarietà sociale, l'esenzione da ogni imposta spetta solo per le donazioni e le attribuzioni di eredità o di legato. Per le altre operazioni fiscalmente rilevanti, è prevista un’esenzione limitata a specifici tributi: all'I.V.A, per le operazioni di cessione di beni o prestazione di servizi, e alle imposte di registro e di bollo, per gli atti costitutivi e per quelli connessi all'attività delle organizzazioni medesime. L'acquisto in compravendita di un podere sconta quindi l'imposta ipotecaria.

Sentenza n. 19201/07: Delineati i criteri applicativi in materia di imposta sulla pubblicità eseguita direttamente su impianti fissi di proprietà del contribuente. Con la sentenza in questione sono stati chiariti i criteri da seguire per il calcolo della superficie espositiva, il periodo temporale posto alla base del tributo, l'applicabilità degli interessi e delle sanzioni nelle ipotesi di errori che, per il contribuente, sono giustificati da obiettive condizioni di incertezza della norma.

Sentenza n. 19131/07: L'imposta comunale sugli immobili è dovuta su un terreno edificabile, anche se destinato all'espropriazione. Ciò in quanto, affinché un'area sia considerata, ai fini I.C.I, come edificabile, non è necessario che la medesima sia suscettibile di subire aumenti di valore o di produrre reddito. Il valore dell'immobile assume rilievo ai soli fini della determinazione della base imponibile e, quindi, della concreta misura dell'imposta (...).

Sentenza n. 18876/07: Gli immobili per i quali sussistono violazioni edilizie non possono beneficiare dell'I.V.A. agevolata al 4 per cento, prevista per l'acquisto di abitazioni non di lusso cedute da imprese costruttrici a persone fisiche. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi in seguito al ricorso presentato da un contribuente, secondo il quale l'applicazione dell'aliquota di favore era da ricollegarsi all'intrinseca tipologia del bene e non a un particolare beneficio fiscale.

Sentenza n. 18353/07: A differenza delle altre ipotesi di condono, la definizione degli omessi o tardivi versamenti (articolo 9 bis della legge n. 289 del 2002) si perfeziona solo con l’integrale pagamento di tutte le rate, in quanto in tale fattispecie il legislatore non ha previsto la possibilità che il versamento parziale delle somme dovute rendesse comunque valida l’istanza. Questa la posizione dell’Amministrazione finanziaria, espressa nella circolare 22/E/2003, che trova sostegno nella sentenza 18353/2007 della Corte di Cassazione.

Sentenza n. 18345/07: La sdemanializzazione di un immobile di interesse storico-artistico richiede un intervento discrezionale dell'Amministrazione pubblica, la cui realizzazione deve avvenire in forma espressa, a garanzia dell'interesse pubblico connesso alla demanialità. Di conseguenza, la sua occupazione, pur se avvenuta per mezzo di un contratto di locazione, non esonera dal pagamento della T.O.S.A.P.

Sentenza n. 18019/07: Se l'avviso di accertamento non viene impugnato nel termine di sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto, previsto dall'articolo 21 del decreto legislativo numero  546 del 1992, anche solo per opporre l'intervenuta decadenza dello stesso, diviene definitivo e, dunque, efficace nei confronti del contribuente. La conseguenza è che, in difetto di tempestiva impugnazione, anche gli atti susseguenti (cartella esattoriale) sono validi.

Sentenza n. 17817/07: Il ritrovamento di una contabilità parallela informale, tenuta in qualsiasi modo, legittima l’Amministrazione finanziaria a procedere ad accertamento induttivo. E’ questo il principio espresso dai giudici di legittimità con la sentenza in epigrafe del 21 agosto 2007, sulla base del quale la Suprema corte ha cassato la pronuncia della Commissione regionale che aveva, invece, ritenuto onere dell’Amministrazione effettuare i necessari accertamenti probatori in ordine ai dati rinvenuti in un’agenda prima di procedere ad accertamento induttivo.

Sentenza n. 17803/07: Il vizio di motivazione denunciabile come motivo di ricorso per Cassazione può concernere esclusivamente l'accertamento e la valutazione dei fatti rilevanti ai fini della decisione della controversia, non anche l'interpretazione e l'applicazione delle norme giuridiche. La controversia su cui è stata chiamata in causa la Suprema Corte aveva a oggetto la richiesta di pagamento dell' I.C.I. da parte di un Comune a un Istituto autonomo delle case popolari.

Sentenza n. 17779/07: Sulle fatture per operazioni inesistenti, la sezione tributaria della Corte di cassazione ha emesso recentemente due pronunce apparentemente contraddittorie (Cfr. anche sentenza numero 7144/07), che invece, non limitandosi alla lettura della sola massima enunciata, si rivelano concordanti nel confermare la normale dialettica del rito tributario: l’accertatore fa ricadere l’onere probatorio sul soggetto controllato quando, pur non disponendo di vere e proprie prove dirette, costruisce un adeguato iter logico a supporto dei suoi rilievi.

Sentenza n. 16871/07: Nelle obbligazioni pecuniarie, tra cui rientrano i crediti d'imposta, la svalutazione monetaria intervenuta durante il ritardo nel pagamento non giustifica un risarcimento automatico; il creditore ha l'onere di provare l'esistenza di un danno maggiore di quello rifuso con la corresponsione degli interessi. In tal modo, il giudice potrà verificare se possa essersi verosimilmente prodotto un danno a causa dell'indisponibilità del denaro, senza che la sola qualità di imprenditore addotta si risolva in un meccanismo di automatica rivalutazione dei crediti.

Sentenza n. 16734/07: Quando il contribuente dichiara di volersi avvalere della valutazione automatica avanzando contestuale richiesta per l’attribuzione della rendita catastale, l’Ufficio riscuote la maggiore imposta con avviso di liquidazione, senza dover procedere alla separata notificazione o comunicazione dell’atto di classamento dell’immobile con attribuzione della relativa rendita. Tali atti possono essere recepiti direttamente nell’avviso di liquidazione, per consentirne la conoscenza al contribuente e permettere l’impugnazione dell’avviso stesso.

Sentenza n. 16730/07: La detrazione dell’I.V.A. sull’acquisto di un immobile, concesso successivamente in locazione al venditore, non è ammessa quando l’imprenditore non dimostra l’inerenza dell’acquisto alle finalità dell’impresa e svolge, peraltro, un’attività diversa da quella di compravendita e locazione di immobili. La strumentalità del bene dev'essere valutata in concreto e non in termini puramente teorici; la funzione strumentale dell’immobile in relazione all’attività svolta va sempre provata, non bastando la sola classificazione catastale (A/10) del bene.

Sentenza n. 16429/07: Le Commissioni tributarie sono competenti per le controversie instaurate dai privati possessori che abbiano a oggetto operazioni di intestazione o di variazione, relative a terreni, operate dall'Amministrazione al solo fine della imposizione di tributi. Qualora, invece, la contestazione coinvolga in radice la titolarità del diritto dominicale (come nel caso in cui i privati chiedono accertamenti catastali sulla proprietà di alcune unità immobiliari), la giurisdizione è del giudice ordinario.

Sentenza n. 16412/07: E' nullo l'avviso di mora non preceduto dalla regolare notifica della cartella di pagamento. Il ricorso, in cui si deduce tale vizio, deve essere promosso nei confronti dell'ente creditore e non del concessionario, il quale, qualora venga evocato in giudizio, dovrà chiamare in causa l'ente impositore, se non vuole rispondere dell'esito della lite. Con tale pronuncia, le sezioni unite hanno posto fine al contrasto interpretativo, provvedendo a rafforzare la tutela del contribuente in sede di scelta del soggetto da chiamare in giudizio.

Sentenza n. 16293/07: Davanti al giudice tributario sono impugnabili tutti quegli atti con i quali gli enti impositori comunicano al contribuente una pretesa tributaria orami definita, compiuta e non condizionata. Non sono, invece, immediatamente impugnabili le comunicazioni che contengano un invito a fornire eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione dei tributi, che manifestano una volontà impositiva ancora in itinere e non formalizzata in un atto impositivo.

Sentenza n. 16285/07: Il termine di 60 giorni per proporre appello incidentale è perentorio e decorre dalla notifica dell'appello principale. Questo il principio desumibile dalla sentenza, in cui è stato anche chiarito che la regola deriva dall'applicazione di principi generali dell'ordinamento processuale. L'inammissibilità dell'impugnazione derivante dall'inosservanza di termini stabiliti a pena di decadenza, essendo correlata alla tutela di interessi di carattere generale, è insanabile, oltre che rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

Sentenza n. 16284/07: Confermato, ancora una volta, l’orientamento della Cassazione in tema di legittimità del ricorso all’accertamento sintetico da parte dell’Amministrazione finanziaria, in mancanza di prova in senso contrario fornita dal contribuente. Infatti, la Suprema corte ha ribadito che la disponibilità dei beni (nella fattispecie, un’automobile) è da ritenersi di per sé una presunzione di capacità contributiva qualificabile come legale, che pertanto comporta l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente.

Sentenza n. 16130/07: Il principio di effettività della normativa comunitaria comporta che la verifica di conformità del diritto nazionale con quello comunitario deve essere svolta anche d’ufficio, e può comportare anche nuovi accertamenti di fatto, come nell’ipotesi di jus superveniens. Qualora, quindi, la questione sia posta nel giudizio nel giudizio di legittimità e la Corte di Cassazione non disponga del necessario materiale fattuale, è necessario che la controversia sia rimessa al giudice di merito per gli accertamenti di fatto.

Sentenza n. 16114/07: Il regime di sospensione del pagamento dell'I.V.A, accordato per le importazioni da Paesi extracomunitari di merci destinate a proseguire verso altro Stato membro, è subordinato alla condizioni che le merci mantengano la loro identità. Di conseguenza, la trasformazione dell'alluminio greggio in lega di alluminio, compiuta, per di più, al di fuori del controllo doganale, comporta la perdita del beneficio e, dunque, il consolidarsi in capo all'importatore dell'obbligo di versamento dell'imposta.

Sentenza n. 14912/07: Non è più necessario che gli Uffici locali dell'Agenzia delle entrate siano previamente autorizzati alla proposizione dell'appello principale da parte del responsabile del Servizio contenzioso della Direzione regionale di riferimento. Contrariamente a quanto prescritto dal secondo comma dell'articolo 52 del decreto legislativo numero 546 del 1992, l'autorizzazione in questione non è più una condizione di ammissibilità dell'atto di impugnazione.

Sentenza n. 14879/07: Ricade sul contribuente l'onere di provare il diritto ad avvalersi del regime speciale di detrazione forfettizzata dell'I.V.A, previsto per gli imprenditori agricoli. I giudici di legittimità hanno ribadito il principio il base al quale nei processi tributari in cui viene chiesto il riconoscimento di un'agevolazione e/o di un'esenzione fiscale, incombe sul soggetto che invoca l’agevolazione in proprio favore l'onere della prova dei relativi presupposti.

Sentenza n. 14648/07: Nulla osta a nominare commissario ad acta un funzionario dell'ente impositore (nel caso di specie, il dirigente dell'ufficio I.C.I. del Comune ai fini di un rimborso dell'imposta comunale sugli immobili), anzi il ruolo rivestito dal commissario, con la conseguente conoscenza delle problematiche correlate all'ordine da eseguire, garantisce una più celere ed esatta esecuzione di quanto statuito dal giudice. È pertanto irrilevante il rapporto organico che lo lega all'ente al cui ufficio è preposto.

Sentenza n. 14367/07: Case e auto. Basta il possesso per il sintetico - La disponibilità dei beni costituisce una presunzione legale di capacità contributiva.

Sentenza n. 14294/07: Il timbro - datario applicato dall’ufficiale giudiziario prova la tempestiva consegna dell’atto da notificare - Se la controparte ne contesta la validità, andrà fornita ulteriore idonea certificazione.

Sentenza n. 14099/07: La somma corrisposta in base al contratto collettivo dal datore di lavoro al proprio dipendente per coprire la differenza del maggior canone di locazione, sostenuto da quest'ultimo per un trasferimento non richiesto, è soggetta a tassazione. Il pagamento non ha, infatti, funzione risarcitoria o di rimborso spese, in quanto è effettuato per coprire una spesa sostenuta non nell'esclusivo interesse dell'azienda, ma anche per soddisfare esigenze personali del dipendente.

Sentenza n. 14023/07: Piena legittimità degli accertamenti bancari anche quando l'autorizzazione a procedere, pur essendo esistente, non sia stata mostrata al contribuente che ne abbia più volte fatto richiesta. La conferma è arrivata dalla sezione tributaria della Suprema corte. In particolare, i giudici hanno ribadito che la norma - l'articolo 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 - subordina la legittimità delle indagini bancarie e delle relative risultanze all'esistenza dell'autorizzazione e non anche alla relativa esibizione all'interessato.

Sentenza n. 14011/07: Il giudice deve interrogare le banche dati - Va verificato, dietro input delle parti, se altri ricorsi su questioni identiche o tra le stesse parti sono stati già decisi, dando vita a un giudicato esterno significativo nella vertenza in esame.

Sentenza n. 13818/07: La prova liberatoria che consenta di superare la presunzione secondo cui le movimentazioni dei conti correnti bancari legittimano l'accertamento I.V.A, non può essere meramente generica e cioè relativa all'attività esercitata, ma deve essere specifica, in relazione ad ogni singola operazione. Non è, ad esempio, sufficiente che il contribuente adduca la qualità di amministratore di condominio, ma è necessario fornisca la prova analitica della riferibilità di ogni movimentazione bancaria alla sua attività di maneggio di danaro altrui.

Sentenza n. 13811/07: L’intuitus personae non salva l’odontoiatra dall’I.R.A.P. - Esclusione dall’imposta se i profitti provengono solo dall’auto - organizzazione del professionista o, comunque, se l’organizzazione ha incidenza marginale e non richiede necessità di coordinamento.

Sentenza n. 13580/07: La cessione spezzatino non sfugge al Registro - Anche quando la società venditrice non svolge le attività tipiche dell’azienda, che poi vengono affittate.

Sentenza n. 13491/07: La certificazione del bilancio rilasciata da una società di revisione ha rilevanza solo civilistica e non è, perciò, in grado di limitare l'attività di verifica da parte dell'Agenzia delle entrate. L'attestazione in questione, così come non esclude l'eventuale impugnazione del bilancio da parte dei soci e può essere fonte di danni a terzi, se non correttamente eseguita, non può certamente limitare il potere di verifica dell'Amministrazione finanziaria.

Sentenza n. 13477/07: Qualora un atto impositivo non si sostanzi nell'integrazione di un precedente avviso, bensì nell'esercizio ex novo del potere di accertamento, in quanto il nuovo atto ha per oggetto redditi distinti e diversi da quelli precedentemente verificati, l'ente impositore versa nell'ipotesi di ordinario e doveroso adempimento della potestà tributaria, anche laddove sia occorsa sentenza di annullamento del primo atto di accertamento, con efficacia di giudicato.

Sentenza n. 13220/07: Le provvigioni passive si deducono al momento della conclusione del contrattoLa Cassazione torna a pronunciarsi sull’esatta individuazione dell’esercizio nel quale imputare i compensi dovuti dal preponente all’agente.

Sentenza n. 13218/07: L'interpretazione della volontà delle parti in relazione al contenuto di un contratto, o di una qualsiasi clausola negoziale, anche ai fini dell'applicazione dell'articolo 20 del D.P.R. n. 131 del 1986, importa indagini rimesse esclusivamente al potere discrezionale del giudice del merito. Tale attività è un tipico accertamento di fatto, intangibile in sede di legittimità ove logicamente e compiutamente motivato.

Sentenza n. 12999/07: La strumentalità dell’immobile va provata - Non basta la semplice classificazione catastale del bene, occorre dimostrarne l’inerenza con l’attività dell’azienda.

Sentenza n. 12998/07: Scadenza festiva, anche la decadenza riposa - Applicabile all’istituto la proroga codicistica del termine al giorno successivo.

Sentenza n. 12989/07: Le variazioni dei dati e degli elementi indicati nelle dichiarazione I.C.I, che hanno determinato un diverso debito d'imposta, devono essere tempestivamente denunciate dal proprietario degli immobili. Altrimenti il Comune, che non ha l'onere di controllare se si sono verificate modificazioni nella soggettività passiva oppure nella struttura o destinazione dell'immobile, è legittimato a non tenerne conto.

Sentenza n. 12908/07: È nulla la notificazione dell’impugnazione non effettuata alla parte presso il domicilio da questa eletto, bensì presso il difensore non domiciliatario. Trattasi però di nullità e non di inesistenza della notificazione, che è sanata per raggiungimento dello scopo con effetto ex tunc, mediante la costituzione in giudizio dell’intimato. Al processo tributario, infatti, devono applicarsi in via primaria le norme previste nel decreto legislativo numero 546 del 1992 e, solo in via secondaria, quelle processuali civili.

Sentenza n. 12905/07: Fino alla risoluzione del contratto di locazione, i relativi canoni concorrono a formare la base imponibile I.R.PE.F. In particolare, i giudici hanno ribadito che la risoluzione consensuale del contratto, unito alla circostanza del mancato pagamento dei canoni relativi a mensilità anteriori alla risoluzione, è idoneo a escludere tali importi dalla tassazione solo qualora risulti l'inequivoca volontà delle parti di attribuire alla risoluzione stessa efficacia retroattiva.

Sentenza n. 12899/07: Cessione d’azienda fra parenti, la gratuità non si presumeL’onere probatorio è a carico del contribuente, qualora esistano prove documentali relative all’onerosità dell’atto, anche acquisite in sede di accertamento di altre imposte.

Sentenza n. 12893/07: Ogni atto del procedimento tributario è correttamente eseguito nei confronti della società esistente al momento, mentre con il fallimento la legittimazione sostanziale e processuale vengono assunti dal curatore fallimentare che subentra nella posizione della società fallita. E' questo, in sintesi, il contenuto della sentenza in epigrafe, con cui la Cassazione ha ritenuto valida la notifica della cartella esattoriale emessa dopo la sentenza di fallimento, eseguita al curatore fallimentare; egli, pertanto, può legittimamente impugnarla.

Sentenza n. 12887/07: Il fallimento del contribuente, determinando una situazione di fondato pericolo per la riscossione, costituisce fatto idoneo a giustificare l'iscrizione nei ruoli straordinari dell'imposta dovuta. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza in epigrafe, depositata lo scorso 1 giugno. La controversia traeva origine dalla notifica di una cartella esattoriale al curatore del fallimento di una società per azioni, con cui l'ufficio chiedeva il pagamento di una somma iscritta nei ruoli straordinari, a titolo di I.R.PE.G. ed I.LO.R, contro cui il curatore stesso aveva proposto ricorso.

Sentenza n. 12262/07: Compensazione fra tributi solo se prevista dalla legge - L'utilizzo generalizzato dell'istituto, contemplato dallo Statuto del contribuente, non può trovare applicazione in mancanza degli appositi regolamenti di attuazione.

Sentenza n. 12063/07: Le controversie sulla rivalsa I.V.A. competono al giudice ordinario - A quello tributario, invece, le liti da rimborso a seguito di domanda di manleva da parte del concessionario.

Sentenza n. 11682/07: La solita questione di interessi - Ancora una pronuncia sulla tassabilità di quelli compensativi che reintegrano il danno da mancato guadagno.

Sentenza n. 11593/07: Il contribuente non può addurre a sua difesa che il ritardo nel pagamento dell'obbligazione tributaria sia dipeso da causa a lui non imputabile, se non dimostra la propria assenza di colpa. Nel caso in esame, una società ricorreva contro una cartella esattoriale, con la quale l'ufficio chiedeva il pagamento di sanzioni e interessi per ritardato versamento di un acconto I.R.PE.G. giustificandosi con la mancata realizzazione di crediti nei confronti di un'A.S.L.

Sentenza n. 11572/07: La legittimazione processuale spetta al curatore - Fa eccezione l’ipotesi di comprovato disinteresse volontario dei rapporti patrimoniali facenti parte del fallimento.

Sentenza n. 11244/07: Il termine annuale del 36 bis non ha natura perentoria - Il suo decorso non preclude l’azione accertativa da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Sentenza n. 11212/07: Il ricorso incompleto limita la decisione del giudice - Lo specifico provvedimento richiesto dalla parte interessata deve essere sorretto dall’indicazione degli opportuni fatti giuridici che ne costituiscono il fondamento.

Sentenza n. 10988/07: La competenza non si deroga per mancanza di accordo tra le parti - Limitata l’insussistenza del requisito di obiettiva determinabilità dei componenti di reddito alle sole ipotesi in cui non è proprio possibile quantificare ex ante il costo, neanche tramite ulteriori criteri di determinazione.

Sentenza n. 10974/07: Con questa sentenza, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla problematica della legittimità delle ritenute alla fonte operate in pendenza di procedura concorsuale. In particolare, i giudici supremi hanno smentito la tesi del ricorrente secondo la quale il debito di imposta, in ipotesi di procedura concorsuale, emergerebbe esclusivamente alla chiusura della liquidazione e sempre ammesso che vi sia un residuo attivo sul quale far gravare il prelievo fiscale.

Sentenza n. 10964/07: Controlli bancari, non servono né convocazioni né verbali - Nessuna norma impone all’ufficio di invitare preventivamente il contribuente per dargli la possibilità di giustificare le movimentazioni oggetto di verifica.

Sentenza n. 10584/07: Società in nome collettivo, sufficienza piena per l’avviso di mora al socio - Non occorre la preliminare notifica nei suoi confronti dell’accertamento o della cartella di pagamento.

Sentenza n. 10361/07: Quando l'attività svolta dal contribuente assume le caratteristiche della stagionalità, la riduzione della TA.R.S.U. é ammessa solo se essa sia stata espressamente prevista dal Comune nel regolamento per l'applicazione della tassa e va riconosciuta in conformità e per l'esatto periodo indicato nella licenza rilasciata. Non accolta la tesi in base alla quale il prelievo tributario deve essere commisurato all'utilizzo limitato dell'immobile, a causa della stagionalità.

Sentenza n. 10346/07: Indennità di esproprio. Niente Registro fisso per le sentenze - Non si estende il beneficio normativamente previsto per i provvedimenti ablatori alle definizioni giudiziarie delle controversie derivanti dall’opposizione di stima.

Sentenza n. 10345/07: Un assegno di troppo inguaia il notaio - La somma incassata è qualificata come reddito, anche in assenza di atti rogati. Confermata la validità delle presunzioni a sostegno dell’attività di accertamento.

Sentenza n. 10340/07: Rimborso versamento diretto: senza l’istanza non si entra in commissione - Inammissibile la domanda proposta per la prima volta al giudice tributario.

Sentenza n. 10254/07: Fondo venduto, il Registro torna normale - Revocata la misura ridotta dell'imposta se il terreno è ceduto entro dieci anni dal primo trasferimento.

Sentenza n. 09567/07: Sono di rappresentanza le spese per iniziative volte ad accrescere prestigio, immagine e possibilità di sviluppo della società senza che vi sia una diretta aspettativa di ritorno commerciale; vanno invece classificate come pubblicitarie o di propaganda quelle che tendono prevalentemente a pubblicizzare prodotti, marchi, servizi, con diretta finalità promozionale e d’incremento commerciale. Questi i principi dettati dalla Cassazione per contabilizzare correttamente le spese sostenute da un consorzio per promuovere l’attività delle consorziate.

Sentenza n. 09393/07: Cambio di domicilio: un unico vincitore - Valide le notifiche effettuate presso l'indirizzo indicato nel modello di dichiarazione presentato successivamente alla comunicazione, ora abrogata, di variazione della sede sociale.

Sentenza n. 08977/07: Beni a vincolo culturale. L’esenzione si blocca all’imposta di successione - Ipotecaria, catastale e sostitutiva dell’IN.V.IM. non ereditano il beneficio.

Sentenza n. 08976/07: Valido l'appello notificato dal messo speciale - L'intervento dell'ufficiale giudiziario è necessario solo nell'ambito del procedimento in sede di legittimità.

Sentenza n. 08944/07: Consorti litigiosi, il Fisco non ammette scuse - Valida la notifica eseguita al marito anche in presenza di un procedimento penale fra i coniugi.

Sentenza n. 07964/07: Gli scambi infragruppo non sfuggono alla fattura - Ogni società di una holding va considerata quale ente distinto, dotato di propria personalità giuridica.

Sentenza n. 07957/07: Valido l'accertamento sul conto bancario del figlio - La disponibilità ad operarvi estende la presunzione di appartenenza delle relative somme al contribuente.

Sentenza n. 07953/07: Circoli culturali, l’esenzione non entra in ballo - I giudici delimitano le attività riconducibili alle finalità istituzionali dell’ente.

Sentenza n. 07388/07: Per l’autotutela si litiga dal giudice tributario - In materia di corretto esercizio del potere discrezionale, la competenza sulle controversie appartiene alle commissioni tributarie.

Sentenza n. 07177/07: Sospensione dei termini decadenziali ad ampio respiro - La norma - articolo 57, legge numero 413 del 1991 - ha portata generale, estendendo i suoi effetti anche ai rapporti sorti dopo la scadenza prevista per accedere alla procedura di condono.

Sentenza n. 07161/07: Procedure concorsuali: quando la società cambia casa - Valida la notifica di un atto tributario presso il domicilio del liquidatore.

Sentenza n. 06746/07: Le mani del curatore buone come le proprie - L’atto consegnato direttamente all’organo fallimentare rende la notifica sempre valida.

Sentenza n. 06488/07: Debiti tributari al riparo dal beneficio d’inventario - Il giudice di legittimità capovolge le conclusioni cui erano giunte le Commissioni tributarie.

Sentenza n. 06251/07: Quanto attribuito al dipendente al netto delle sole ritenute fiscali rappresenta un unicum da assoggettare interamente a imposizione.

Sentenza n. 06211/07: Il concordato preventivo non influenza la legittimazione processuale - A differenza di quanto avviene nel fallimento, si mantiene la disponibilità dei beni.

Sentenza n. 06192/07: Il diritto di godimento riconosciuto alla moglie assegnataria dell’immobile non consente di identificarla come soggetto tenuto al pagamento dei tributi.

Sentenza n. 05975/07: Gli enti esponenziali non possono intervenire quando agiscono per la tutela di interessi di una indefinita categoria di contribuenti.

Sentenza n. 05969/07: Successione: debito incerto, deducibilità negata - Non abbattono la base imponibile le fideiussioni omnibus in favore di una società non ancora fallita.

Sentenza n. 05946/07: La prevista tassazione in caso d’uso di un atto stesso non è una discriminante.

Sentenza n. 05717/07: Trattandosi di situazioni fraudolente o abusive, il cessionario che utilizza la fattura non può recuperare l’imposta sul valore aggiunto, anche se l’imposta è stata assolta dall’emittente.

Sentenza n. 05716/07: La cessione di marchio non sfugge al Registro - Non può trovare applicazione la normativa C.E.E. che esenta dall’imposta le operazioni che hanno per oggetto l’intero patrimonio aziendale o rami di attività.

Sentenza n. 05714/07: Niente favor rei per il rappresentante del soggetto passivo - Sopravvive la sua responsabilità solidale per le violazioni commesse anteriormente alla riforma del sistema sanzionatorio.

Ordinanza n. 05503/07: Iva di gruppo: un’interpretazione che viene dall’alto - Sottoposte alla Corte di giustizia questioni relative al rapporto fra normativa nazionale e VI direttiva CEE.

Sentenza n. 05023/07: Nuovi motivi improponibili in appello - L’integrazione è consentita soltanto se resa necessaria dal deposito, a opera delle altre parti, di documenti fino ad allora non conosciuti.

Sentenza n. 05006/07: Premi di fine anno: l’I.V.A. non si detrae - Le cessioni elargite ai clienti non sono assimilabili ad abbuoni o sconti, previsti contrattualmente.

Sentenza n. 05001/07: Cognizione delle Commissioni tributarie ad ampio raggio - Ai giudici compete anche l’accertamento della qualità di legale rappresentante di una società.

Sentenza n. 04925/07: La giusta ricompensa per il messo buon segugio - Sotto la lente dei giudici i presupposti per la notifica effettuata con affissione dell'avviso di deposito nell'albo del Comune.

Sentenza n. 04839/07: Un contributo all’indipendenza dell’I.R.A.P. Ancorché esclusi dalla tassazione ai fini delle imposte sui redditi, gli aiuti erogati alle aziende pubbliche di trasporto sono da includere nella base imponibile del prelievo regionale.

Sentenza n. 04346/07: Le indennità di trasferta non sfuggono all’I.R.PE.F - Confermata la natura retributiva dell'emolumento, ai sensi e nei limiti dell'articolo 51 del T.U.I.R.

Sentenza n. 04293/07: T.O.S.A.P. per il passo carrabile. In ogni caso - La tassa è dovuta anche quando non sia stato modificato il piano stradale con interventi visibili.

Sentenza n. 04252/07: Il Comune non può sindacare l’operato del Fisco - Non si configura un mandato ex lege per gli uffici finanziari che gestiscono il contenzioso di tributi il cui gettito va all’ente locale.

Sentenza n. 04047/07: Liquidazione del Registro: legittima la notifica al notaio - La mancata impugnazione dell'atto impositivo definisce il rapporto tributario anche con il contribuente.

Sentenza n. 03682/07: Niente rimborso I.R.A.P. con il condono tombale - I giudici, nel solco di precedenti pronunce di legittimità, negano la possibilità di cumulare i due benefici.

Sentenza n. 03680/07: L’autonoma organizzazione lega il professionista all’I.R.A.P - Solo l’assenza del requisito, che il giudice deve accertare, esclude l’applicazione del tributo.

Sentenza n. 03678/07: In materia di I.R.A.P. è onere del contribuente che chiede il rimborso del tributo dimostrare l’assenza del requisito.

Sentenza n. 03242/07: Vizi della cartella e dell’avviso di mora: responsabile il concessionario - Inammissibile il ricorso proposto esclusivamente nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

Sentenza n. 03222/07: Valido l’induttivo basato su block - notes, schede e agende - calendario - Ennesima pronuncia che legittima l’accertamento basato sul rinvenimento di una contabilità informale.

Sentenza n. 03008/07: Ricorso in sede di legittimità è improcedibile senza il deposito della copia autenticata della pronuncia impugnata.

Sentenza n. 03007/07: Appello dell’ufficio: l’autorizzazione non va motivata - Logica ed esame testuale della norma fanno propendere per tale conclusione.

Sentenza n. 02656/07: L’accertamento sintetico vince ancora - Ennesima pronuncia a sostegno della sua legittimità, a dispetto delle solite censure.

Sentenza n. 02438/07: Passo indietro sul giudicato esterno - Per il giudice di legittimità, l'istituto è inapplicabile nei procedimenti aventi a oggetto imposte diverse.

Sentenza n. 02283/07: Via libera all’avviso di mora per l’ex socio accomandatario - La sua responsabilità solidale e illimitata riguarda tutte le obbligazioni insorte prima del recesso. Inviolato il diritto di difesa: può impugnare l’atto ricevuto e contestare ogni pretesa dell’ufficio.

Sentenza n. 01950/07: Cartiere produttrici di fatture. E di guai per l’acquirente - Il diritto del cessionario alla detrazione I.V.A. non regge solamente sulla prova del pagamento della merce e dell’imposta.

Sentenza n. 01942/07: Legittima la rettifica che trova fondamento su dati e notizie richiesti agli "alunni" di un istituto di preparazione agli esami universitari.

Sentenza n. 01918/07: La nuova norma non salva il rimborso decaduto - La disposizione che amplia il termine stabilito per la domanda è entrata in vigore quando quello originario era già spirato.

Sentenza n. 01916/07: L’intermediario pubblicitario paga l’imposta comunale sulla pubblicità - La norma identifica come soggetto passivo del tributo comunale il titolare del potere di disporre a qualsiasi titolo delle strutture su cui affiggere i messaggi.

Sentenza n. 01910/07: Fondo di indennità suppletiva di clientela. Accantonamenti indeducibili - Il costo è meramente eventuale sia nell’an che nel quantum con la conseguente sua irrilevanza fiscale.

Sentenza n. 01709/07: Il contribuente deve fornire tutti gli elementi che consentano all’Amministrazione finanziaria di verificare il valore normale del servizio prestato dalla controllante estera alla controllata italiana.

Sentenza n. 01616/07: Aliquote I.C.I. la delibera comunale non è competenza delle Commissioni tributarie - La lite che ha per oggetto un atto amministrativo generale esula dalla giurisdizione del giudice tributario nonostante l’atto si ponga quale presupposto dell’accertamento e determinazione in concreto dell’imposta.

Sentenza n. 01574/07: Copie dell’appello insufficienti: la nullità è sanabile - Confermato l’orientamento giurisprudenziale nell’ipotesi di notifica all’unico procuratore di più parti.

Sentenza n. 01294/07: L’auto d’epoca entra nel redditometro - Il mantenimento di un bene di particolare pregio è chiaro indice di capacità contributiva.

Sentenza n. 01251/07: Fatture per operazioni inesistenti: l’I.V.A. resta dovuta - Il presupposto impositivo è costituito dal contenuto del documento, per il solo fatto della sua emissione.

Sentenza n. 01064/07: Condono tombale stoppato dall'accertamento parziale - Nel caso, il contribuente può avvalersi della dichiarazione integrativa semplice ai sensi dell'articolo 36 della legge n. 413 del 1991.

Sentenza n. 01050/07: Litisconsorzio necessario, garante della parità di trattamento - Pronunce separate e discordanti, relative a fattispecie comuni a tutti i soggetti non permettono di ottemperare ai principi fondamentali di uguaglianza e capacità contributiva.

Ordinanza n. 00875/07: Ancora tanto si muove intorno al fermo amministrativo - Per le sezioni unite, a decidere sulle controversie relative alle ganasce fiscali è il giudice ordinario (ordinanza n. 875 del 17 gennaio 2007).

Sentenza n. 00716/07: Nel giudizio di legittimità, il ricorso non può essere notificato presso la segreteria della Commissione tributaria regionale.

Sentenza n. 00715/07: Precisati i requisiti per l’emissione del documento rettificativo.

Sentenza n. 00703/07: Modificato l'orientamento secondo cui il contribuente può utilizzare in sua difesa ichiarazioni a lui rese da terzi fuori del giudizio o dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà.

Sentenza n. 00675/07: Affitto di azienda: gli ammortamenti non spettano al proprietario - Unica eccezione alla regola, l'ipotesi in cui in base a un espresso accordo contrattuale l'utilizzatore non sia tenuto all'obbligo di conservazione dell'efficienza dei beni.

Sentenza n. 00672/07: Impugnazione, primo passo verso il rimborso - Nessun diritto per il contribuente che abbia pagato l’imposta (di cui chiede, poi, la restituzione) in base a un’iscrizione a ruolo divenuta definitiva per mancato ricorso nel termine di 60 giorni.

Sentenza n. 00671/07: Decreto legge numero 83 del 1991: definibili solo le sanzioni - La normativa di favore non si estende anche all’omesso versamento delle imposte.

Ordinanza n. 00663/07: Revocazione: tutti in attesa delle sezioni unite - La fattispecie è quella del contrasto con precedente giudicato: la questione è se trovi applicazione ai giudizi di legittimità.

Sentenza n. 00543/07: Costi portati in deduzione. Per il Fisco la prova rimane lettera morta - Una corrispondenza commerciale non basta a dimostrare l’esistenza e l’inerenza dell’onere.

 

Sentenza n. 27067/06: Ricorso in busta chiusa: vale la data di ricezione dell’ufficio - Solo nel caso di invio di piego raccomandato fa fede il timbro postale di spedizione.

Sentenza n. 27063/06: Accertamenti bancari. Contestare il conto serve a poco - Rimane sempre a carico del contribuente l'onere di provare la non pertinenza all'attività d'impresa delle operazioni di versamento e prelevamento.

Sentenza n. 26906/06: Ogni processo fa storia a sé - Errori, nullità, illegittimità o irregolarità in esso verificatesi non sono deducibili in altri procedimenti.

Sentenza n. 25688/06: Utili extrabilancio, imputazione immediata ai soci - I redditi occulti accertati a carico di una S.r.l. a ristretta base societaria si considerano distribuiti nell'esercizio in cui sono stati realizzati.

Sentenza n. 25606/06: Insolvente non vuol dire non sanzionabile - La fattispecie è quella dell’omesso versamento dei tributi dovuti dall’imprenditore poi dichiarato fallito.

Sentenza n. 25056/06: L'opzione esclude l'emendabilità della dichiarazione - Nessuna ritrattabilità se l'errore riguarda la manifestazione di volontà che è implicita nella scelta offerta dal legislatore al contribuente.

Sentenza n. 24196/06: Giudizio di ottemperanza: la nomina del commissario ad acta non ha natura di ordinanza - L'atto non è modificabile dalla Commissione tributaria che lo ha emesso; contro lo stesso, è proponibile ricorso in sede di legittimità.

Sentenza n. 23661/06: Quando la stima U.T.E. non è fuorilegge - Nessun problema se l'acquisizione da parte del giudice serve a dirimere la lite in presenza di valutazioni contrastanti presentate dalle parti.

Sentenza n. 17730/06: Nella fase di costruzione del fabbricato in cui esiste il diritto di superficie, soggetto passivo d'imposta è il proprietario del suolo che può, comunque, esercitare rivalsa nei confronti del superficiario; nel momento in cui si è costituita la proprietà superficiaria (il fabbricato è stato ultimato), soggetto passivo d'imposta diventa il proprietario del fabbricato che insiste sul suolo. Il tutto, pur facendo riferimento alla normativa antecedente al 1998, allorquando è stato codificato tale obbligo.

Sentenza n. 15891/06: Se non si versi in ipotesi di opposizione agli atti esecutivi, ex articolo 615 del codice di procedura civile, da svolgersi nelle forme del rito ordinario, la tutela giurisdizionale del contribuente, comprensiva di ogni questione afferente l'esistenza e la consistenza dell'obbligazione tributaria, è affidata in via esclusiva alla giurisdizione delle Commissioni tributarie. E' perciò incompetente il giudice di pace, quando a essere contestata è la debenza dell'imposta.

Sentenza n. 15890/06: Se non si versi in ipotesi di opposizione agli atti esecutivi, ex articolo 615 del codice di procedura civile, da svolgersi nelle forme del rito ordinario, la tutela giurisdizionale del contribuente, comprensiva di ogni questione afferente l'esistenza e la consistenza dell'obbligazione tributaria, è affidata in via esclusiva alla giurisdizione delle Commissioni tributarie. E' perciò incompetente il giudice di pace, quando a essere contestata è la debenza dell'imposta.

Sentenza n. 15851/06: La pronuncia passata in giudicato, che rigetti le domande del contribuente, copre il dedotto e il deducibile e, quindi, non è consentito proporre un secondo ricorso in cui vengano esposti motivi di impugnazione non contenuti nel primo. Va, dunque, cassata la sentenza che accoglie le doglianze di un contribuente che, dopo il rigetto di un ricorso in cui si deducevano vizi della notifica, ne aveva proposto un secondo, incentrato sull'illegittimità sostanziale dell'avviso di accertamento.

Sentenza n. 15849/06: L’articolo 156 del Codice di procedura civile, nella parte in cui dispone che non può essere pronunciata la nullità di un atto se lo stesso ha raggiunto lo scopo cui era destinato, opera anche con riguardo ai vizi delle notifiche di quelli tributari sostanziali. Tale regola trova, però, un limite con riferimento ai casi in cui il vizio della notificazione si riferisca ad atti che costituiscono il presupposto di quello impugnato, per i quali la sanatoria non opera, non essendosene verificate le relative condizioni.

Sentenza n. 15847/06: Il ricorso contro il diniego di definizione di una lite pendente innanzi alla Cassazione è inammissibile se spedito alla controparte attraverso il servizio postale. Per tali controversie, la consegna diretta o la spedizione a mezzo posta costituiscono una caratteristica propria del solo processo davanti alle Commissioni tributarie. In sede di giudizio di legittimità, invece, la notifica degli atti è sempre soggetta alle norme proprie del ricorso proposto innanzi alla Suprema corte.

Sentenza n. 15833/06: Deve ritenersi viziata - con conseguente cassazione del relativo capo e rinvio ad altro giudice del medesimo grado - la pronuncia giurisdizionale che venga motivata facendo rinvio ad altre precedenti sentenze, senza tuttavia riportarne, quantomeno in modo conciso, le relative argomentazioni. Ciò in quanto, ai sensi dell’articolo 36 del decreto sul contenzioso tributario, la sentenza deve contenere, tra l’altro, la succinta esposizione dei motivi in fatto e in diritto sui quali è fondata.

Sentenza n. 15825/06: Il processo tributario non è annoverabile tra quelli di impugnazione - annullamento, ma tra i processi di impugnazione - merito. Perciò, il giudice che ritenga invalido l’avviso di accertamento per motivi non formali ma di natura sostanziale, non deve limitarsi ad annullare l’atto impositivo, ma è tenuto a esaminare, scendendo nel merito, la pretesa tributaria e, attraverso una motivazione sostitutiva, deve rivalutarla entro i limiti posti dalle istanze di parte.

Sentenza n. 15812/06: Ricade sul contribuente l'onere di dimostrare che l'impresa edile abbia un collegamento organizzativo e funzionale con una delle aree territoriali contemplate nella legislazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e che, quindi, abbia diritto alle relative agevolazioni. Va perciò cassata la sentenza che abbia riconosciuto il beneficio perché l'Amministrazione non aveva fornito indicazioni, pur avendo avuto a disposizione ben dieci anni per provvedere all'istruttoria invocata.

Sentenza n. 15809/06: L'accertamento induttivo non avviene attraverso un calcolo rigoroso di cifre (che sarebbero del tutto ipotetiche e arbitrarie), ma si fonda su considerazioni presuntive e di buon senso. Dunque è correttamente motivato, senza che occorrano specifiche operazioni di computo matematico, l'avviso emesso nei confronti di esercenti attività di prestito con interessi usurari, sulla base delle dichiarazioni di 50 persone che abbiano specificato l'ammontare dei capitali ricevuti in prestito e degli interessi versati.

Sentenza n. 15564/06: La mancata disposizione dell'area da parte della concessionaria, se non per l'utilizzo cui il Comune l'ha destinata e per i periodi dall'ente decisi, senza poter apportare variazioni alle tariffe, comporta la mancanza di qualsivoglia attività gestoria di natura imprenditoriale da parte della cooperativa. Di conseguenza, essendo oggetto della convenzione non la concessione di suolo pubblico per attività privata d'impresa, ma la gestione di servizio di parcheggio pubblico, manca il presupposto impositivo T.O.S.A.P.

Sentenza n. 15166/06: La scritta acconto forniture apposta sulla matrice di un assegno di rilevante importo (150 milioni nel 1990) costituisce un fatto certo e noto da cui è legittimo dedurre (presunzione di primo grado), con accertamento analitico - sistematico, l'esistenza di un rilevante giro d'affari. In conformità a quanto previsto dall'articolo 2729 del codice civile, concretizzandosi la presunzione di successiva cessione degli stessi beni, è valido l'accertamento che ne contesti l'omessa fatturazione.

Sentenza n. 15131/06: La sanzione di cui all'articolo 44, comma primo, D.P.R. n. 633 del 1972, è automaticamente collegata all'omesso versamento dell'I.V.A. nei termini prescritti e non esige alcuna prova dell'esistenza di un danno subito dall'Erario. Come già espresso con altre pronunce (Cfr. Cassazione, sentenze 2352/2002, 3658/1998, 10619/1994, 8930/1994, 5246/1993), infatti, le soprattasse, stabilite in relazione a vari tipi di imposte, sono vere e proprie sanzioni tributarie e non addebiti a titolo risarcitorio.

Sentenza n. 14953/06: L'efficacia vincolante del giudicato penale non opera nel processo tributario, poiché in questo, da un lato, vigono limitazioni della prova e, dall'altro, possono valere anche presunzioni inidonee a supportare una pronuncia penale di condanna. Pertanto, anche se il fornitore è assolto dall'accusa di emissione di fatture false, spetta al contribuente l'onere di provare la legittimità e la correttezza della detrazione ai fini I.V.A, mediante l'esibizione dei relativi documenti contabili .

Sentenza n. 14951/06: L'utilizzazione retroattiva dei coefficienti presuntivi di reddito è legittima e incombe sul contribuente l'onere di prospettare in giudizio elementi di prova contrari a quelli desunti dall'accertamento effettuato con lo strumento del redditometro. Questi i principi statuiti dalla sentenza in questione, con la quale è stato ritenuto legittimo un avviso di accertamento basato sulla determinazione sintetica del reddito imponibile, operata sulla scorta dei coefficienti presuntivi di reddito di cui ai D.M. 10 settembre 1992 e 10 novembre 1992.

Sentenza n. 14945/06: L'atto di accertamento concordato deve essere redatto per iscritto e deve essere sottoscritto, oltre che dal contribuente, anche dal capo dell'ufficio o da un suo delegato. Quanto precede è contenuto nella recente sentenza della Cassazione in questione, da cui emerge che la forma scritta dell'accertamento con adesione è richiesta sia perché ciò è previsto dai principi generali in materia di contratti della Pubblica amministrazione sia perché esso costituisce il titolo impositivo su cui si basa l'eventuale procedimento di esecuzione.

Sentenza n. 14921/06: La decadenza dalle agevolazioni tributarie sulla piccola proprietà contadina (Articolo 7, legge n. 604 del 1954), determinata dalla rivendita dell'immobile prima della scadenza del decennio, può essere dichiarata dall'Amministrazione finanziaria senza preventiva acquisizione del parere dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura, parere necessario solo in ordine alle questioni tecniche sulla sussistenza delle condizioni di cui al citato articolo 7, e non per quanto attiene alle questioni giuridiche.

Sentenza n. 14863/06: I contributi spettanti ai Consorzi di bonifica per le spese di esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere di bonifica e di miglioramento fondiario, rientrano nella categoria generale dei tributi, con la conseguenza che la domanda di restituzione delle somme versate a tale titolo, proposta dopo l'1 gennaio 2002, è devoluta alla giurisdizione delle Commissioni tributarie, in applicazione dell'articolo 2 del decreto legislativo numero 546 del 1992, come modificato dall'articolo 12 della legge numero 448 del 2001.

Ordinanza n. 14701/06: Il contenzioso sul fermo amministrativo dei beni mobili registrati rientra nella giurisdizione non del giudice amministrativo né del giudice tributario, ma in quella del giudice ordinario, poiché il provvedimento si inserisce nella riscossione coattiva dei crediti ed è successivo alla notifica della cartella di pagamento. L'importanza della decisione è nella netta presa di posizione del Supremo organo giurisdizionale nei confronti dell'ordinanza di rimessione alla Consulta emessa dal Consiglio di Stato.

Sentenza n. 14689/06: L'onere che incombe sulla parte e sui difensori di provvedere alla comunicazione delle variazioni dell'indirizzo del luogo in cui le stesse desiderano ricevere comunicazioni e notificazioni degli atti del processo tributario deve essere assolto specificando in modo puntuale le controversie su cui incide. L'effettuazione di una comunicazione generica comporta che le comunicazioni e notificazioni possano legittimamente eseguirsi presso l'indirizzo precedentemente dichiarato.

Sentenza n. 14677/06: L'Amministrazione, nel calcolare l'imposta in base alla volontà espressa del contribuente di volersi avvalere della definizione automatica, di cui all’articolo 12 del D.L. n. 70/88, non pone in essere alcuna attività discrezionale, ma un'attività meramente liquidatoria, non suscettibile di definizione e non inquadrabile neppure nella categoria residuale, prevista con l'ampia formula descrittiva di ogni altro atto di imposizione, di cui all'articolo 16, comma 3, della legge n. 289/2002.

Sentenza n. 14676/06: La restituzione di attività ai soci per effetto della riduzione del capitale sociale esuberante, ovvero del rimborso del sovrapprezzo azionario, non costituisce trasferimento di ricchezza e non è pertanto qualificabile come assegnazione, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 4, lettera d), della parte I della tariffa allegata al D.P.R. 131/1986. La relativa delibera del capitale sociale non è, perciò, assoggettabile all'imposta proporzionale di registro dell'1 per cento, bensì a imposta in misura fissa.

Sentenza n. 14063/06: A causa dell’effetto devolutivo dell’appello anche nel processo tributario, i poteri dei giudici del gravame devono essere determinati con esclusivo riferimento all’iniziativa delle parti, da ciò seguendo che, in assenza di impugnazione incidentale della parte parzialmente vittoriosa, la decisione non può essere più sfavorevole all'appellante e più favorevole all'appellato di quanto non sia stata la sentenza impugnata, non potendo, pertanto, dare luogo alla reformatio in peius in danno dell'appellante.

Sentenza n. 14056/06: In caso di accesso disposto dal direttore dell'ufficio, occorre l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica per procedere a perquisizioni personali e all'apertura coattiva di casseforti, mobili, eccetera; invece, in caso di perquisizione domiciliare autorizzata dall'Autorità giudiziaria, non serve un'ulteriore autorizzazione per procedere alle attività strumentali per acquisire prove, quali l'apertura di borse o di un cassetto contenente documentazione poi posta a fondamento della pretesa tributaria.

Sentenza n. 14055/06: L'autorizzazione di cui all'articolo 63, D.P.R. 633/72 è posta a esclusiva tutela del segreto istruttorio. E' perciò irrilevante la questione relativa alla mancata produzione della stessa ovvero alla sua tardività. Inoltre, il provvedimento autorizzativo alla perquisizione nei confronti di un soggetto, allo scopo di acquisire la documentazione fiscale relativa allo stesso, consente di acquisire, in tale domicilio, anche atti relativi ad altro soggetto, pur non menzionato nel provvedimento autorizzatorio.

Sentenza n. 14033/06: In mancanza di un'apposita certificazione che dimostri l'avvenuto versamento della ritenuta d'acconto, da parte del sostituto d'imposta all'Erario, l'ufficio mantiene l'azione diretta nei confronti del contribuente sostituito e potrà, di conseguenza, legittimamente esercitare i normali poteri di controllo e di accertamento sulla dichiarazione dei redditi presentata dal sostituito, recuperando a tassazione le ritenute indebitamente detratte dall'imposta dal medesimo contribuente.

Sentenza n. 14027/06: Per il principio di autosufficienza del ricorso per Cassazione, il ricorrente che in sede di legittimità denunci il difetto di motivazione della sentenza di merito che ha sancito il rigetto della sua domanda, ha l’onere, a pena di inammissibilità del ricorso stesso, di indicare in maniera specifica tutte le ragioni che in fatto e in diritto supportavano la pretesa formulata in sede di merito, per permettere la valutazione della fondatezza di tali ragioni senza rendere necessario l’accesso a fonti estranee.

Sentenza n. 13916/06: La Cassazione ha indicato puntuali principi per valutare la rilevanza del giudicato nel processo tributario, statuendo, tra l’altro, che le differenti liti fiscali per poter beneficiare di destini incrociati, devono avere fondamentali in comune, come qualificazioni giuridiche, categoria e rendita catastale, spettanza di un’esenzione o agevolazione pluriennale ovvero stesse voci di raccordo tra più anni che consentono di trattare come un unicum processuale anche giudizi relativi allo stesso tributo per altri periodi di imposta.

Sentenza n. 13334/06: L'applicazione dell'I.C.I. deve avvenire in base alla specifica normativa che regola tale imposta. Per quanto riguarda le relative esenzioni, quindi, nulla può desumersi dalla normativa concernente l'imposizione diretta, e segnatamente dal T.U.I.R, ma occorre far riferimento all'articolo 7 del decreto legislativo numero 504 del 1992, e all'articolo 9 del decreto legge numero 557 del 1993, in cui alcuna distinzione, ai fini dell'esenzione, si può rinvenire riguardo il profilo soggettivo dell'imprenditore agricolo.

Sentenza n. 13333/06: Il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali conferisce in generale al sindaco, e non ad altri soggetti, la rappresentanza in giudizio del Comune. Nelle controversie davanti alle Commissioni tributarie, compete, perciò, allo stesso primo cittadino il potere di conferire la procura alle liti al difensore dell'ente locale ed, eventualmente, di revocarla, in assenza di una norma dello statuto comunale che attribuisca espressamente alla Giunta municipale la scelta nominativa del legale.

Sentenza n. 13320/06: La sussistenza di una disciplina speciale per il procedimento tributario preclude la validità dei principi di diritto affermati con riguardo al processo civile. In tal modo, deve ritenersi che il trasferimento non comunicato del domicilio eletto sia parificabile all’originario difetto delle indicazioni relative previste, in via residuale, dall’ultimo comma dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 546/92, in forza del quale la comunicazione dell’avviso di fissazione d’udienza doveva effettuarsi presso la segreteria della Commissione.

Sentenza n. 13082/06: In tema di sospensione, ai rapporti interni tra processi tributari non trova applicazione l'articolo 39 del decreto legislativo n. 546 del 1992 - per cui il giudizio si sospende solo quando è presentata querela di falso o è decisa una questione in via pregiudiziale - che regola i rapporti esterni con la giurisdizione civile, ma la disciplina di cui all'articolo 295 del codice di procedura civile, in virtù del rinvio alle norme del codice di procedura civile di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo citato.

Sentenza n. 13065/06: Il giudice, per escludere l'applicazione delle sanzioni in materia doganale (in cui rientra l'I.V.A. all'importazione), in considerazione della buona fede dell'operatore, deve verificare se il comportamento dello stesso sia stato, o meno, determinato da legittimo affidamento causato da errore delle autorità competenti e se il debitore, che aveva osservato tutte le disposizioni previste dalla regolamentazione vigente per la sua dichiarazione in dogana, poteva scoprire l'errore commesso dalle autorità.

Sentenza n. 12789/06: Il processo verbale di constatazione è condonabile, ex articolo 2 quinquies del D.L. 564 del 1994. Tuttavia, non è consentito applicare alla fattispecie in esame la previsione di cui all'articolo 60 del D.P.R. 633 del 1972, aggiungendo, quindi, anche le somme a titolo di interessi e soprattasse, essendo tale previsione riferibile esclusivamente a situazioni nelle quali il contribuente ha impugnato dinanzi al giudice tributario (o comunque avrebbe potuto impugnare) l'atto impositivo notificatogli.

Sentenza n. 12762/06: La possibilità per gli uffici di iscrivere direttamente a ruolo la maggiore imposta dovuta (emersa in sede di controllo formale della dichiarazione I.V.A), ai sensi dell'articolo 60 del D.P.R. 633/72, trova la propria ragion d'essere nello stretto controllo cartolare della dichiarazione e nella correzione di errori materiali o di calcolo, mentre la stessa non può spingersi al punto di presupporre la risoluzione di complesse questioni giuridiche o l'esame di atti diversi dalla dichiarazione stessa.

Sentenza n. 12708/06: Se il contribuente mostra di avere avuto piena conoscenza del contenuto dell’atto e ha potuto adeguatamente esercitare il proprio diritto di difesa, lo stesso non potrà, in via di principio, dedurre i vizi relativi alla notificazione a sostegno di una domanda di annullamento. La proposizione di un’istanza di accertamento con adesione, proprio perché testimonia la piena conoscenza del contribuente del contenuto dell’atto, preclude una eventuale eccezione di nullità del procedimento di notifica.

Sentenza n. 12329/06: In tema di determinazione del reddito d'impresa, ai sensi degli articoli 53, comma 2, e 62, comma 1, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (nel testo all'epoca dei fatti vigente), i beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività d'impresa vanno compresi tra i ricavi se destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore, anche nell'ipotesi in cui, a essere utilizzati a tale scopo, siano le giacenze residuate alla cessazione dell'attività imprenditoriale.

Sentenza n. 11821/06: Se nella casa di abitazione del notificando viene reperita una "persona di famiglia", la notifica è ben eseguita con la consegna dell'atto di accertamento a tale persona e non occorre l'ulteriore invio di una lettera raccomandata. Questa modalità (articolo 139 del codice di procedura civile) non richiede l'ulteriore requisito della convivenza del familiare, atteso che la presunzione della successiva consegna dell'atto si fonda proprio sul vincolo parentale, senza che assuma rilievo autonomo la diversa residenza anagrafica.

Sentenza n. 11819/06: Il vantaggio economico da lottizzazione si realizza nel momento in cui il privato vende il terreno a un prezzo maggiorato, per la possibilità di realizzarvi opere edilizie e non nel successivo momento in cui l'acquirente realizza le opere stesse. Perciò, ai fini I.RE.P.F, il terreno deve intendersi giuridicamente lottizzato nel momento in cui l'autorità competente ha provveduto a emettere la necessaria autorizzazione, non essendo neppure indispensabile la stipula di una convenzione.

Sentenza n. 11815/06: In tema d'I.V.A, ove manchino l'esistenza o la consegna del bene, l'operazione di leasing non assolve alla sua funzione fondamentale e l'esborso del concedente si risolve in una sorta di finanziamento per il soggetto che appare come venditore del bene, ma che in realtà non ne ha mai avuto o non ne ha mai perso la disponibilità. Quando ciò avviene, l'operazione di leasing non può considerarsi realizzata e il concedente non può portare in detrazione l'I.V.A. addebitata a titolo di rivalsa.

Sentenza n. 11650/06: Compete al giudice ordinario decidere in merito all’azione, svolta dal lavoratore nei confronti del datore di lavoro, non diretta a censurare la legittimità della ritenuta d’imposta, ma a richiedere il risarcimento per il danno che, derivando dalla ritardata corresponsione, nel 1998, di una parte delle retribuzioni dovutegli per l’anno 1997, si è concretizzato in una maggiore imposta, in ragione del realizzato cumulo delle retribuzioni, con conseguente collocazione del reddito imponibile nello scaglione superiore.

Sentenza n. 11137/06: La proroga dei termini scadenti nel periodo di mancato o irregolare funzionamento, siccome relativa anche a quelli afferenti ad adempimento di obbligazioni e di formalità, esplica i suoi effetti sia a favore dell'ufficio che del contribuente, per cui durante lo stesso, e sino alla sua scadenza, non si verificano decadenze e/o prescrizioni, né ritardi per nessuna di tali parti. Per costante giurisprudenza, poi, tale proroga riguarda tutti i termini, sia sostanziali che processuali.

Sentenza n. 11081/06: Se il contribuente indica nella dichiarazione dei redditi, quale domicilio fiscale, l'ubicazione del vecchio esercizio commerciale, poi chiuso, e non elegge domicilio presso una persona o un ufficio nello stesso comune, l'Amministrazione finanziaria deve individuare il domicilio fiscale del contribuente nel luogo della sua residenza anagrafica. E' perciò valida la notifica dell'accertamento mediante consegna della copia nelle mani della madre convivente, rinvenuta nel luogo di residenza del contribuente.

Sentenza n. 11073/06: La locazione di un fabbricato da parte di società che istituzionalmente si occupa di costruire fabbricati e di rivenderli è atto che, ai fini dell'applicazione del cosiddetto pro - rata di indeducibilità, forma oggetto dell'attività propria dell'impresa, in essa ricadendo, non solo gli atti che tipicamente esprimano raggiungimento del fine produttivo dell'impresa individuale o collettiva, ma anche gli ulteriori atti che configurino strumento normale per il conseguimento di quel fine.

Sentenza n. 11068/06: Nell’inerzia degli organi fallimentari, ravvisabile nell’omesso esercizio da parte del curatore del diritto alla tutela giurisdizionale nei confronti dell’atto di diniego del condono, l’amministratore ex tempore della società fallita è eccezionalmente abilitato a esercitare egli stesso tale tutela, alla luce dell’interpretazione sistematica del combinato disposto degli articoli 43, legge fallimentare, e 16, legge 289/2002, conforme ai principi, costituzionalmente garantiti, del diritto alla tutela giurisdizionale e alla difesa.

Sentenza n. 11057/06: Il limite posto dal legislatore, a tutela del contribuente, alla reiterazione di accertamenti fiscali per un medesimo periodo d'imposta, con la necessità che la nuova rettifica di un reddito non dichiarato, o parzialmente dichiarato da un soggetto, debba fondarsi sulla conoscenza di fatti e circostanze che si ignoravano al momento dell'emanazione del precedente avviso di accertamento, è stato al centro di tre distinte pronunzie della Corte.

Sentenza n. 10769/06: La norma di cui all'articolo 40 del D.P.R. 633/72 (la competenza dell'ufficio si individua in base a quanto previsto dagli articoli 58 e 59 del D.P.R. 600/73) va interpretata nel senso che la competenza per territorio dell'ufficio I.V.A. si radica all'atto della presentazione (o mancata presentazione) della dichiarazione di imposta, e permane sino all'esaurimento dell'obbligazione tributaria, senza che assuma, all'uopo, rilievo il domicilio fiscale del contribuente al momento della eventuale rettifica.

Sentenza n. 10535/06: E' condonabile l'avviso di liquidazione che, particolarmente articolato, nasconde un vero e proprio accertamento. Ciò che rileva è che l'atto impugnato, nonostante la sua denominazione, non esprima una mera rilevazione dei dati ricavabili dall'atto sottoposto a registrazione, con quantificazione del tributo, ma la risoluzione di complesse questioni giuridiche, attività che presenta un'incontestabile valenza impositiva che avrebbe dovuto, quindi, essere espressa con un atto di accertamento.

Sentenza n. 10526/06: Il limite posto dal legislatore, a tutela del contribuente, alla reiterazione di accertamenti fiscali per un medesimo periodo d'imposta, con la necessità che la nuova rettifica di un reddito non dichiarato, o parzialmente dichiarato da un soggetto, debba fondarsi sulla conoscenza di fatti e circostanze che si ignoravano al momento dell'emanazione del precedente avviso di accertamento, è stato al centro di tre distinte pronunzie della Corte.

Sentenza n. 10506/06: Qualora nel giudizio tributario si faccia ricorso alla notifica dell'appello per posta, la mancata produzione dell'avviso di ricevimento comporta non la mera nullità, ma l'inesistenza della stessa e la conseguente inammissibilità del ricorso. Questo perché l'avviso di ricevimento, ex articolo 149 del codice di procedura civile, rappresenta l'unico documento idoneo a dimostrare l'avvenuta consegna del plico al destinatario, circostanza indispensabile perché la notifica si perfezioni.

Sentenza n. 10363/06: La formulazione del comma 1 dell'articolo 49 del T.U.I.R. consente di comprendere, nei redditi di lavoro dipendente, anche quelle remunerazioni che non deducono direttamente dallo svolgimento di un'effettiva prestazione lavorativa, ma sono ricollegabili comunque a una clausola del contratto di lavoro. Tra queste, l'indennità sostitutiva delle ferie non godute, che, erogata necessariamente in dipendenza di un rapporto contrattuale di lavoro e avente, quindi, natura retributiva, va assoggettata a I.R.PE.F.

Sentenza n. 10352/06: E' indetraibile l'I.V.A. relativa a operazioni non inerenti a una attività d'impresa propriamente detta, priva di una valida ragione economica, posta in essere al solo scopo di conseguire un risparmio di imposta, concretizzando quindi una tipica fattispecie di elusione fiscale. Un'operazione economica isolata, compiuta da una società commerciale, non diretta al mercato, da sola non può valere a dare consistenza a un'attività imprenditoriale capace di giustificare l'inerenza dell'operazione passiva all'attività svolta.

Sentenza n. 10003/06: I coniugi che gestiscono in comunione un'azienda, hanno facoltà di presentare dichiarazioni integrative (Legge 413/91) indipendentemente dalla presentazione della stessa da parte del coniuge coinvolto nella gestione. L'atto esplica efficacia nei confronti del solo soggetto dichiarante, con la conseguenza che, ove l'altro coniuge non l'abbia proposto a sua volta e in modo autonomo, l'ufficio finanziario può procedere alla rettifica dei redditi di partecipazione di quest'ultimo.

Sentenza n. 09328/06: Il contribuente non può scomputare dalle somme dovute per la chiusura agevolata di una lite pendente l'intero carico iscritto provvisoriamente a ruolo e definito ai sensi dell'articolo 12, legge n. 289 del 2002. Le due procedure hanno una loro indiscutibile autonomia e una diversa disciplina sostanziale e processuale, sicché non può ipotizzarsi una interferenza tra le stesse. Attesa, quindi, la diversità dei titoli di versamento, non possono ritenersi sussistenti i presupposti dell'operazione scomputo, consentita dal comma 5 dell'articolo 16.

Sentenza n. 09139/06: Le somme corrisposte dal datore di lavoro, in aggiunta alle spettanze di fine rapporto, come incentivo alle dimissioni anticipate del dipendente (cosiddetto incentivo all'esodo) non hanno natura liberale né eccezionale, ma costituiscono reddito imponibile da lavoro dipendente, soggette a tassazione separata, essendo predeterminate al fine di sollecitare e remunerare, mediante una vera e propria controprestazione, il consenso del lavoratore alla risoluzione anticipata del rapporto.

Sentenza n. 09131/06: Nel genus area edificabile rientrano le species delle aree edificabili di diritto e di fatto. Mentre la prima è l'area così qualificata in un piano urbanistico, nella seconda species rientra il terreno che può avere una vocazione edificatoria di fatto, in quanto abbia potenzialità edificatoria, prescindendo da una espressa previsione programmatica urbanistica. Poiché l'edificabilità di fatto è una situazione giuridica oggettiva che influisce sul suo valore, essa è rilevante anche ai fini delle imposte, di registro e IN.V.IM.

Sentenza n. 08868/06: La nullità di un atto non si estende a quelli precedenti, come previsto dal principio processualcivilistico, ma preclude, semmai, la possibilità di proseguire oltre nella serie procedimentale. Pertanto, l'irregolare notifica dell'accertamento impedisce all'ufficio di passare alla successiva fase della formazione dei ruoli, ma non determina la nullità dell'avviso e la stessa Amministrazione può procedere a una nuova notificazione dell'atto al fine di sanare ogni vizio.

Sentenza n. 08597/06: L'articolo 33, comma 3, della legge n. 413 del 1991, prevede espressamente che la dichiarazione di condono della società, di cui all'articolo 5 del D.P.R. n. 597 del 1973, esplica efficacia nei soli confronti del soggetto dichiarante e non anche dei soci, con la conseguenza che l'accertamento dei redditi di partecipazione di questi ultimi può essere effettuato in piena autonomia dall'ufficio e deve ricevere un'autonoma valutazione da parte del giudice investito della relativa questione.

Sentenza n. 08583/06: L'inerenza di un'operazione, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, comporta la necessità che la stessa sia funzionale all'attività imprenditoriale formalizzata nell'oggetto sociale, ma tale deve essere definita anche quella finalizzata alla costituzione delle condizioni necessarie perché l'attività tipica possa concretamente iniziare e, quindi, anche le attività meramente preparatorie che, per definizione, vengono poste in essere in una fase in cui non vi è ancora produzione di ricavi.

Sentenza n. 08581/06: Quando la motivazione dell'avviso di accertamento si presenta semplicemente insufficiente, il giudice di merito deve quantificare il reddito ritenuto congruo sulla base degli elementi accertati, ovvero sulla base degli elementi oggettivi acquisiti e delle presunzioni ritenute condivisibili, non potendosi limitare al mero annullamento dell'atto; l'avviso va annullato in caso di difetto assoluto o totale carenza di motivazione, posto che, solo in tale ipotesi, non consente di identificare i presupposti materiali e giuridici della maggiore pretesa fiscale.

Sentenza n. 08580/06: I crediti nei confronti di un debitore in stato di amministrazione controllata non possono consentire all’impresa di contabilizzare in bilancio un accantonamento per rischi su crediti, poiché l’amministrazione controllata non ha come presupposto lo stato di insolvenza dell’impresa, che rende improbabile il pagamento totale dei debiti, ma è una procedura, a carattere preventivo, che si propone come obiettivo il risanamento dell’impresa che si trova in una situazione di temporanea difficoltà.

Sentenza n. 08577/06: Se il marchio utilizzato non è conosciuto come marchio di quella azienda, l'effetto della sponsorizzazione - pur sé regolamentato - viene meno, poiché non consente di realizzare l'intento per il quale è stata effettuata, cioè pubblicizzare l'azienda per acquisire nuovi clienti. Spetta, in ogni caso, al contribuente che impugna la ripresa a tassazione del reddito la prova dell'esistenza di un fatto modificativo della pretesa dell'ufficio finanziario.

Sentenza n. 08359/06: Gli uffici, attraverso il controllo di cui all’articolo 36 bis del D.P.R. n. 600/73 (oggi 36 ter), possono escludere, senza previo avviso di rettifica, la deduzione dal reddito complessivo degli oneri non tassativamente previsti dalla legge. Ciò è vero quando (...) sia rilevabile ictu oculi, a seguito di controllo formale della dichiarazione e dell'allegata documentazione, che il titolo è diverso da quello richiamato dalla lettera della norma, risultandone documentato uno diverso.

Sentenza n. 08272/06: Un atto di accertamento intestato al contribuente deceduto può essere notificato collettivamente e impersonalmente agli eredi nell’ultimo domicilio del defunto a condizione che gli stessi non abbiano comunicato le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale, ovvero che, comunque, l’ufficio non fosse a conoscenza del decesso. La notifica del ruolo intestato al de cuius è causa di nullità dell’atto in cui non emergono individuate le controparti del rapporto tributario.

Sentenza n. 08253/06: Le garanzie in favore del contribuente in sede istruttoria amministrativa sono oggetto di identica previsione sia se a operare è l'ufficio delle imposte sia se l'istruzione sia svolta, di propria iniziativa o su richiesta dell'ufficio, dalla Guardia di finanza. E', dunque, legittimo l'avviso di accertamento fondato sui risultati delle indagini bancarie effettuate dai militari, senza la necessità di riconvocare il contribuente e ripetere il contraddittorio, allorché questo sia stato già instaurato dalla polizia tributaria.

Sentenza n. 08098/06: Non può invocarsi la simulazione per disconoscere la validità e l’efficacia di un negozio fra le parti, allorché queste non celano l’atto vero sotto le diverse e fittizie apparenze di uno diverso, ma, per pervenire a una particolare finalità, ricorrono alla combinazione di più atti, tutti veri e reali, collegati fra loro, in modo da giungere al fine ultimo propostosi attraverso la combinazione delle varie forme giuridiche utilizzate, tutte corrispondenti al vero e tutte conformi alla dichiarata volontà dei contraenti.

Sentenza n. 07996/06: Il provento realizzato dallo Stato attraverso il lotto è solo eventuale e per nulla ricollegabile in via diretta e immediata alla somma degli incassi derivanti dalle scommesse. Il corrispettivo in danaro per la prestazione fornita in regime di monopolio altro non è che il prezzo della prestazione stessa. Considerata, quindi, tale natura privatistica del rapporto tra l’Amministrazione e il privato, una eventuale azione in giudizio da parte di un giocatore è di competenza del giudice ordinario e non di quello tributario.

Sentenza n. 07314/06: Incombe sulla società ricorrente l'onere di provare la propria estraneità alla redazione di false fatture. A tale scopo non può bastare, in assenza di altri affidabili elementi probatori, la mera presentazione di una querela di falso nei confronti di colui al quale la società intimata afferma di attribuire concretamente la redazione dei documenti. La sua invocata non operatività è proprio conferma della qualità di pura cartiera, costituita al solo scopo di produrre fatture.

Sentenza n. 07299/06: Ai fini della deducibilità dei costi d'affitto sostenuti dall'azienda per appartamenti destinati ad alloggio di dipendenti, è necessario il presupposto sostanziale della loro imputazione a reddito di questi ultimi, con effettuazione contestuale delle dovute ritenute; in difetto, tali costi non potranno essere dedotti, a nulla rilevando la formale indebita detrazione in dichiarazione degli stessi e l'effettuazione, in sanatoria, di adempimenti attinenti alla posizione di sostituto di imposta del dichiarante.

Sentenza n. 07292/06: Secondo quanto disposto dal comma 5 dell'ex articolo 75, D.P.R. n. 917/86, gli interessi passivi sono deducibili dal reddito di impresa, senza che sia necessario stabilire il loro collegamento ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito (principio di inerenza). Questo non comporta, però, una loro generale deducibilità, dovendosi sempre dimostrare un collegamento tra reddito imprenditoriale e componente negativo detraibile.

Sentenza n. 06949/06: Il divieto dello ius novorum porta a escludere che il giudice tributario di appello abbia l'obbligo di esaminare nel merito una domanda o un'eccezione nuova, ovvero i motivi di ricorso che non abbiano formato oggetto del ricorso in Commissione provinciale, ma non preclude la produzione di nuovi documenti a sostegno di domande ed eccezioni proposte nella precedente fase di giudizio. Le Commissioni tributarie regionali non possono rifiutare l'esame dell'eventuale nuova documentazione perché non prodotta in primo grado.

Sentenza n. 06949/06: L'Amministrazione finanziaria può esibire per la prima volta di fronte al giudice del gravame un processo verbale di constatazione, poiché nel processo tributario - contrariamente alla norma processuale civile - l'articolo 58 del decreto legislativo 546 del 1992 fa salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti. Inoltre, il rinvenimento di una contabilità informale costituisce indizio grave, preciso e concordante dell'esistenza di imponibili non riportati in quella ufficiale; per questo, l'ufficio può procedere ad accertamento induttivo.

Sentenza n. 06650/06: Le note spese dei dipendenti, autorizzate, convalidate e liquidate dalla società che le abbia anche inserite nella contabilità aziendale, possono essere prova dell'esistenza del costo, ma non costituiscono di per sé prova dell'inerenza dello stesso all'attività produttiva, ben potendosi ipotizzare un accordo elusivo in cui il datore di lavoro rimborsi al dipendente spese voluttuarie, erogando così compensi fuori busta sottratti alle ritenute fiscali e previdenziali.

Sentenza n. 06370/06: Relativamente alle istanze di condono, ex articolo 16 della legge n. 289 del 2002, la necessaria interpretazione combinata dei commi 2 e 8 dello stesso articolo fa emergere la volontà del legislatore di ritenere sufficiente, per la definizione della lite pendente, l'accettazione da parte dell'ufficio competente della relativa domanda presentata dal contribuente, seguita dal versamento della prima delle rate nelle quali sia, eventualmente, ripartito il pagamento di quanto richiesto dalla norma.

Sentenza n. 06265/06: Non è ravvisabile alcun difetto di giurisdizione qualora il giudice tributario disapplichi un atto amministrativo di carattere generale, che si collochi a monte rispetto a quelli inerenti alla determinazione dell'an o del quantum debeatur del tributo, oggetto della disputa. Nella fattispecie, l'accertamento incidentale della illegittimità delle delibere comunali, non è teso all'annullamento delle stesse, ma è funzionale alla dichiarazione di illegittimità dell'avviso di accertamento.

Sentenza n. 06184/06: Qualora il contribuente tempestivamente disconosca la sottoscrizione di una dichiarazione integrativa prodotta per l’applicazione del condono, la mancata verificazione della firma nelle forme di legge, previa sospensione del giudizio tributario, comporta ipso iure (ai sensi dell’articolo 2702 del codice civile) l’inefficacia probatoria del documento. La pretesa fiscale può essere comunque provata dall’ufficio in base a ulteriori indizi e presunzioni rimesse all’apprezzamento del giudice di merito.

Sentenza n. 05671/06: A seguito della dichiarazione di fallimento, allorquando il curatore non abbia esercitato il diritto alla tutela giurisdizionale nei confronti dell'atto impositivo, il fallito non è privato della qualità di soggetto passivo del rapporto tributario. Per tale ragione, ove riceva la notifica di un avviso di accertamento in pendenza del suo assoggettamento a procedura fallimentare, ha il potere di impugnare l'atto, in ragione della legittimazione straordinaria riconosciutagli dalla giurisprudenza di legittimità.

Sentenza n. 05366/06: La pendenza di una controversia sul reddito di una società di persone soggetta a imposta locale sui redditi, cui abbia partecipato il singolo socio dell'ente, comporta l'obbligo di sospendere, ai sensi dell'articolo 295 del codice di procedura civile, la separata causa eventualmente promossa dal socio stesso per contestare la rettifica del proprio imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, nella parte inerente al computo della quota del reddito sociale, in quanto la decisione della prima controversia produrrebbe, comunque, effetti vincolanti sulla decisione dell'altra.

Sentenza n. 05358/06: In ossequio al principio dell'affidamento, che deve informare la condotta di entrambi i soggetti del rapporto tributario, il contribuente che abbia indicato nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un comune diverso, non può invocare detta difformità, sfruttando a proprio vantaggio anche un suo eventuale errore, al fine di eccepire, sotto il profilo dell'incompetenza per territorio, l'invalidità dell'atto di accertamento compiuto dall'ufficio finanziario del domicilio da lui stesso dichiarato.

Sentenza n. 05337/06: Pur essendovi idoneità in astratto di una cessione pro soluto a costituire valida ragione per la deducibilità di una perdita, il contribuente deve comunque fornire le prove della sussistenza degli elementi certi e precisi che hanno dato luogo alla stessa; infatti, al di fuori delle procedure concorsuali per le quali il contribuente è liberato dall'onere di documentare la certezza della perdita, la norma non prevede altri automatismi che costituiscano, da soli, valida ragione per la deducibilità ai fini fiscali.

Sentenza n. 04954/06: Se l'Amministrazione finanziaria chiede il versamento dell'imposta di registro al notaio rogante, quest'ultimo, per il solo fatto che la pretesa in questione è stata azionata nei suoi confronti, è legittimato a contestare l'atto impositivo in sede giudiziaria, a prescindere dalla qualificazione giuridica del rapporto che intercorre tra pubblico ufficiale e Fisco. Pur essendo solo mero responsabile d'imposta, la sua difesa potrà essere estesa anche alla sussistenza o quantificazione del tributo.

Sentenza n. 04942/06: Il provvedimento di sospensione della riscossione ai sensi dell'articolo 39, comma 1, D.P.R. 602 del 1973 (prima delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 46 del 1999), non produce effetti sulla mora del contribuente, salvo quelli fissati nel successivo comma 6. Tuttavia, se il concessionario della riscossione, in sede di ricorso per cassazione, accetta espressamente che il periodo di sospensione non venga computato ai fini della mora, la pronuncia del giudice di legittimità ne rimane condizionata.

Sentenza n. 04940/06: L’articolo 38, comma 2, del decreto legislativo 546 del 1992, non ripete, in ordine alle modalità di notificazione delle sentenze delle commissioni tributarie, l’integrale formulazione di cui al precedente articolo 16, che consente, in via generale, anche le notifiche a mezzo posta. E’, dunque, legittimata soltanto la notificazione della sentenza eseguita dall’ufficiale giudiziario, con la conseguenza che la stessa, se effettuata a mezzo del servizio postale, non è idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione.

Sentenza n. 04935/06: Né le norme che regolano il rimborso delle imposte versate in eccesso, né le peculiarità del processo tributario ostano all'ammissibilità di pronunce di condanna dell'Amministrazione finanziaria al pagamento degli interessi anatocistici (seppur limitatamente ai casi che rientrano nell'ambito dell'articolo 1283 del codice civile). La richiesta del contribuente deve, però, essere proposta nel ricorso introduttivo, con cui vengono cristallizzati e delimitati il petitum e la causa petendi.

Sentenza n. 04895/06: In seguito ai cambiamenti introdotti dall'articolo 3 bis del D.L. n. 203del 2005, le Sezioni unite della Corte di cassazione, in modifica del precedente orientamento della giurisprudenza di legittimità, hanno sancito, in modo inequivocabile, la competenza del giudice tributario a dirimere le controversie in materia di tariffa di igiene ambientale. Tutto ciò, nonostante resti ancora aperta la questione sulla natura - tributaria o privatistica - della nuova entrata comunale, introdotta con la soppressione della TA.R.S.U.

Sentenza n. 04769/06: Il rinvio per relationem della rettifica dei redditi del socio a quella notificata alla società soddisfa l'obbligo di porre il contribuente in condizione di conoscere le ragioni dalle quali deriva la pretesa fiscale, in quanto, ai sensi dell'articolo 2261 del codice civile, il medesimo ha il potere di consultare la documentazione relativa alla società e, conseguentemente, di prendere visione sia dell'accertamento presupposto sia dei documenti richiamati a suo fondamento, ovvero di rilevarne l'omessa comunicazione.

Sentenza n. 04571/06: Il requisito motivazionale di un avviso di accertamento è soddisfatto anche quando esso enunci soltanto i criteri astratti sulla cui base è stato determinato il maggior valore, senza che se ne possa negare la validità solo perché motivato con riferimenti extratestuali che il contribuente è in grado di conoscere, potendo quindi identificare compiutamente termini e ragioni dell'accertamento e approntare la propria difesa; dal canto suo, l'ufficio non può addurre in giudizio altre e diverse ragioni di accertamento.

Sentenza n. 04239/06: Dopo le sentenze n. 2962 e n. 2800 del 2006, nuovo intervento della Corte di Cassazione sui confini di applicazione della normativa sulla chiusura delle liti fiscali pendenti con l'Amministrazione finanziaria. I giudici di legittimità, con questa pronuncia hanno valutato suscettibile di sanatoria, ai sensi dell'articolo 16 della legge n. 289/2002, la controversia nella quale il contribuente contesti l'atto con cui l'Amministrazione, nel liquidare l'imposta dovuta, affermi che questi è decaduto dal diritto a un'agevolazione.

Sentenza n. 04235/06: L'accertamento tributario inerente a crediti i cui presupposti si siano determinati prima della dichiarazione di fallimento del contribuente o nel periodo d'imposta in cui tale dichiarazione è intervenuta, deve essere notificato non solo al curatore ma anche al contribuente, il quale non è privato della sua qualità di soggetto passivo del rapporto tributario e resta esposto ai riflessi, anche di carattere sanzionatorio, che conseguono alla definitività dell'atto impositivo.

Sentenza n. 04225/06: Se l'Amministrazione provvede al recupero a tassazione delle somme corrispondenti a spese inesistenti, non è tenuta a ridurre proporzionalmente il reddito lordo denunciato dalla società. E' noto, infatti, secondo l'esperienza comune in materia fiscale, che i costi inesistenti sono di solito denunciati per occultare utili effettivi. Altre finalità del comportamento fraudolento possono anche coesistere, ma devono essere dimostrate dal contribuente che se ne voglia avvantaggiare.

Sentenza n. 03618/06: Il necessario coordinamento fra norma tributaria e norma civilistica comporta che in caso di impossibilità di eseguire la notificazione presso la sede di una società commerciale, il criterio sussidiario della notificazione alla persona fisica che la rappresenta, previsto dall’articolo 145, comma 3, del codice di procedura civile, deve ritenersi suscettibile di applicazione solo condizionatamente alla circostanza che tale persona fisica, oltre a essere identificata nell’atto, risieda nel comune di domicilio fiscale dell’ente.

Sentenza n. 03613/06: Essendo l'obbligazione del rappresentante al pagamento di pene pecuniarie e soprattasse (articolo 98, D.P.R. n. 602/73) un'obbligazione fideiussoria ex lege, contraddistinta, quindi, dal carattere di accessorietà, le modifiche, legali o convenzionali, che interessano l'obbligazione principale si estendono anche a quella accessoria. Pertanto, la dichiarazione integrativa, ex articolo 38 della legge n. 413 del 30/12/1991, produce effetti anche in favore dell'amministratore.

Sentenza n. 03115/06: La Cassazione, con le sentenze 13808/05 e 3115/06, ha ribadito che l'utilizzo, da parte dell'ufficio finanziario, dei movimenti risultanti dai conti correnti bancari ai fini fiscali non è condizionato dalla previa instaurazione del contraddittorio con il contribuente fin dalla fase dell'accertamento, atteso che questo rappresenta una mera facoltà per l'Amministrazione e non già un obbligo (articolo 32, D.P.R. 600/73). E' legittima, dunque, l'imputazione dei versamenti operati sui conti correnti a ricavi conseguiti dal contribuente nella propria attività d'impresa.

Sentenza n. 03113/06: In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristretta base azionaria, pur non sussistendo, a differenza di quanto previsto per le società di persone, una presunzione legale di distribuzione dell'utile ai soci, è legittima la presunzione di attribuzione pro quota ai soci degli utili extracontabili. Siffatta presunzione non viene meno per il fatto che, in sede penale, sia stato accertato che il socio di minoranza non aveva partecipato alla gestione.

Sentenza n. 03107/06: In tema di accertamento, la prova della deducibilità dal reddito d'impresa di un costo sostenuto presso uno Stato estero ove non sono previsti i documenti probatori richiesti dalla normativa italiana (bolla di accompagnamento) incombe sulla società contribuente, cui spetta di dimostrare le componenti negative del reddito sia per quel che concerne la loro esistenza sia per quel che concerne la loro inerenza all'attività svolta, anche producendo, ad esempio, l'elenco dei destinatari-beneficiari.

Sentenza n. 02994/06: La dichiarazione I.V.A. a debito presentata dal contribuente, se non seguita dall'emanazione di un atto di rettifica dell'Amministrazione finanziaria o da correzione, esaurisce da sola la fattispecie dell'accertamento dell'obbligazione tributaria costituendo, nell'ipotesi di inadempimento, titolo per la riscossione dell'imposta liquidata sulla scorta dei dati desunti dalla dichiarazione stessa e, quindi, nel caso in cui il curatore non contesti la pretesa erariale, per l'ammissione al passivo fallimentare.

Sentenza n. 02962/06: E' suscettibile di sanatoria, ai sensi dell'articolo 16 della legge 289/02 (chiusura delle liti fiscali pendenti), la controversia instaurata mediante impugnazione dell'avviso di liquidazione dell'imposta di successione e di irrogazione di sanzioni, in quanto costituisce l'unico atto con il quale l'Amministrazione esercita la pretesa tributaria. Esso, pertanto, deve considerarsi, a tutti gli effetti, atto impositivo e, come tale, rientrante nell'ambito applicativo della disposizione agevolativa.

Sentenza n. 02942/06: Anche al contribuente va riconosciuta, in attuazione dei principi del giusto processo e della parità delle parti (articolo 111 Costituzione), la possibilità di introdurre, nel giudizio dinanzi alle Commissioni tributarie, dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale, le quali hanno il valore probatorio proprio degli elementi indiziari e, come tali, devono essere valutate dal giudice, non potendo costituire, da sole, il fondamento della decisione, nel contesto probatorio emergente dagli atti.

Ordinanza n. 02888/06: In ordine alla opposizione a una ingiunzione di pagamento, emessa dall'Agenzia delle entrate in relazione alla violazione, accertata da un ufficio provinciale del lavoro, dell'obbligo di registrazione dei lavoratori impiegati, la giurisdizione è devoluta al giudice tributario. In materia di sanzioni amministrative, la devoluzione alla giurisdizione delle commissioni tributarie non è correlata esclusivamente alla natura della norma violata, ma anche all'organo che irroga la sanzione.

Sentenza n. 02798/06: La Corte ha annullato l'avviso di mora non preceduto dalla notifica dell'atto presupposto; inoltre, poiché l'avviso di mora è atto del concessionario della riscossione, quest'ultimo è legittimato nella controversia relativa, anche quando il contribuente deduca che esso è illegittimo perché non preceduto da regolare notifica dell'atto impositivo. In altre recenti circostanze, la stessa Cassazione aveva sentenziato che è possibile impugnare l'avviso di mora per vizi della cartella allorché questa non sia notificata al contribuente.

Sentenza n. 02787/06: L'articolo 58 del decreto legislativo n. 546 del 1992 fa salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti in appello. Tale attività processuale deve, però, essere esercitata nei termini prescritti dall'articolo 32, comma 1, che sancisce la possibilità del deposito fino a venti giorni liberi prima dell'udienza, con l'osservanza delle formalità di cui all'articolo 24, comma 1. Attesa la natura perentoria del termine, la sua inosservanza è sanzionabile con la decadenza dal diritto in questione.

Sentenza n. 02499/06: Nessuna automatica autorità di cosa giudicata può attribuirsi alla sentenza penale, di condanna o di assoluzione, emessa dall'Autorità giudiziaria ordinaria in materia di reati tributari e divenuta irrevocabile, nel separato giudizio tributario. Anche se i fatti materiali accertati in sede penale sono gli stessi per i quali l'Amministrazione finanziaria ha esercitato azione accertatrice nei confronti del contribuente, il giudice tributario deve verificare la rilevanza delle prove nell'ambito specifico.

Sentenza n. 02410/06: Il comma 2 dell'articolo 16, legge 289/2002 (in base al quale l'omesso versamento delle rate successive alla prima, entro le date indicate, non determina l'inefficacia della definizione), deve necessariamente essere messo in relazione col successivo comma 8 dello stesso articolo. E', perciò, da escludere la possibilità di dichiarare l'estinzione del giudizio, senza la comunicazione degli uffici attestante regolarità della domanda di definizione e il pagamento integrale di quanto dovuto.

Sentenza n. 02217/06: Il quaderno di appunti personali dell'imprenditore, reperito in sede di ispezione, dal quale può dedursi l'esistenza di operazioni non contabilizzate, rappresenta un elemento probatorio, ancorché meramente presuntivo, utilmente valutabile in sede di accertamento I.V.A, indipendentemente dal contestuale riscontro di irregolarità nella tenuta della contabilità o di inadempimenti di obblighi di legge.

Sentenza n. 02208/06: Qualora la notificazione di un atto a persona giuridica sia eseguita presso la sede legale mediante consegna a uno dei soggetti indicati nel primo comma dell'articolo 145 del codice di procedura civile (persona fisica qualificatasi legale rappresentante della società), la legittimazione alla ricezione si presume sulla base della presenza del soggetto consegnatario in quel luogo e dell'avvenuta accettazione dell'atto, mentre incombe sul destinatario l'onere della prova contraria.

Ordinanza n. 02053/06: Non rientra nella competenza della giurisdizione amministrativa la materia del fermo dei beni mobili registrati (articolo 86, D.P.R. 602/73). Il provvedimento, infatti, si inserisce nella riscossione coattiva dei crediti, pertanto, il relativo contenzioso rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.

Sentenza n. 02010/06: La pregressa formale conoscenza dell'esercizio dell'azione penale da parte dell'imputato -rappresentante legale di una società, per conto della quale lo stesso abbia richiesto il condono, è preclusiva della fruibilità dello stesso agli effetti estintivi penali. Diversamente argomentando, le persone giuridiche sarebbero sempre ammesse alla definizione in questione, creando una inammissibile situazione di privilegio non contemplata dall'articolo 9 della legge n. 289/2002.

Sentenza n. 01980/06: Nell'ambito del contratto di locazione, la sopravvenuta impossibilità della prestazione, a seguito della distruzione dell'immobile locato, fa venire meno il diritto del locatore alla percezione del canone. Per il proprietario, pertanto, non costituisce reddito tassabile il canone ricevuto anticipatamente e poi trattenuto ad altro titolo, nello specifico quale acconto del risarcimento del danno per omessa custodia del bene andato distrutto. La pronuncia riguarda il tragico rogo del teatro Petruzzelli di Bari.

Sentenza n. 01372/06: I proventi illeciti sono tassabili sia ai fini delle imposte dirette, sia ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. Mentre per le prime, la normativa stessa, con l'articolo 14, comma 4, legge n. 537 del 1993, supporta la decisione della Corte, relativamente all'I.V.A, in mancanza di disposto legislativo, i giudici hanno ritenuto il citato articolo 14 inequivocabilmente una norma di principio, in forza della quale non si può eccepire la esenzione tributaria per i proventi derivanti da attività illecite.

Sentenza n. 01142/06: I proventi illeciti sono tassabili sia ai fini delle imposte dirette, sia ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. Mentre per le prime, la normativa stessa, con l'articolo 14, comma 4, legge n. 537 del 1993, supporta la decisione della Corte, relativamente all'I.V.A, in mancanza di disposto legislativo, i giudici hanno ritenuto il citato articolo 14 inequivocabilmente una norma di principio, in forza della quale non si può eccepire la esenzione tributaria per i proventi derivanti da attività illecite.

Sentenza n. 01134/06: Di recente, la Cassazione è intervenuta a più riprese in tema di poteri istruttori del giudice tributario (articolo 7 del decreto legislativo numero 546 del 1992). In particolare, con la sentenza 330/06, la suprema Corte ha considerato legittima la decisione del giudice che, di fronte al difetto di prova della pretesa tributaria, ha disposto una stima U.T.E, assunta poi come punto di riferimento per la pronuncia. Nelle successive sentenze n. 366 e n. 1134, ha invece ritenuto che il giudice tributario non può utilizzare tali strumenti per supplire alle insufficienze probatorie della parte.

Sentenza n. 01132/06: In tema di imposte sui redditi, la capitalizzazione di costi, seppur fittizi, costituisce plusvalenza tassabile, dato che il principio contenuto nell'articolo 54, comma 1, lettera c), del T.U.I.R - secondo cui le plusvalenze dei beni relativi all'impresa concorrono a formare il reddito se sono iscritte nello stato patrimoniale - non è limitato ai beni effettivamente esistenti. Un tale fenomeno va rilevato e tassato nei termini di legge e non al momento della eventuale rivendita del bene sopravvalutato.

Sentenza n. 00918/06: La notifica dell'appello a mezzo posta si perfeziona, per il notificante, alla data di spedizione e non a quella della sua ricezione e ciò anche nel caso in cui la spedizione avvenga in busta chiusa e non in plico. Il momento perfezionativo della notifica dell'appello coincidente con la data della spedizione (articolo 20, comma 2, D.Lgs. 546/92) trova la sua ragion d'essere nel fatto che la prescrizione relativa all'invio in plico è volta solo a dare certezza circa l'individuazione dell'atto notificato.

Sentenza n. 00618/06: In materia di riscossione coattiva, è legittimo l'invio da parte del concessionario dell'avviso di mora non preceduto dalla cartella esattoriale nei confronti del socio di una società in nome collettivo per mancato pagamento del diritto annuale di iscrizione alla Camera di commercio. L'importante principio è contenuto nella sentenza 13 gennaio 2006, n. 618, emanata dalla Corte di cassazione, con la quale è stata anche riaffermata la competenza del giudice tributario sulle controversie aventi a oggetto il diritto camerale.

Sentenza n. 00613/06: Con questa sentenza la Cassazione approfondisce la determinazione dell'avviamento aziendale, ritenendo adoperabile il criterio di calcolo previsto dal legislatore per l'accertamento con adesione (articolo 2, comma 4, D.P.R. n. 460/96). Inoltre, la Corte afferma che il contribuente non può limitarsi alla semplice opposizione all'utilizzo di una metodologia di calcolo senza dimostrare l'incoerenza del metodo adoperato, contestando la valutazione degli elementi di fatto che sono alla base dei criteri utilizzati.

Sentenza n. 00366/06: In tema di poteri istruttori attribuiti d'ufficio al giudice tributario, l'ordine di depositare documenti ritenuti necessari, di cui all'articolo 7, comma 3, del decreto legislativo n. 546 del 1992, rappresenta una mera facoltà dello stesso avente natura discrezionale, una norma di natura eccezionale che non può essere utilizzata come rimedio ordinario per colmare le lacune probatorie delle parti, altrimenti risulterebbe violato il principio dispositivo (articolo 115 del codice di procedura civile) su cui si fonda il processo tributario.

Sentenza n. 00362/06: Qualora due giudizi si riferiscano a uno stesso rapporto giuridico e uno dei due sia stato definito con sentenza passata in giudicato, l'accertamento in ordine alla situazione giuridica ovvero alla soluzione di questioni di fatto e di diritto relative a un punto fondamentale comune a entrambe le cause preclude il riesame dello stesso punto, e tale giudicato è rilevabile anche in sede di legittimità, purché risulti da atti che siano stati acquisiti nel corso del giudizio di merito e che non siano, invece, prodotti per la prima volta in Cassazione.

Sentenza n. 00333/06: L'avvenuta costituzione in giudizio del contribuente sana ogni vizio della notifica per raggiungimento dello scopo. In tema di procedura per l'assegnazione della rendita catastale, l'ufficio, dovendosi limitare a recepire i dati desumibili dall'atto di classamento dell'U.T.E. e a utilizzarli per la determinazione del valore, può formulare la sua pretesa in un atto di liquidazione, senza dovere emettere un motivato avviso di accertamento, indispensabile invece nel caso di esercizio di un potere discrezionale.

 

Sentenza n. 28770/05: Nel caso in cui il giudice durante la trattazione della lite in camera di consiglio decida di disporre consulenza tecnica d'ufficio, le parti costituite non hanno diritto di assistere alla fase giudiziale di conferimento del mandato.

Sentenza n. 28323/05: La domanda con cui si chiede la spettanza di un'agevolazione tributaria vale inequivocabilmente anche come domanda per la restituzione delle somme già indebitamente versate in via cautelativa, essendo tale diritto strettamente dipendente dall'accertamento del primo. E', perciò, ammissibile il ricorso per ottemperanza con il quale è chiesta l'esecuzione di un rimborso, in seguito a un giudicato di annullamento di un provvedimento di diniego all'esenzione decennale I.R.PE.G.

Sentenza n. 27630/05: Le pensioni privilegiate ordinarie sono soggette per l'intero ammontare all'I.R.PE.F. (articolo 49, comma 2, T.U.I.R); l'estensione dall'esenzione I.R.PE.F. riguarda unicamente le pensioni privilegiate ordinarie tabellari erogate in caso di menomazioni riportate a causa del servizio militare di leva e, pertanto, prescinde dall'arma nella quale il servizio sia stato prestato, essendo rilevante esclusivamente che la menomazione sia subita durante il servizio obbligatorio di leva e non in costanza della ferma volontaria.

Sentenza n. 27610/05: E' legittimo l'atto di appello sottoscritto da funzionario specificamente delegato dal direttore dell'ufficio; è legittimo l'appello che, sebbene contenga un'esposizione sommaria delle ragioni di fatto e di diritto nella premessa, consente comunque di dedurre i fatti rilevanti dal contesto dell'atto; è legittima la motivazione per relationem dell'accertamento con rinvio alle conclusioni del verbale della Guardia di finanza; la semplice e difettosa indicazione degli estremi della sentenza impugnata non comporta inammissibilità.

Sentenza n. 27605/05: La Cassazione esplicita la non coincidenza fra la nozione di impresa commerciale civilistica e quella fiscale, sottolineando come, benché il giudice civile non ritenga d'impresa una data attività, quello tributario può, ai fini fiscali, considerarla tale, assoggettandone il reddito alle regole del reddito d'impresa. Riguardo alla specifica controversia, la Corte suprema ha ritenuto d'impresa l'attività di sconto cambiario, anche se i tribunali fallimentari non l'avessero considerata tale, respingendo la richiesta di fallimento.

Sentenza n. 27343/05: Le Commissioni tributarie devono pronunciarsi sulla richiesta di riunione o di sospensione dei processi tra loro in rapporto di continenza, in modo da prevenire il formarsi di giudicati contrastanti. La Corte suprema ha così cassato la sentenza della C.T.R. che non aveva provveduto su tali istanze nell'ambito di una controversia relativa al rimborso di quanto pagato in relazione all'anno di imposta successivo rispetto al periodo precedentemente oggetto di contestazione in altro giudizio.

Sentenza n. 27035/05: L'inammissibilità del ricorso può essere dichiarata solo se la parte non provvede a nominare il difensore a seguito dell'ordine impartito dal giudice. Questo principio emerge dalla sentenza in epigrafe, con la quale è stato riaffermato che la mancanza della difesa tecnica deve essere rilevata, anche d'ufficio, già dai giudici di merito tramite l'emissione di un specifico decreto in cui viene ordinato alla parte di nominarsi un difensore abilitato; solo se tale ordine viene disatteso, il ricorso può dichiararsi inammissibile.

Sentenza n. 27024/05: Ai fini dell'accertamento delle imposte sui redditi, nel caso in cui ricorrano i presupposti sia dell'accertamento analitico che di quello induttivo, l'ufficio può legittimamente utilizzare o l'uno o l'altro metodo. Questo, in estrema sintesi, il pensiero espresso dalla Corte di cassazione che conferma un principio ben preciso: la scelta sulle modalità di accertamento spetta all'ufficio (al giudice il compito di verificarne la legittimità), che può anche ricorrere contemporaneamente a entrambi i metodi.

Sentenza n. 27015/05: E' inammissibile il ricorso per Cassazione con errata indicazione della parte contro cui esso è proposto; l'indicazione delle parti, rilevante ai fini dell'ammissibilità del ricorso, è solo quella risultante dal ricorso stesso e nessuna deroga può essere ravvisata nelle disposizioni che regolano il processo tributario. Inoltre, deve considerarsi inesistente la notifica del gravame a soggetto diverso da quello indicato sul ricorso e contro cui l'impugnazione è diretta, con l'esclusione di riconnettere alla costituzione della parte effetti sananti.

Sentenza n. 26292/05: L'abolizione dell'obbligo di compilare le bolle di accompagnamento di beni viaggianti, disposta dal D.P.R. 472/96, non impedisce l'assoggettamento alla sanzione precedentemente prevista, in virtù del principio del favor rei, se, all'1aprile 1998 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 472/97), il rapporto risulta essere già esaurito relativamente alla fase contenziosa seguita all'irrogazione della sanzione.

Sentenza n. 26123/05: Il termine di decadenza, previsto dall'articolo 38, D.P.R. 602/1973, opera in tutte le ipotesi di inesistenza totale o parziale dell'obbligazione, a prescindere dalle ragioni di fatto e di diritto adottate e, perciò, anche a prescindere dal fatto che detta inesistenza sia da ritenersi originaria o sopravvenuta. Se il contribuente ha effettuato un versamento che solo in seguito si è rivelato parzialmente o totalmente non dovuto, non è applicabile il termine di prescrizione ex articolo 37, D.P.R. 602/73, bensì la disciplina dettata dal successivo articolo 38.

Sentenza n. 25138/05: In tema di contenzioso tributario, ai sensi dell'articolo 36 del decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992, la mancata esposizione in sentenza dello svolgimento del processo, dei fatti rilevanti della causa e l'estrema concisione della motivazione in diritto determinano la nullità della sentenza, allorché rendono impossibile l'individuazione del thema decidendum e delle ragioni che stanno a fondamento del dispositivo.

Sentenza n. 24913/05: Il processo verbale di constatazione contiene la documentazione delle operazioni di verifica svolte e per esso è prevista unicamente la consegna alla parte a prova dell'avvenuta conoscenza del contenuto dello stesso, non essendo contemplata da alcuna disposizione una notifica da effettuare nelle modalità previste dall'articolo 60, D.P.R. 600/73, e dalle norme del codice di procedura civile ivi richiamate. E' perciò legittimo il diniego dell'ufficio all'istanza di adesione (D.L. 564/94) da parte di contribuenti cui era stato consegnato un processo verbale di constatazione.

Sentenza n. 23020/05: La giurisdizione fiscale avente a oggetto sia l'an che il quantum della pretesa tributaria, comprende anche l'individuazione del soggetto obbligato al versamento dell'imposta o dei limiti nei quali esso, per la sua qualità, sia obbligato. E' quanto emerge dalla recente sentenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione, in cui è stato affermata la responsabilità illimitata del socio per le tasse dovute dalla società in nome collettivo che aveva cessato la propria attività.

Sentenza n. 23019/05: Anche la controversia tra sostituto d'imposta e sostituito, avente a oggetto la pretesa del primo di rivalersi delle somme versate a titolo di ritenuta d'acconto, non detratta dagli importi erogati al secondo, rientra nella giurisdizione delle Commissioni tributarie, e non resta condizionata dal carattere impugnatorio della stessa; infatti, la natura del rapporto, complessivamente dedotto in giudizio, non viene a mutare, per effetto dell'inversione delle parti in sede giurisdizionale.

Sentenza n. 22881/05: E' legittimo che l'Amministrazione finanziaria richieda a una società, ammessa al concordato preventivo con cessione di beni, gli interessi sull'I.V.A. dovuta e non versata tempestivamente; infatti, l'ammissione del creditore alla procedura concorsuale non determina la sospensione della decorrenza dei termini. Così si è espressa la Corte rievocando la pronuncia 162/2001 della Consulta in merito ad una questione di I.V.A. nell'ambito di una procedura concorsuale.

Sentenza n. 22849/05: Per le notificazioni in materia tributaria, il messo autorizzato dall'amministrazione finanziaria (articolo 16, comma 4, D.Lgs. 546/92) non può eseguire notifiche nei procedimenti avanti agli organi giudiziari in senso proprio. Pertanto, la notifica del ricorso in Cassazione eseguita dal messo notificatore è inesistente (e non soltanto nulla) e determina l'inammissibilità del ricorso.

Sentenza n. 21769/05: Ai fini fiscali, la deduzione delle spese per il carburante utilizzato dagli autoveicoli aziendali è subordinata alla annotazione dei rifornimenti sulla scheda mensile prevista dal D.M. 7 giugno 1977, contenente gli estremi identificativi dei mezzi, tra i quali è essenziale l'indicazione del numero di targa. Se il contribuente non osserva tale prescrizione, viene a mancare ogni garanzia circa l'identità del veicolo effettivamente rifornito, e l'effettiva riferibilità del relativo costo all'attività dell'impresa.

Sentenza n. 21653/05: Il principio di un termine ragionevole di durata dei procedimenti (articolo 3 della legge 89 del 2001) non trova applicazione nel processo tributario, fatta eccezione per le controversie di natura civilistica che non attengono, quindi, all'ammontare del tributo ma solo ad aspetti consequenziali o di natura penale. Pertanto, l'equa riparazione non è riferibile all'eccessiva durata dei giudizi che involgono la potestà impositiva dello Stato, i quali restano esclusi dalle disposizioni comunitarie.

Sentenza n. 21582/05: Il trasferimento di un fondo deve presumersi comprensivo dei fabbricati che su di esso siano stati edificati, qualora l'atto non li escluda espressamente con la costituzione in favore del venditore di un diritto di superficie che impedisca gli effetti dell'accessione, ovvero non si dimostri, con atto scritto avente data certa, che essi appartengano a un terzo, o allo stesso compratore per cessione da parte di un terzo. L'articolo 24 del D.P.R. 131/86 non offre altre possibilità per superare la presunzione di trasferimento delle accessioni.

Sentenza n. 21575/05: La manifesta irrisorietà della percentuale di ricarico, rappresentando una presunzione di evasione, consente all'ufficio di rettificare il reddito ai sensi dell'articolo 39, comma 1, lettera d, D.P.R. 600/73. L'accertamento analitico - induttivo è ammesso anche in presenza di scritture contabili formalmente regolari, a nulla rilevando che l'ufficio si sia limitato a rettificare i ricavi dichiarati in modo del tutto svincolato dalle risultanze contabili, ovvero non abbia proceduto a un esame dei dati contabili.

Sentenza n. 21555/05: Con detta sentenza, la Corte di cassazione, collocando il tributo fra quelli residuali di cui all'articolo 19, comma 1, lettera g, del decreto che disciplina il processo tributario (decreto legislativo n. 546 del 1992), ribalta quanto argomentato dalla C.T.R. del Lazio, recentemente chiamata a pronunciarsi su un caso analogo, pur concordando nella conclusione che la materia non rientra nella fattispecie di cui all'articolo 38, D.P.R. n. 602/73 (rimborso di versamenti diretti), norma non suscettibile di applicazione analogica.

Sentenza n. 21516/05: I messi speciali degli uffici finanziari hanno potere di effettuare validamente notifiche, ove debitamente autorizzati, nell'ambito del procedimento speciale dinanzi alle Commissioni tributarie, ma sono privi di qualunque potere notificatorio nell'ambito del procedimento per Cassazione, disciplinato integralmente dalle norme processuali comuni. Di conseguenza, sussiste la nullità assoluta e insanabile (inesistenza) dell'atto e soprattutto l'inammissibilità del ricorso.

Sentenza n. 21268/05: Le dichiarazioni confessorie rese da un soggetto terzo e trasfuse nel processo verbale di constatazione redatto della Guardia di Finanza e posto a base dell'avviso di accertamento, proprio perché assunte in sede extraprocessuale, rilevano quali semplici elementi indiziari, il cui valore può essere contestato dal contribuente nell'esercizio del suo diritto di difesa; in assenza di una qualsiasi prova contraria, sono da ritenere attendibili e possono concorrere a formare il convincimento del giudice.

Sentenza n. 21265/05: Il processo verbale di constatazione redatto al termine di un controllo fiscale è assistito da fede privilegiata ai sensi dell'articolo 2700 del codice civile, pertanto occorre proporre una querela di falso per contestarne la veridicità. Sulla scorta di tali argomentazioni, peraltro già espresse in precedenti pronunciamenti, la suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società avverso un avviso di accertamento emesso a seguito di verifica esperita dalla Guardia di Finanza.

Sentenza n. 21170/05: La sanzione estrema dell'inammissibilità del ricorso va applicata esclusivamente quando siano lesi profili sostanziali del contraddittorio processuale. L'inammissibilità per difetto di sottoscrizione del ricorso si verifica, dunque, soltanto quando la sottoscrizione stessa manchi del tutto e non quando il contribuente (in violazione dell'articolo 22 del decreto legislativo numero 546 del 1992) consegni all'ufficio la copia fotostatica del ricorso e depositi l'originale presso la segreteria della Commissione tributaria adita.

Sentenza n. 20675/05: L'articolo 3 della legge n. 89 del 2001, c.d. legge Pinto - che disciplina le modalità di proposizione del ricorso per l'equa riparazione del danno subito a seguito del mancato rispetto del termine ragionevole della durata del procedimento - non è applicabile al giudizio tributario (Cfr. Sentenze n. 11350 e n. 17139 del 2004; n. 17497 e n. 17498 del 2005).